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Legge sulla patente a punti in parte illegittima
Stop dalla Corte Costituzionale

PATENTE PUNTI/ ARRIVA LA SANATORIA, COLPO DI SPUGNA IN DL (SOLE)

www.virgilio.it

Roma, 10 feb.2005 (Apcom) - Sanatoria in arrivo sulla patente a punti: saranno azzerati i tagli già decisi ai danni dei proprietari, quando non è stato possibile identificare chi c'era alla guida dei veicoli al momento dell'infrazione. Il colpo di spugna - secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore - potrebbe essere contenuto in un decreto legge. Sul testo sta lavorando l'ufficio legislativo del ministero, su impulso del viceministro ai Trasporti, Mario Tassone. I contenuti del provvedimento non sono ancora definiti nei dettagli ma i tempi dovrebbero essere brevi e l'azzeramento dovrebbe avvenire senza costi.

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www.ansa.it 24/1/2005

I punti della patente possono essere tolti solo a chi e' stato identificato nel commettere l'infrazione. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato illegittima in parte le nuove norme del codice della strada che hanno introdotto la patente a punti.

La Consulta, in particolare, ha dichiarato illegittimo l'art. 126 bis comma 2 del codice della strada nella parte in cui prevede che, in caso di mancata identificazione del trasgressore, i punti devono esser tolti al proprietario del veicolo, salvo che questi non comunichi, entro 30 giorni, il nome e la patente di chi guidava in quel momento l'auto. La Corte Costituzionale ha stabilito infatti che se non vi e' l'identificazione del guidatore, resta l' obbligo per il proprietario di fornire, entro 30 giorni, il nome e il numero della patente di chi ha commesso la violazione, ma se cio' non avviene a carico del proprietario dell'auto scatta solo la sanzione pecuniaria, e non quella accessoria della decurtazione dei punti.

Leggi qui il testo della sentenza : http://www.siapol.it/sezione.php?d=1160  

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Gli effetti pratici della sentenza


da www.altroconsumo.it 31/1/2005

· La Consulta ha stabilito che se non viene identificato il guidatore che ha commesso l’infrazione, il proprietario dell’autoveicolo è tenuto, entro 30 giorni, a fornire il nome e il numero della patente di chi ha commesso la violazione. Se non lo fa, a carico del proprietario scatta la sanzione amministrativa (da 343,35 a 1.376,55 euro), in base all’art.180, VIII comma del codice della strada. Ma non vengono tolti punti dalla patente.  

· La sentenza non produce effetti se la multa non è stata impugnata nei tempi stabiliti, se l’eventuale ricorso è già stato respinto e, comunque, in tutti i casi in cui il procedimento amministrativo è già stato concluso con la sottrazione dei punti. In questi casi i punti non possono essere recuperati  

· La sentenza si applica se la contravvenzione è arrivata, ma non è stata ancora definita (per esempio è già stato presentato ricorso al giudice di pace, ma questi non si è ancora pronunciato). In questo caso comunque non si perdono punti.  

· Se la contravvenzione non è stata ancora recapitata, il proprietario dell’auto, al momento della notifica, potrà presentarsi alla polizia e comunicare il nome del conducente. I punti saranno sottratti a quest’ultimo. Se il proprietario ometterà di dichiarare chi fosse alla guida del veicolo al momento dell’infrazione, non gli saranno sottratti i punti della patente, ma gli saranno applicati il pagamento della multa per l’infrazione e, in più, quello della multa in base all’art.180, VIII comma del codice della strada per non aver fornito i dati richiestigli dall’autorità procedente (da 343,35 a 1.376,55 euro).

 

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Sono salvi i punti perduti? Giuristi e avvocati: sì, anzi no
Corriere della Sera
25/1/2005

La patente a punti resta. E per chi verrà sorpreso a superare i limiti di velocità, a parlare al telefonino o in altre infrazioni pericolose nulla cambia: i punti verranno decurtati. Potrà farla franca solo chi non sarà pizzicato alla guida. Ma la situazione generata dalla nuova sentenza è per altri aspetti confusa. E i giudici di pace, che hanno avuto ragione nel sollevare i ricorsi alla Corte Costituzionale, preannunciano: «Ci sarà una valanga di ricorsi». Il primo dubbio sorge sul destino delle patenti di chi ha già subito una decurtazione di punti, proprio per la violazione a questa parte del codice ritenuta «irragionevole» dai giudici della Consulta. «Chi ha perso punti non li riavrà» avverte l’avvocato amministrativista, Andrea Guarino. «Le sentenze della Consulta non sono retroattive, - concorda l’ex presidente della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre - o almeno lo sono solo nei limiti in cui c’è qualcosa ancora aperto. Quindi chi si è rivolto al giudice di pace potrà riottenere i punti».
«Ma se l’addebito non è stato contestato - aggiunge - non c’è più nulla da fare».
Non la pensa così Francesco Mollo, copresidente della federazione giudici di pace: «Quella sanzione - chiarisce - è stata ritenuta illegittima, dunque i proprietari delle auto sono stati puniti ingiustamente. Quindi potranno fare ricorso al ministero dell’Interno che gestisce l’anagrafe dei punti e farseli riassegnare». I giudici di pace esultano per il fatto di aver ottenuto ragione per la seconda volta: già lo scorso aprile infatti la Consulta aveva dichiarato illegittima quella norma che imponeva di pagare una cauzione agli automobilisti che volevano impugnare la multa».
Un’altra ipotesi l’avanza l’altro presidente dei giudici di pace, Gabriele Longo: «I punti che sono stati già tolti dalla patente non si potranno più avere, ma se si arrivasse a totalizzare venti punti e la patente venisse quindi ritirata, contro questo provvedimento di ritiro si potrebbe ricorrere al prefetto o al giudice di pace, facendo notare che una parte di quei punti tolti era dovuta alla norma del codice della strada poi dichiarata illegittimo dalla Corte Costituzionale».
Ma cosa accade se la contravvenzione è arrivata ma non è stata ancora «definita»? In questo caso la sentenza vale. Davanti al prefetto e davanti al giudice di pace il proprietario dell’auto potrà pagare la multa senza che gli siano sottratti punti dalla patente.
Quanti poi siano già stati sanzionati ma non abbiano ancora ricevuto la notifica del provvedimento potranno recarsi, dopo la comunicazione del provvedimento, negli uffici di polizia e comunicare il nome di chi era alla guida. Ma potranno anche dire di non ricordarlo. In questo caso oltre alla multa però rischiano un’altra sanzione, da 343,35 euro a 1.376,55. Ma anche questo punto rischia di fare arrivare altri ricorsi.
V.Pic.

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Patente a punti: l’Intesaconsumatori chiede la restituzione dei punti “sottratti indebitamente” e sanzioni alle compagnie di assicurazioni per la mancata riduzione dell’Rcauto

www.mdc.it 25/01/2005 - L'Intesa Consumatori, dopo la sentenza di ieri della Consulta sulla patente a punti,chiede al ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi, la restituzione dei “punti sottratti indebitamente grazie ad un provvedimento illegittimo”

Poiché la Consulta ha dichiarato in parte illegittima la norma sulla patente a punti - spiegano le associazioni dell’Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) – “è come se la norma abrogata non fosse mai esistita nell'ordinamento e da questa inconfutabile decisione occorre ripristinare la precedente disposizione: ciò significa che, dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittimo il taglio a distanza dei punti della patente senza la necessaria identificazione, tutti gli automobilisti colpiti hanno diritto di vedersi riaccreditare i punti ingiustamente sottratti”.

“La Corte ha ragione - aggiunge l’Intesa - e adesso la modifica deve essere retroattiva. Devono essere restituiti agli automobilisti i punti che sono stati tolti ingiustamente dalle loro patenti”. In caso contrario, “l'offensiva dell' Intesaconsumatori sarà ancora più incisiva con centinaia di migliaia di ricorsi ai giudici di Pace”.

“La norma annullata – aggiungono le associazioni - non inficia affatto l'efficacia dell'impianto complessivo della patente a punti, a patto che vengano rafforzati i controlli ed istituiti sistemi di garanzia”.

L’Intesa poi chiede che il governo “sanzioni le compagnie assicurative per il mancato rispetto dell'accordo sottoscritto con il ministro Marzano, non avendo abbassato le tariffe Rc auto dopo la diminuzione dei sinistri con la patente a punti”.

“Dopo una diminuzione della sinistrosità pari al 18% nell' ultimo anno che ha risparmiato centinaia di vite umane e migliaia di feriti - conclude Intesa consumatori - gli unici soggetti che non hanno rispettato i solenni impegni pur sottoscritti al ministero delle Attività Produttive sono le compagnie di assicurazioni, che hanno continuato ad aumentare le tariffe RC Auto, invece di ridurle di almeno 87 euro a polizza in media, sia per effetto della legge truffa RC Auto che per la patente a punti. Su tali inadempienze formali e sostanziali, Intesaconsumatori chiede al Governo doverose sanzioni”
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Intesaconsumatori annuncia migliaia di ricorsi per restituzione punti patente illegittimamente sottratti


www.mdc.it 26/01/2005 - Qualora il ministro Lunardi non dovesse varare un decreto per la restituzione dei punti patente illegittimamente sottratti, l’Intesaconsumatori annuncia migliaia di ricorsi al giudice di Pace.

Sui siti delle quattro associazione dell’Intesa, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsuamtori è disponibile il fac simile di ricorso da inviare alla prefettura ed al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti contro la decurtazione die punti.

Questo – spiega l’Intesa in una nota - anche per sollevare la questione delle sanzioni previste per l’ipotesi di mancata indicazione, da parte del proprietario, del nome di chi guidava l’auto quando è stata commessa la violazione. Disposizione criticata da numerosi giuristi tra cui Salvatore Raimondi, ordinario di Diritto amministrativo nell’ateneo di Palermo, che afferma: “A mio modo di vedere questa disposizione è incostituzionale. È prevista da un articolo del Codice della strada che punisce chi non si presenta alla polizia per esibire patente o libretto”. Dello stesso parere il professor Filippo Satta, amministrativa alla Sapienza di Roma: “Mi pare assurdo un invito alla delazione tanto pressante. Nel diritto amministrativo non conosco nulla di simile”.

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Roma-Nel 2004 tante vite salvate

Il Resto del Carlino 24 GENNAIO 2005 -

La patente a punti, secondo gli ultimi dati di polizia e carabinieri relativi al 2004 e resi noti una quindicina di giorni fa, ha ridotto il numero di vittime di poco meno del 10 per cento rispetto all'anno precedente.

I morti su strade e autostrade sono stati infatti 3.735 nel 2004, contro i 4.121 del 2003, 386 vittime in meno per una diminuzione pari al 9,4%.

Complessivamente, gli incidenti stradali sono stati 158.220, contro i 170.099 del 2003. Quelli mortali sono calati da 3.696 a 3.338 (-9,7%). Buone notizie anche sul fronte feriti: se ne sono registrati 7.606 in meno (-6,4%).

''Si tratta di dati incoraggianti - spiegarono alla polstrada - che speriamo siano confermati anche nei prossimi mesi, quando saranno conteggiati anche gli incidenti rilevati dalle polizie locali. I nostri numeri indicano comunque una tendenza in linea con il calo registrato nel 2003, quando ci fu una diminuzione dei morti rispetto al 2002 pari al 10,7% (dati Istat)''.

Nel corso del 2004 Polizia stradale e Carabinieri hanno impiegato 4.073.115 pattuglie (+7% circa rispetto al 2003), accertando 3.124.395 violazioni, con una decurtazione di 4.108.432 punti patente (nel 2003 i punti decurtati sono stati, a partire dal 27 ottobre, 613.644). Le patenti ritirate sono state 99.071 (+16,8%).

Confermata la diminuzione delle violazioni relative all' uso del casco (62.725, -55,5% circa) e delle cinture di sicurezza (233.407,-29,7% circa), gia' registrata all' indomani dell' entrata in vigore della patente a punti (1 luglio 2003).

I servizi con misuratori di velocita' sono stati 42.424 e le violazioni accertate per superamento dei relativi limiti sono state 959.061 (+6,8%). All'aumento dei controlli sulle condizioni psico-fisiche dei conducenti con etilometri e strumenti precursori (148.118 conducenti controllati nel 2004, +24% circa ) e' corrisposto l' aumento delle violazioni accertate per guida in stato di ebbrezza alcolica (39.641, +17,4%).

Le violazioni accertate per guida sotto influenza di sostanze stupefacenti sono state invece 4.621. Per quanto riguarda gli incidenti in autostrada, dove la Polizia stradale opera in via esclusiva in ragione delle convenzioni con le societa' concessionarie, si registra un risultato piu' favorevole: gli incidenti mortali sono infatti passati da 532 nel 2003 a 468 nel 2004, con una diminuzione del 12%, mentre le vittime sono passate da 620 a 558 (-10%).
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Il codice della strada ed il regolamento d'attuazione:

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/patente/index.html

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