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Mobbing nel settore pubblico: analisi di un caso emblematico

 

Contributo scientifico tratto dal V^Convegno Nazionale

di Medicina Legale Previdenziale

Nell'area riservata solo per tutti gli utenti autorizzati.

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News sull'argomento

dal sito www.mdc.it 13/01/2005 - Mobbing: entro il 2005 i primi dati nazionali

Sono attesi entro la prima metà del 2005 i primi dati nazionali sul mobbing, risultato di un'indagine condotta in tutta Italia dall'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL). Secondo il procuratore generale aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello,, intervenuto oggi a Roma al Convegno sul mobbing organizzato dal CNEL (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro) su questo fenomeno “ci sono tutti gli elementi normativi per dire che il rischio mobbing è un rischio professionale per la sicurezza e la salute dei lavoratori”.
“Non c'é ancora purtroppo - ha dichiarato Guariniello - una legge specifica sul mobbing, ma molti pregiudizi sono caduti”.

Oggi, sulla base delle norme esistenti, è possibile mettere in atto misure per la prevenzione del fenomeno, facendo riferimento alla legge 626 sulla sicurezza sul lavoro, sia con il varo di regolamenti interni da parte delle aziende. “E' solo un comodo alibi che non si possa fare nulla contro il mobbing”, ha poi aggiunto. Le rappresentanze dei datori di lavoro del gruppo di lavoro del CNEL sulla sicurezza sociale e la prevenzione delle malattie professionali si sono dette a favore di una normativa quadro sul mobbing. Si sta lavorando inoltre per fare chiarezza sulle cifre relative alla diffusione del mobbing.

L'indagine nazionale promossa dall'ISPESL è cominciata lo scorso anno e riguarda i costi diretti e indiretti del mobbing, ed una rilevazione di dati a livello nazionale, ha spiegato il direttore generale dell'ISPESL, Umberto Sacerdote.
I dati presentati saranno i primi dati nazionali di un fenomeno ancora difficile da quantificare. Le stime più recenti relative all'Italia sono state pubblicate nel 1997 dalla Fondazione Europea di Dublino e segnalano un 4,2% di casi. Secondo una ricerca del 2000 il mobbing riguarda in Europa sei milioni di lavoratori (4%). “Si tratta di stime per difetto, pari probabilmente al 3040% del fenomeno e destinate a raddoppiare”, ha commentato Sacerdote.
Nell'incontro sono stati presentati anche i dati, raccolti fra il 1999 e il 2004 dall'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), relativi alle denunce di “disturbi psichici da costrittività organizzativa sul lavoro” presentate fra il 1999 e il 2004.

Da questi dati risulta un aumento costante delle denunce negli ultimi sei anni (dalle 5 del 1999 alle 171 del 2004), presentate soprattutto da uomini (59,5%) e da lavoratori di età compresa fra 51 e 55 anni (24,9%), per la maggior parte impiegati (56,2%).

Le denunce provengono soprattutto dal mondo dell'industria (48,1%), seguito da terziario e servizi (30,4%), pubblica amministrazione ed enti locali (20,7). La regione in cui le denunce sono più numerose è l'Emilia Romagna (15,6%), seguita da Puglia (12,2%) e Piemonte (11,2%). Sono invece rare in Molise e a Bolzano (0,4%) e in Trentino 0,6%).

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