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Lazio n. 2111-2000
Aumenti contrattuali ai pensionati

A chi se ne va spettano anche gli aumenti contrattuali scaglionati in un periodo successivo al suo pensionamento. Numerosi dipendenti di enti locali sono ricorsi al Tar del Lazio perchŔ, essendo andati in pensione tra il 2.1.1983 e il 31.12.1984, hanno chiesto di rientrare nei benefici economici derivanti dall'applicazione del contratto di lavoro in vigore dal primo gennaio 1983. Il Tar accoglie il ricorso, e riconosce ai dipendenti il cui servizio si sia concluso dopo l'entrata in vigore del D.P.R. 347/1983, i benefici economici che da esso derivano, con effetto sia sull'indennitÓ di fine rapporto che sulla pensione. Un problema sorge, dal fatto che l'art. 42 del decreto stabilisce una erogazione scaglionata nel tempo dei benefici introdotti. Il Tar interpreta la norma in modo tale che il dipendente, al momento del pensionamento, possa usufruire per intero del beneficio, anche se non ha terminato lo scaglionamento; infatti il diritto al miglioramento economico sorge al momento dell'entrata in vigore del decreto, mentre lo scaglionamento rappresenta, appunto, il semplice pagamento a rate di un tale miglioramento.

Sentenza del T.A.R. del Lazio n0 2111 del 2000
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO
SEZIONE III BIS
(nomi)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso n. 1186/86 proposto dai Signori: (nomi)
tutti rappresentati e difesi dagli avv.ti E. D'A. e G. C., ed elettivamente domiciliati nel loro studio in Roma ecc. ecc.;
contro
Il Ministero del Tesoro, C.P.D.E.L. e INADEL, in persona dei legali rappresentami pro-tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato;
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio dell'Avvocatura Generale dello Stato;
Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;
Visti gli atti tutti della causa;
Nominato relatore alla pubblica udienza del 13 dicembre 1999 il Consigliere A. A. e uditi, altresl gli avv.ti come da verbale d'udienza.
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:
1. I ricorrenti gi` dipendenti di enti locali specificati nel ricorso collettivo, collocati a riposo nel periodo compreso fra il 2.1.1983 e il 31.12.1984 lamentano di non poter conseguire i benefici economici contrattuali derivanti dal DPR 25/6/1983 n.347 [1] nella misura intera ivi prevista per il personale in attivit` di servizio, nonostante essi siano stati collocati a riposo nel corso di vigenza del rinnovo contrattuale, la cui decorrenza giuridica h 1.1.1983, con validit` sino al 31.12.1984.
A fondamento del gravame si sostiene che il rinnovo contrattuale (non) inciderebbe sull'insorgere del diritto di quei dipendenti collocati a riposo nell'arco di vigenza del nuovo contratto di lavoro ai quali spetterebbero integralmente i medesimi benefici corrisposti al personale rimasto in servizio, per tutto il periodo di validit` del contratto.
Sicchi deducono la violazione di legge (art.9 L. n.382/79 e art.13 L. n.93/83) e l'eccesso di potere sotto vari profili.
In via subordinata, i ricorrenti sollevano eccezione di incostituzionalit` del citato DPR, in relazione agli artt.3 e 97 Cost.
2. Si h costituito in giudizio il Ministero del Tesoro (C.P.D.E.L. e I.N.A.D.E.L);
3. Il ricorso h stato discusso all'udienza del 13 dicembre 1999 e trattenuto per la decisione.
DIRITTO
Il problema giuridico posto con il ricorso in esame consiste nello stabilire se al personale dipendente dagli enti locali cessato dopo il 1 gennaio 1983 spettino o meno in misura integrale i benefici economici scaglionati nel tempo previsti dal DPR 25/6/1983 n.347.
Il ricorso h fondato.
Alla luce di un orientamento giurisprudenziale ormai diffuso in senso favorevole ai ricorrenti, il Collegio, che non ignora talune proprie oscillazioni sull'argomento, ritiene di riprendere l'indirizzo precedentemente affermato (TAR Lazio, Sezione III bis, 26 novembre 1992 n.1557, confermata dal Consiglio di Stato, Sez. VI, 19 ottobre 1995 n.1177) che riconosce al personale collocato a riposto successivamente alla data di decorrenza economica dell'accordo integralmente i miglioramenti economici spettanti alla data di riferimento dell'accordo stesso (nella specie 10 gennaio 1983), scaglionati nel tempo per meri fini di contenimento degli oneri contrattuali nel quadro della politica governativa in ordine alla spesa pubblica. Ni pur avere differente interpretazione l'art.42 del DPR 347 del 1983 [2] dove dispone lo scaglionamento dei benefici contrattuali indicando le date e le relative percentuali con riferimento all'intero beneficio spettante "a ciascun dipendente, a seguito dell’inquadramento ai sensi del presente accordo, alla data del 10 gennaio 1983".
Pertanto, il DPR 347 del 1983 disponendo l’attribuzione ai dipendenti degli Enti locali di miglioramenti economici con determinate decorrenze, ha effettivamente inteso riferirsi al pagamento rateale (come modalit` di esecuzione di un'unica obbligazione precedentemente sorta), non gi` alla costituzione del diritto agli aumenti (come momento genetico della sua nascita) alle date in esso indicate, con la conseguenza che i miglioramenti in tal modo attribuiti debbono necessariamente avere riflessi sul complessivo trattamento di fine rapporto, comprensivo sia della pensione del dipendente collocato a riposo prima di tali decorrenze, sia della relativa indennit` di buonuscita in applicazione del principio del parallelismo tra pensione ed indennit` di fine rapporto (cfr. TAR Lazio, Sezione III, 26 novembre 1992 n.1561) che scatta al momento della cessazione dal servizio del dipendente.
Sulla base delle anzidette considerazioni il ricorso deve essere accolto e, per l'effetto, accertato il diritto dei ricorrenti, previo accertamento da parte dell'Amministrazione del possesso dei necessari requisiti soggettivi in capo ai medesimi, al ricalcolo del trattamento di fine rapporto, comprensivo dell'indennit` di buonuscita, con i miglioramenti economici complessivi disposti dal D.P.R. 347 del 1983 con interessi legali e rivalutazione monetaria.
Restano assorbite le ulteriori doglianze.
Le spese di giudizio possono essere compensate.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione III bis, ACCOGLIE, il ricorso in epigrafe e dichiara, per l'effetto, il diritto dei ricorrenti alla rideterminazione del trattamento di fine rapporto secondo le modalit` e nei termini indicati in motivazione. Fatti salvi gli ulteriori provv.ti dell'amministrazione.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dalla pubblica amministrazione.
Cosl deciso in Roma, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, Sez. III bis, nella Camera di Consiglio del 13 dicembre 1999 con l’intervento dei Signori magistrati indicati in epigrafe.
(nomi).