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Libera circolazione per i ciclomotori senza targhe
Da sei mesi mancata applicazione dell'art.97 del C.d.S.

Ciclomotori senza targhe

Ciclomotori liberi di circolare senza targa. Infatti dal 1 luglio 2004 possono esserne anche del tutto sprovvisti stante le modifiche all’art. 97 del Codice della strada introdotte  dal D.Lgs. 9/02 ed entrate in vigore proprio il 1 luglio 2004.

In pratica tale modifica istituisce il nuovo sistema di “targatura” dei ciclomotori: l’attuale contrassegno d’identificazione (più noto come “targhino”) trasferibile da un ciclomotore ad un altro, senza formalità, dovrebbe venire sostituito da una targa simile a quella degli autoveicoli, fissa e abbinata a un certificato di circolazione in cui verrebbero registrati il numero di telaio e le generalità del proprietario.

Ma il sistema fino ad oggi non è mai diventato esecutivo: occorre approntare le modifiche al regolamento di esecuzione del Codice che fissino i dettagli applicativi (grafica delle targhe, criteri di numerazione ecc). Quindi nessuno può rispettare l’attuale articolo 97 e automaticamente non si possono applicare le sanzioni che esso contiene.

I problemi operativi per gli operatori di polizia sono immaginabili:in questo modo, infatti,  si rischia di favorire in primis la criminalità, non più costretta ad occultare i dati identificativi, che può commettere reati indisturbata avendo così a disposizione anche un mezzo che consente una più agevole fuga nel traffico cittadino.

Oppure è diventato problematico l’accertamento delle violazioni commesse spesso dai giovanissimi che, in tal modo, potrebbero mettere a repentaglio la loro e l’altrui sicurezza per possibili fughe senza conseguenze se sorpresi senza casco o senza patentino oppure trasportando un passeggero.

La modesta proposta, temporanea, potrebbe essere un decreto legge che riporti il tutto al 30 giugno 2004, in attesa che vengano definiti  tutti i dettagli tecnici ed organizzativi sulla materia.

 Milano, 7 gennaio 2005

                                                          Il dirigente sindacale

Giuseppe Falanga 

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