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La cessione del quinto dello stipendio allarga i confini
Le banche alternative all'Inpdap per la cessione del V dello stipendio

Dal 1 gennaio 2005 i dipendenti pubblici possono ottenere prestiti con il  sistema delle ritenute mensili sullo stipendio anche da parte delle banche , in alternativa all'INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendneti Amministrazioni Pubbliche).

La novità, introdotta con la legge Finanziaria 2005, spiega la ragioneria dello Stato, tende ad assicurare, in armonia con i principi comunitari in tema di libera concorrenza del mercato, maggiore competititvità nel settore del credito e migliori condizioni di accesso ai mutui dietro cessione del quinto dello stipendio, con conseguenti benefici in termini di riduzione dei costi per gli utenti / lavoratori.

Tra le altre indicazioni, le amministrazioni  chiamate a registrare gli atti di attivazione delle cessioni, sono sollecitate ad invitare i propri dipendenti a voler porre  la massima attenzione alle condizioni di accesso al prestito, rilevabili dal Taeg (tasso annuo effettivo globale, indicatore del costo complessivo del credito) che permette così di scegliere l'istituto mutuante che pratichi le migliori condizioni.

l'Inpdap, a oggi, applica un Tan (tasso annuo a scalare) del 3,70% e un Taeg del 4,5%. 

 

Istruzioni operative e modulistica

nella circolare n.21 del 3/6/2005

emanata dalla Ragioneria Generale della Stato.

 

http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/CIRCOLARI/2005/Circolare-n.-21.htm_cvt.asp

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 Prestiti con la cessione di un quinto della pensione

           

            I pensionati pubblici potranno contrarre con banche e intermediari finanziari, iscritti in un apposito elenco tenuto dal Ministero del Tesoro che si avvale dell'Ufficio italiano cambi (Uic), prestiti da estinguersi con cessioni di quote della pensione fino al quinto della stessa, valutato al netto delle ritenute fiscali e per periodi non superiori a dieci anni.

 

            Una novità che dovrebbe aiutare molti pensionati, alle prese con spese non sostenibili con le pensioni. I prestiti dovranno tuttavia avere la garanzia dell'assicurazione sulla vita che ne assicuri il recupero del residuo credito in caso di decesso del mutuatario.

La novità è contenuta nell'articolo 13-bis della legge 14 maggio 2005, n. 80, che ha in tal senso modificato l'articolo 1 del decreto del presidente della repubblica 5 gennaio 1950, n. 180.

La facoltà di chiedere prestiti, previa cessione del quinto della pensione, potrà tuttavia essere esercitata solo dopo l'emanazione da parte del ministro dell'economia e delle finanze, sentite le organizzazioni di categoria degli operatori professionali interessati, di un decreto apposito. Il provvedimento dovrà dettare le disposizioni occorrenti per l'attuazione di quanto previsto dall'articolo 13-bis.

 

(aggiornato al 25 maggio 2005)

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