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LA POLIZIA MUNICIPALE E' DEI SINDACI?
Giovanni Fontana-Ufficiale di Polizia Municipale

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (4 maggio 2005)
Non più tardi di ieri sera, ho avuto modo di sentire al telefono un Comandante della P.M. che ha lavorato bene: ma molto bene.
Uno dei tanti Comandanti d'Italia, che ha lavorato per il suo comune e non anche per quella particolare lobby di partito; uno dei Comandanti che ha marciato a fianco del Gonfalone comunale, evitando di trovare sostegno all'asta delle innumerevoli e variopinte bandiere di partito o di partitucolo di governo locale.
Ma la sua firma vale molto di più dell'impegno profuso in anni di servizio.
La sua firma vale molto per il suo sindaco.
Ma un Comandante fedele al suo dovere di pubblico funzionario, non firma atti che non ritiene corretti per l'interesse generale, se non per quello particolare.
Eppure questo accade.
Non solo a questo Comandante; accade a molti comandanti.
Perché uno stravolgimento, anzi, una strumentalizzazione dalla legge Bassanini, consente oggi ai sindaci di nominare comandanti fiduciari e di togliere ben presto quella stessa fiducia, quando certe cose "non s'hanno da fare"!
Allora io oggi grido.
Grido a quegli strumenti di informazione che vorranno accogliere il mio grido e la mia preoccupazione di cittadino e di pubblico funzionario.
Perché, ciascuno, faccia da eco a questa mia palese preoccupazione, ch'è preoccupazione che devono avere tuti coloro che credono nello Stato di diritto.
La privatizzazione della polizia municipale, riguarda oggi la polizia locale, ma chissà, se domani, sarà estesa anche alle forze di polizia.
Privatizzare la polizia, signfica strumentalizzare ed indirizzare ogni attività di controllo correlata e dunque, togliere garanzie di spazi di libertà.
Ho sentito dire che l'ANCI va nella direzione di rafforzare questa situazione e quindi, determinare una sorta di monopolio dei sindaci (domani potrà esserlo dei prefetti o del Ministro dell'Interno?). A chi giova avere una polizia municipale ricattabile? Che senso può avere mantenere un funzionario che sta con la spada di Damocle della rimozione dall'incarico fiduciario sulla testa ?
Credo che la risposta è abbastanza scontata e preoccupante.
Credo che l'opinione pubblica, i poliziotti municipali, ma le forze di polizia, abbiano tutto il diritto ed il dovere di preoccuparsi di questo fenomeno che si sta allargando a macchia d'olio, per far fronte ad una situazione che può rischiare di divenire incontrollabile ed ingestibile.
Da ultimo, non si dimentichi che nella mente del costituente e nell spirito della Costituzione, l'acceso alle cariche pubbliche deve avvenire per lo strumento del concorso pubblico: per garantire ad ogni cittadino di servire il proprio Paese, accedendo liberamente e secondo merito a svolgere pubbliche funzioni e per evitare che la gestione del controllo della vita pubblica, sia, di fatto surclassata, dalla gestione del potere, fine a se stesso.
 
Giovanni Fontana
Ufficiale di Polizia Municipale del Comune di Forte dei Marmi