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Codice della strada-Troppo severa la legge 168/05
Rischio di fuga dei ciclomotori . In arrivo sanatoria per patente e confisca 2 ruote

Libero 7/9/2005

Mai più scorribande notturne in due sullo scooter. Scordiamoci la pettinatura fresca fresca di gel: il casco da tempo è la parola d'ordine per poter salire in sella al motorino. Se, però, fino a oggi al massimo si incorreva in una multa o solo nei casi più gravi in un sequestro del mezzo, ora chi non rispetta il codice della strada rischia addirittura la confisca delle due ruote. In parole povere, se il sequestro si può riscattare, il motorino confiscato rimane allo Stato. Soltanto il Prefetto può intercedere e restituire il mezzo. Ma solo in casi eccezionali. Causa di tutto questo è il decreto legge 115/ 05 emanato il 23 agosto scorso. Ma i ghisa milanesi dicono basta. A Milano tutta questa severità non serve e crea un mare di burocrazia. Così se i vigili, di comune accordo, all'inizio si sono messi a seguire il buon senso e chiudere un occhio, ora sono pronti a chiedere la modifica della legge appena entrata in vigore. « Non siamo a Napoli » , afferma Giuseppe Falanga, dirigente del Siapol ( Sindacato Autonomo Polizia Locale), « il decreto è entrato in vigore proprio alla luce della situazione a dir poco drammatica di Napoli o di Palermo dove la sicurezza stradale è un optional, ma qui a Milano forse si esagera un po' » . Secondo la nuova legge è vietato circolare in due o più sui motorini, non indossare il casco o indossarlo slacciato, inoltre è necessario possederne uno a norma di legge. Se prima dell'entrata in vigore della 115/ 05 la confisca del ciclomotore avveniva solo in assenza di copertura assicurativa, per guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, ora, da una parte, il lavoro del vigile è facilitato. Per tutti i tipi di reato, la pena è la stessa: la confisca è immediata. E il motorino, in men che non si dica, passa dalla mani del ragazzetto a quelle della pubblica amministrazione. Roberto Miglio del Coordinamento sindacale autonomo della Polizia vede con preoccupazione le conseguenze della legge 115: « Va a finire che aumentano le fughe dei motorini alla vista de vigili, quindi le situazioni di pericolo » . « Ci capita tutti i giorni, magari all'alba, di vedere due ragazzi recarsi al lavoro su uno stesso motorino ed entrambi con il casco, ma non mi sembra proprio il caso di portargli via il mezzo per così poco » , afferma un vigile del comando di zona 3. Questa la linea di comportamento seguita, anche se, come ricorda Miglio, « il decreto va ancora capito e ben pubblicizzato » . « Ricordiamo però che le leggi sono fatte per tutelare il cittadino » ricorda l'assessore Goggi, « presto sapremo se la severità della 115 servirà a qualcosa » . Ilaria Morani

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Patente, il ritorno della sanatoria

Il Sole 24 Ore (11 settembre 2005) di Maurizio Caprino

Su qualche verbale, lo chiamano ancora Nuovo Codice della strada. Forse lo fanno solo per inerzia: la norma ha sostituito il Testo unico del ' 59 già dal 1 gennaio 1993. Ma in fondo hanno ragione: buona parte dei quasi 250 articoli del Codice è oggi in vigore in una versione che risale a due anni fa. Sette articoli sono stati cambiati durante l'estate, in ben tre riprese. E per le prossime settimane si attende un nuovo decreto legge sulla sanatoria dei punti sottratti a chi non aveva indicato il nome del conducente ( la decurtazione era stata bocciata dalla Consulta a gennaio), ma con possibili nuove sanzioni per i " reticenti". Dal ' 93, il Codice è stato modificato 41 volte, di cui ben 21 dal 2000 in poi. Il calcolo è per difetto: non ci sono le sentenze della Consulta e le modifiche entrate in vigore per decreto legge ma cambiate a loro volta già durante l'iter di conversione in legge, cioè nel giro di due mesi.
Le novità, di per sé, non sono un problema. Anzi, alcune hanno portato la patente a punti, i controlli automatici e altri strumenti indispensabili per la sicurezza.
Ma spesso non c'è stato un disegno organico, ma una confusione che si riflette anche sulla giurisprudenza ( si veda l'articolo sotto). A volte le novità sono rimaste pura teoria. Altre volte ancora, hanno creato sproporzioni nel sistema sanzionatorio o ripensamenti del legislatore. Tanto che due anni fa il Governo espresse l'intenzione di fare un riordino radicale: un altro " nuovo Codice" con soli 50 articoli, che verosimilmente non avrebbe potuto eliminare molte parti del testo attuale, ma le avrebbe solo " scaricate" su norme secondarie, peraltro più facili da modificare. Ma poi non se n'è più parlato.
La confusione.
L'ultimo esempio significativo è del 30 giugno scorso: in quella data, sarebbe stato necessario adeguare all'inflazione una serie di multe, tra cui quelle il cui importo era stato raddoppiato il 30 giugno 2003 ( per esempio, guida senza cinture o con telefonino in mano). L'articolo 195, infatti, prescrive un adeguamento biennale agli indici Istat. Ma non è accaduto nulla.
Probabilmente il ministero della Giustizia, che avrebbe dovuto emanare un decreto con i nuovi importi, ha voluto evitare complicazioni: l'articolo 195 era stato pensato per decretare solo un ritocco a tutte le sanzioni all'inizio degli anni dispari, ma il susseguirsi delle modifiche anche in corso d'anno fa sì che per rispettarlo alla lettera ci vorrebbe una serie di decreti intermedi. Il problema era stato risolto nel 2002: si approfittò del passaggio all'euro per riallineare le sanzioni. Ma le novità successive hanno annullato il beneficio. La teoria.
Dal 13 agosto 2003, anche gli stranieri — in teoria — rischiano di restare a piedi se commettono troppe infrazioni in Italia: istituire la patente a punti anche per loro era impossibile, ma il Dl 151/ 03 ha previsto un meccanismo sostitutivo, che prevede l'interdizione dalla guida nel nostro Paese da sei mesi a due anni quando le violazioni accumulate sono tali che, se il conducente fosse stato italiano, avrebbe perso tutti i punti. Senonché, la norma si picca di precisare che il meccanismo vale solo per chi ha una patente rilasciata da uno Stato in cui non vige il sistema a punti: una distinzione inspiegabile, che blocca tutto perché non esiste una definizione internazionale di patente a punti e quindi non può esistere nemmeno un elenco di Paesi che la adottano.
Dal 1 luglio 2004, invece, chi circola in motorino senza targa non è di fatto punibile. Infatti, è entrata in vigore la nuova versione dell'articolo 97, che introduce un nuovo sistema di targatura dei ciclomotori con le relative sanzioni. Ma manca il regolamento di attuazione, per cui la nuova norma è valida ma non è applicabile. Quella vecchia, il regolamento ce l'aveva, ma è stata ormai abrogata. Alla base di tutto, ci sono problemi nella formulazione del nuovo articolo 97, corretto solo nel giugno scorso dal Dl 115/ 05, che dovrebbe sbloccare il regolamento.
Le sproporzioni.
All'impunità per i motorini senza targa si contrappone la confisca delle " due ruote" appena introdotta dal Dl 115/ 05 ( noto per la confisca per chi viaggia senza casco) anche per infrazioni lievi, come il non appoggiare un piede sulla pedana. A parte alcune imperfezioni tecniche del decreto, queste sproporzioni rischiano di farlo dichiarare in parte incostituzionale dalla Consulta.
Altra cosa difficilmente spiegabile è la deroga concessa dalla nuova legge 168/ 05 a chi ha la patente sospesa per grave eccesso di velocità ( oltre i 40 orari): si potranno guidare motorini, cosa che sarà vietata dal 1 ? ottobre in tutti gli altri casi di sospensione della patente.
I ripensamenti.
A cavallo del 2000, si decisero un giro di vite per chi guidava con patente scaduta ( il fermo amministrativo del veicolo per due mesi, solo uno in meno rispetto a chi la patente non l'aveva mai avuta) e una facilitazione per chi subiva il sequestro del motorino ( poteva anche custodirlo a casa propria, senza pagare le spese di deposito). Due anni fa, il fermo per guida con patente scaduta è stato abolito. Dal 23 agosto, invece, in alcuni casi di sequestro di veicoli a due ruote si torna alla custodia in deposito.
Fino a quando?

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Patente, la sanatoria apre alle moto

Il Sole 24 Ore 13/9/2005

È confermato: arriva la sanatoria salva punti per gli automobilisti che hanno ricevuto una multa a casa e non hanno indicato chi fosse alla guida al momento dell'infrazione. La novità è che potrebbe anche arrivare l'abolizione della confisca che era stata appena introdotta per guida senza casco e altre infrazioni commesse sulle " due ruote". Quindi, ancora una volta un provvedimento sul Codice della strada. Che si aggiunge alle 41 modifiche apportate dalla sua nascita, nel 1993, che hanno generato non poca confusione tra automobilisti e " operatori" del settore ( si veda anche « Il Sole 24 Ore » dell' 11 settembre scorso).
La restituzione dei punti sarà l'oggetto di un decreto legge che dovrebbe essere portato oggi in pre Consiglio dei ministri in vista di una sua possibile approvazione in settimana. La norma chiuderà la partita aperta a fine gennaio dalla Corte Costituzionale, che con la sentenza 27/ 05 aveva dichiarato illegittima la decurtazione per il solo fatto di non aver dichiarato chi guidasse. L'abolizione della confisca dovrebbe essere aggiunta successivamente, quando il decreto passerà in Parlamento per la conversione.
La norma " salva punti". Il decreto avrà un solo articolo, con due commi. Restituirà i punti soltanto ai proprietari di veicoli che hanno ricevuto la multa con l'invito a indicare il conducente e non hanno risposto per nulla oppure hanno comunicato di non sapere chi guidasse al momento dell'infrazione. Questo di fatto imponeva la sentenza della Consulta.
Non dovrebbero invece esserci speranze per chi, ricevuto l'invito, si è " autodenunciato" oppure per chi è stato indicato come conducente dal proprietario ( salvo che dimostri che questi ha dichiarato il falso).
Alla sanatoria sul passato dovrebbe contrapporsi un giro di vite sul futuro: per i proprietari che sceglieranno il " silenzio" potrebbe scattare una multa da 500 a 2.000 euro, aggiuntiva rispetto a quella relativa all'infrazione commessa con il loro veicolo. Già oggi in casi del genere si applica una multa supplementare ( anch'essa desunta da un'interpretazione della sentenza della Consulta), ma è di " soli" 357 euro.
Su quest'ultima sanzione non mancano i dubbi di costituzionalità per alcuni motivi, tra cui il fatto che non esiste un vero e proprio obbligo di sapere momento per momento chi guida il proprio veicolo. Il decreto legge cercherà di superare le perplessità: il primo comma dovrebbe ribadire per i proprietari dell'auto l'obbligo di fornire i dati del conducente responsabile della violazione degli articoli del Codice della strada.
Il secondo comma, invece, si occupa della riattribuzione dei punti ai soggetti che hanno subito la decurtazione senza che sia stato identificato il conducente. Si tratta, insomma, della gran parte degli automobilisti italiani, quelli cioè che hanno " scoperto" di aver commesso l'infrazione solo quando si sono visti recapitare a casa multa e comunicazione dei punti decurtati. Per riottenere i punti perduti sarà comunque necessario che l'interessato presenti un'istanza ( le forze dell'ordine non sono in grado di stabilire con rapidità quali punti sono stati tolti agli effettivi autori delle infrazioni e quali ai proprietari " reticenti"). Le modalità e le procedure per ottenere la riattribuzione dei punti saranno però oggetto di un successivo decreto interministeriale.

Confisca ciclomotori.
La presentazione di questo provvedimento potrebbe infine essere l'occasione per rimettere mano alla contestatissima norma che prevede la confisca del motorino come risultato dalla violazione di alcune norme del Codice della strada, come quella che vieta il trasporto di un passeggero per i ciclomotori di bassa cilindrata o per chi viaggia senza casco. Al ministero ritengono infatti che in sede di conversione del decreto " salvapunti", il Parlamento potrebbe rimettere mano alla norma introdotta a sua volta con un emendamento parlamentare al decreto che rinviava l'introduzione del patentino anche per i motorini. E ripensare così a una migliore formulazione del provvedimento che negli ultimi giorni ha scatenato la rivolta di tanti motociclisti.
Intanto, il senatore Gianfranco Pagliarulo della segreteria nazionale del Pdci, se da un lato riconosce che la legge sulla confisca dei ciclomotori « rafforza la sicurezza » , dall'altro critica le sanzioni come « inique ed eccessive » e annuncia un disegno di legge che modifichi le disposizioni attuali.

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