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Puglia n.2412 del 20/5/2005
Responsabilità in materia di commercio: vietata al comandante della PM

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA

Sede di Bari Sezione Seconda     N.2412/2005

Reg. Sent. N. 3101/1995  reg. ric.

 

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso n. 3101 del 1995 proposto da Lo Russo Antonio rappresentato e difeso dagli Avv.ti Gennaro Notarnicola e Matteo Lombardi, presso lo studio legale del primo elettivamente domiciliato in Bari alla via De Rossi n. 16;

contro

Comune di Monte Sant’Angelo, in persona del Sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. Michele Lombardi, presso il cui studio legale è elettivamente domiciliato in Bari alla via Trevisani n. 106 (studio legale Francesco Paglione);

e nei confronti

dei sigg.ri Rinaldi Matteo e Piemontesi Matteo, non costituiti in giudizio;

per  l'annullamento

della delibera consiliare del 28.06.1985 n. 58 di rideterminazione della pianta organica comunale, delle successive delibere di G.M. del 31.10.1995 n. 989 d’inquadramento del Lo Russo nell’VIII qualifica, quale responsabile del settore “attività socio-culturali”; nonché dei provvedimenti d’attribuzione di responsabilità a Matteo Piemontesi e Matteo Rinaldi, rispettivamente del settore “Vigilanza” e del settore “Attività produttive”.

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Monte Sant’Angelo;

Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;

Visti gli atti tutti della causa;

Relatore alla pubblica udienza del 05.05.2005 il Cons. Pietro Morea e uditi, altresì, l’Avv. C. Tangeri in sostituzione dell’Avv. Gennaro Notarnicola per il ricorrente e l’Avv. Ritrovato in sostituzione dell’Avv. Michele Lombardi per l’Amministrazione resistente;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.

F A T T O

Con atto notificato il 07.12.1995 il dott. Antonio Lo Russo, nominato “Dirigente Capo Annona” del Comune di Monte Sant’Angelo a seguito di pubblico concorso bandito nel 1981, ha impugnato la delibera consiliare del 30.06.1995 n. 58 di rideterminazione della pianta organica, la successiva delibera di G.M. del 31.10.1995 n. 989 del di lui inquadramento nell’VIII livello quale responsabile del settore “Attività socio-culturali”; nonché i provvedimenti d’attribuzione di responsabilità ai sigg. Matteo Piemontesi e Matteo Rinaldi, rispettivamente del settore “Vigilanza” e del settore “Attività produttive”.

Precisa che nella rideterminazione della pianta organica, per quel che qui riguarda, il IV settore “Attività socio-culturali” è stato affidato alla responsabilità dell’istante, privo di ogni competenza al riguardo; il V settore riguardante la materia Annona–Polizia, e parte del Commercio (già di spettanza dell’istante per un periodo ultradecennale) è stato affidato alla responsabilità del Comandante dei vigili urbani; il VI settore “Attività produttive” (agricoltura, foresta e residua parte del commercio) ad altro dirigente, laureato in scienze agrarie.

Deduce i seguenti vizi:

1) Violazione dell’art. 3 L. 24.12.1993 n. 537 e degli artt. 30 e 31 D.L.vo 03.02.1993 n. 29. Eccesso di potere per carente istruttoria: la responsabilità apicale di un servizio deve correlarsi alla specifica professionalità del dipendente, né può da questa prescindersi, pena la violazione del principio di buon andamento che esige proporzione e adeguatezza tra capacità del dirigente preposto ed il servizio oggetto di gestione; nella specie, è accaduto che l’istante, pur privo di ogni competenza al riguardo, abbia assunto “ratione offici” la responsabilità; di contro, gli è stato negato l’attribuzione del V settore, che ha retto per oltre un decennio, affidandone la responsabilità al Comandante dei vigili urbani, privo del titolo di laurea; inoltre nella delibera di rideterminazione della pianta organica, non v’è traccia motivazionale che giustifichi il risultato voluto;

2) violazione dell’art. 53 L. 09.06.1990 n. 141: omessa acquisizione, nel procedimento, del parere di regolarità tecnica e contabile;

3) violazione dell’art. 46 L. 08.06.1990 n. 142 e dell’art. 25 della L.R. 22.06.1994 n. 22, incompetenza; i chiarimenti chiesti dall’Organo di Controllo in ordine alla delibera consiliare impugnata sono stati forniti non con un atto formale dell’Organo autore dell’atto consiliare, bensì con atto del Sindaco;

4) vizi derivati sugli atti applicativi.

Resiste in giudizio il Comune intimato, il quale contesta il dedotto chiedendone il rigetto.

Con memorie conclusive le parti puntualizzano le proprie difese.

D I R I T T O

Muove il ricorrente, dirigente del Comune di Monte Sant’Angelo, dal presupposto (primo motivo) che a) la rideterminazione della pianta organica, nella parte riguardante i settori IV, V e VI è stata oggetto di considerazione non ponderata, per quanto attiene la ridistribuzione delle materie; b) l’attribuzione delle relative responsabilità non trova alcuna giustificazione né logica né giuridica: in particolare il IV settore socio-culturale è stato affidato a soggetto (istante) privo di ogni competenza al riguardo; di contro il settore V, retto dall’istante per oltre un decennio, viene affidato alla responsabilità del Comandante dei vigili urbani; il settore VI, che comprende parte del commercio, viene affidato a dipendente laureato in scienze agrarie.

Il motivo –che ha carattere assorbente- è fondato.

Argomenta parte istante –e il rilievo è corretto- che la rideterminazione della pianta organica, in parte qua, con lo smembramento della materia “commercio” tra due settori, non trovi, nella relazione agli atti, alcuna giustificazione di carattere organizzativo; difetta, altresì, ogni ratio che collega ai settori IV, V e VI la professionalità dei rispettivi dirigenti preposti.

Ed invero, il IV settore viene assegnato all’istante, che come s’è detto, è privo di competenza al riguardo; il V settore viene affidato al Comandante dei vigili urbani, il quale, per dettato legislativo ex art. 5 della L. 07.03.1986 n. 65, recante norme sull’ordinamento della polizia municipale, può esercitare, assieme al personale che vi collabora, solo funzioni di polizia municipale, di polizia giudiziaria, di polizia stradale, nonché funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza.

Ai sensi dell’art. 7 della stessa legge, nei commi in cui venga istituito il Corpo di Polizia Municipale, il Comandante assume le funzioni di responsabile del Corpo stesso.

Orbene, nella specie, l’attribuzione di responsabilità assegnata al Comandante dei vigili urbani nel settore V (che comprende annona, commercio e polizia), contrasta con le indicate disposizioni di legge sotto un duplice profilo:

a) il Comandante dei vigili urbani non può essere attributario di responsabilità in materia (annona e commercio) nelle quali non ha alcuna professionalità, essendo per dettato legislativo, la sua funzione di esclusivo controllo del territorio sotto il profilo di polizia e di ordine pubblico;

b) lo stesso Comandante dei vigili urbani, in assenza dell’istituzione del Corpo di Polizia Municipale, non può assumerne la responsabilità.

Medesima considerazione va svolta per il responsabile del VI settore, laureato in scienze agrarie, il quale è responsabile anche della materia commerciale.

Erra, pertanto, l’amministrazione resistente, quando afferma, con riferimento al caso di specie, di aver fatto applicazione della regola della discrezionalità che connota l’esercizio del potere di autorganizzazione della P.A. e della insindacabilità delle scelte ivi effettuate.

Al contrario, quando quel potere, viene esercitato, come nella specie, in violazione della regola del buon andamento, che esige razionalità e ponderazione nella scelta organizzatoria, con riferimento soprattutto alle professionalità apicali, che devono guidare le sorti dei rispettivi uffici e servizi, quel potere stesso si appalesa deviato e scorretto e deve essere sanzionato con l’annullamento degli atti che derivano dal relativo esercizio.

Deve, pertanto, ritenersi, che la distribuzione delle materie, come approvata, nei due settori (V e VI) non sia in linea con i criteri di omogeneità che devono assistere la tipologia delle materie, né con i contenuti di responsabilità di cui i rispettivi dirigenti sono investiti.

Vanno conclusivamente dichiarate illegittime, in parte qua, la rideterminazione della pianta organica, nonché la relativa attribuzione di responsabilità.

Alla stregua di quanto precede il ricorso è accolto, assorbite le residue censure.

Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate nell’importo in dispositivo fissate.

P.Q.M.

Il tribunale amministrativo regionale per la puglia Sede di Bari - Sezione ii, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati.

Condanna il Comune di Monte Sant’Angelo al pagamento delle spese, in favore del ricorrente, che liquida in euro 2000/00 (duemila/00).

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.

Così deciso in Bari nella Camera di Consiglio del 05.05.2005 con l’intervento dei Magistrati:

GIANCARLO             GIAMBARTOLOMEI    PRESIDENTE

PIETRO                   MOREA                            COMPONENTE, Est.

ANTONIO                PASCA                   COMPONENTE

 

Pubblicata mediante deposito

in Segreteria il 20 maggio 2005

(Art. 55, Legge 27 aprile 1982 n.186)

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