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News Salute: il 56% degli italiani crede di respirare aria non inquinata
Indagine Cnr-Demoskopea in occasione della Giornata Nazionale del Respiro

www.helpconsumatori.it 11/5/2005

Il 56% degli italiani è convinto di respirare aria non inquinata e solo poco più di un decimo della popolazione giudica negativamente la qualità dell'aria ed è convinto della presenza di livelli elevati di smog. Lo rileva una ricerca Cnr-Demoskopea, in occasione della Giornata Nazionale del Respiro, che si terrà il prossimo 28 maggio, organizzata dall'Associazione Italiana Pneumologi ospedalieri (Aipo). I "polmoni come filtro" sarà il tema portante di questa giornata indetta per promuovere la salute dell'apparato respiratorio che quest'anno è arrivata alla sua undicesima edizione.

"Anche se dal 1990 al 2002 l'emissione di PM10 si è ridotta di circa il 30% - ha dichiarato l'ing. Bruno Agricola, direttore generale per la salvaguardia ambientale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio - i livelli sono ancora elevati: nel 2002 l'Italia ne ha immesse ben 231,1 tonnellate. Di conseguenza - ha aggiunto - la qualità dell'aria delle città italiane è ancora pesantemente influenzata dalla presenza di PM10 e si attesta su concentrazioni al di sopra dei limiti raccomandati".

Da quanto emerge dal sondaggio Cnr-Demoskopea, però, il 56% degli italiani non sembra esserne convinto. Solo un terzo dichiara di essere consapevole che talvolta l'aria non è molto pulita, ma crede che l'aria che respira non fa né bene né male. Il 12% invece sa di respirare aria inquinata. Il 45% degli intervistati riferisce poi di non ricorrere ad alcuna "contromisura" per difendersi dallo smog e un 7% non sa che fare.

I risultati dell'indagine danno agli organizzatori della giornata del respiro un motivo in più per ribadire l'importanza della prevenzione sulle malattie respiratorie, che sono definite un gravissimo problema sanitario e sociale. In Italia infatti si contano circa 2,5 milioni di pazienti con broncopneupatia cronica ostruttiva (Bpco) e 1.730.000 di asmatici, ogni anno poi vengono diagnosticati tra i 35 e i 40 mila nuovi casi di tumori polmonare.

Le malattie respiratorie croniche sono al momento all'ottavo posto come causa di morte, ma sono destinate a raggiungere entro il 2020 la quarta posizione.

Gli Pneumologi italiani, per questo, premono per favorire la diffusione della spirometria, un esame semplice che serve a diagnosticare per tempo la Bpco e promuoverne la prevenzione. Sono molte le iniziative organizzate nelle centinaia di Unità di malattie respiratorie che celebreranno la giornata del respiro: ulteriori dettagli sono disponibili sul sito www.aiponet.it e www.pneumologiospedalieri.it.

Tra le iniziative che impegnano gli pneumologi, anche quelle volte appunto al riconoscimento della Bpco, principale malattia cronica respiratoria, come malattia invalidante.

HC 2005 - redattore: CC

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