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La Camera vara la "Polizia amministrativa regionale e locale"!!!

  www.asca.it 22/9/2004 (ore 18.00)

La controversa questione della
polizia regionale e locale ha ricevuto un primo disco verde
da parte della Camera durante l'esame della modifica
costituzionale della devolution.
Primo Si' perche' si tratta di un 'subemendamento' della
commissione (in sostanza della maggioranza) che corregge la
formulazione dell'emendamento (presentato da tutti i
capigruppo della maggioranza) che modifica in modo piu' ampio
l'articolo 117 della Costituzione che riguarda le
''competenze legislative esclusive delle Regioni''. Ed e'
dall'approvazione di questo emendamento che dipendera' il via
libero definitivo alla istituzione di polizie regionali e
locali.
   La modifica votata prevede l'introduzione di una ''polizia
amministrativa regionale e locale''. I voti a favore sono
stati 253 e 201 i contrari.

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llSole 24 ore 22/9/2004

Verso una Polizia a "tre livelli"

 

Roma-Sulla nuova definizione della polizia locale la Casa della Libertà sembra aver trovato la classica quadratura del cerchio. L’emendamento proposto dalla commissione Affari Costituzionali dovrebbe risolvere una questione che si trascina fin da quando è stato presentato il progetto iniziale di riforma federalista del Governo. Al di là delle proteste dell’opposizione, sulla nuova articolazione nel territorio  delle forze di polizia si era  protratta una lunga tensione tra la Lega, da una parte, che ha sempre spinto per una forza di polizia regionale; e il Viminale, i centristi, lo stesso Quirinale, dall’altra parte, tesi a difendere il principio di unità nazionale della sicurezza.

 

La dizione ora suggerita, “polizia amministrativa regionale e locale” introduce, in sostanza, una sola novità: “La facoltà per le regioni di istituire, sul modello già sperimentato della Lombardia, polizie regionali, appunto, che svolgono solo funzioni amministrative” come spiega Pietro Fontanini (Lega Nord), vice presidente della commissione Affari Costituzionali. Aggiunge il parlamentare :”In sostanza con questa formulazione abbiamo evitato che qualcuno possa continuare a sostenere che mettiamo a sconquasso il sistema della sicurezza nazionale”.

Un tema, questo, molto caro a Pisanu, che ancora a Ferragosto, giorno di tradizionali celebrazioni per il Viminale, ricordava che “la collaborazione tra tutte le componenti della sicurezza è una condizione indispensabile per mettere a frutto le diverse attitudini professionali e capacità operative”. Ma poi aggiungeva: “Nell’ordinamento italiano lo strumento giuridico - istituzionale per realizzare e orientare questa collaborazione è dato dai poteri di direzione unitaria e di coordinamento affidati al ministero dell’Interno il quale, nella sua qualità di autorità nazionale di pubblica sicurezza, li esercita avvalendosi del dipartimento centrale e naturalmente delle attività provinciali rappresentate dai prefetti e dai questori”. Un messaggio molto chiaro contro eventuali “fughe in avanti” o ipotesi di disarticolazione del sistema nazionale.

In sostanza, sembra che a questo punto l’articolazione della polizia abbia rtre livelli, nel disegno che si sta delineando: quello nazionale e tradizionale, di competenza di Polizia di Stato e Carabinieri, di natura esclusivamente statale, che non viene modificato; quello regionale- facoltativo, ed è la novità introdotta- e quello locale, cioè provinciale e comunale, già esistente.

Va precisato, peraltro, che le polizie locali – come i vigili urbani- possono anche avere, su richiesta di un pubblico ministero, funzioni di polizia giudiziaria. E’ possibile che questa eventualità diventi appannaggio anche della costituenda polizia regionale (amministrativa)? “Si, ma deve essere una legge statale a prevederlo” aggiunge Fontanini.

Anche Filippo Ascierto (Alleanza Nazionale) sostiene la validità dell’emendamento proposto, “frutto di un lavoro importante del vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini”. Insomma, non è facile che Lega e An vadano d’accordo, ma sembra che stavolta ci siano riusciti.

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