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Pirati in auto, sì alle pene più dure
Le modifiche al Codice della strada passano ora al Senato

Corriere della Sera 9/3/2005

Linea dura contro i pirati della strada: pene più severe, processi più veloci, semplificazione per il pagamento dell’anticipo sul risarcimento. E, se l’incidente è stato causato da un’infrazione al codice delle strada, la possibilità di aggiungere alla condanna l’obbligo di fare volontariato. Italico Perlini (Forza Italia) - relatore del disegno di legge approvato ieri alla Camera con la sola astensione di Verdi e Rifondazione - forse esagera un po’ quando parla di «rivoluzione copernicana». Ma se il testo dovesse incassare il sì anche del Senato le novità sarebbero davvero importanti. L’aspetto che colpisce di più è la sanzione accessoria del volontariato, attività che può essere svolta presso gli enti locali o le associazioni di assistenza e quindi anche sulle ambulanze che intervengono proprio per gli incidenti stradali. L’impegno non può superare le sei ore alla settimana e deve essere compatibile con le esigenze di lavoro o di studio del condannato.
Ma la vera sostanza è nel resto del ddl. Oggi un processo per incidente stradale si conclude quasi sempre con la condanna al minimo della pena (un anno), la condizionale e dopo sette anni di udienze: fino a quel punto la famiglia della vittima non vede nemmeno un euro di risarcimento. In caso di omicidio colposo, il testo varato alza il minimo della pena da uno a due anni. La patente, inoltre, potrà essere sospesa per un periodo fino a 4 anni, contro i sei mesi previsti oggi.
Ma è soprattutto sulle velocizzazione del processo che si punta: in sostanza viene introdotto il rito del lavoro che garantisce tempi più rapidi. «Un anno e mezzo contro sette» dice Perlini. E questo vuol dire che le assicurazioni dovranno pagare molto prima i familiari della vittima. Non solo: oggi l’anticipo sul risarcimento può essere deciso dal giudice durante le indagini solo se la famiglia è in stato di necessità. Con la nuova legge, invece, può essere disposto in ogni caso.
La Consap (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia) «plaude alla decisione di inasprire le pene per i pirati della strada. Una decisione - hanno fatto sapere gli stessi agenti con un comunicato - che va nel senso auspicato da tutti gli operatori della Polizia Stradale». E ancora: «La sproporzione fra sanzione comminata e reato commesso era uno dei principali limiti dell’azione di repressione dei reati, così come le scarse tutele a vantaggio delle vittime». Principi ribaltati se il testo del ddl passerà anche al Senato.
L. Sal.

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