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Smog sottostimato di un terzo negli ultimi 2 anni
Parla il prof. Paolo Crosignani

Milano:«Valori pericolosi, diminuisce l'aspettativa di vita»
(Immagine del 17/3/2005)
La Pianura Padana vista dal satellite: la copre una coltre di smog che si estende per buona parte del nord Italia. Ottantacinque sono i giorni di sforamento delle soglie di attenzione in un anno. E le previsioni dicono che il 2005 sarà lanno peggiore per le polveri sottili a Milano.L'impennata dello smog preoccupa il Comune che punta il dito contro il proliferare dei diesel.
 
 
 
Corriere della Sera 22/9/2005
 
Dottor Paolo Crosignani, esperto antismog dell'Istituto dei Tumori, siamo davanti a un nuovo allarme?
«Siamo in una situazione molto critica. L'inquinamento di Milano diminuisce di un anno l'aspettativa di vita di chi ci abita, e peggiora la situazione di chi è già portatore di patologie. Sono in aumento le malattie cardiorespiratorie, le bronchiti croniche. Tuttavia, non ci sono differenze tra la situazione di oggi e quella delle ultime due annate».

C'è stato o no un leggero miglioramento nel periodo 2003-2004 e nel periodo 2004-2005?
«No, disgraziatamente. La realtà, che è ben nota agli addetti ai lavori, e che è stata provata senza possibilità di dubbio dai tecnici dell'Istituto Superiore di Sanità, è che l'inquinamento degli ultimi due anni è stato sottostimato di un terzo».

Com'è possibile?
«Per misurare l'inquinamento ci sono due metodi. Nel primo (metodo gravimetrico), la membrana che nelle centraline capta lo smog viene fatta seccare per 24 ore e poi pesata. E' un metodo non immediato, e che ha bisogno dell'opera dei tecnici. L'altro è automatico, ed è rapido. Ma la membrana viene scaldata a 50 gradi . Esce l'umidità, ma evaporano anche gli idrocarburi. E così i valori sono risultano più bassi».

E' successo questo?
«Sì, si è usato il metodo automatico. Ora si continua ad usarlo, ma calcolando l'evaporazione. Ecco il perché del rialzo del 2005».

L'assessore ha detto che i provvedimenti presi finora non servono a niente
. Bisogna buttare la spugna o aspettare il nucleare?
«No, questa estate è uscito uno studio della Regione Lombardia, assai ben fatto, che indica vari rimedi efficaci, tra cui il limite di velocità, e per le auto diesel l'uso di filtri contro le polveri sottili. Ma non è obbligatorio, e quindi non c'è mercato: per ora, lo produce una sola casa automobilistica. Dal piano della Regione è assente un rimedio: abbassare il costo del biglietto sui mezzi pubblici. Si farebbero tali risparmi sulla spesa sanitaria, che si potrebbe portare il prezzo a 30 centesimi, o addirittura dare i trasporti gratis».

Antonella Cremonese

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