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I chiarimenti dell'INPS sulle condizioni per usufruire dei concedi di lavoro

da  Italia Oggi del 7/3/2006 (di Daniele Cirioli)

(per gentile concessione dell'Editore, che con l'occasione ringraziamo)

L'attestazione provvisoria valida solo per sei mesi

La certificazione medica provvisoria copre un periodo transitorio massimo di sei mesi ai fini della fruizione delle agevolazioni ai disabili. I dirigenti medici Inps, inoltre, non possono dare giudizi di merito (su handicap e su gravità) sulle certificazioni delle Commissioni Asl. Lo precisa, tra l'altro, l'Inps nella circolare n. 32/2006 in risposta a quesiti sulle agevolazioni a favore dei lavoratori che assistono disabili o che siano portatori di grave handicap.

Assistenza disabili. I quesiti vertono tutti sulla certificazione provvisoria che i lavoratori possono esibire per fruire delle agevolazioni della legge n. 104/1992 (legge quadro disabili) in attesa della definitiva attestazione della Commissione medica presso le aziende sanitarie locali (Asl). La legge n. 104/1992, tra l'altro, disciplina una serie di congedi dal lavoro per l'assistenza di handicappati e/o a favore delle stesse persone con disabilità. L'articolo 33 prevede permessi giornalieri e orari dal lavoro a favore di lavoratori dipendenti per l'assistenza a figli minori con handicap e/o a familiari disabili; nonché permessi per i lavoratori con handicap.

I chiarimenti. Un primo gruppo di quesiti chiede chiarimento circa la figura del medico da ritenersi abilitato a emettere la certificazione provvisoria. L'Inps distingue due tipologie di ´medico ospedaliero' e in ogni caso richiede, per la validità della certificazione, la specializzazione nella disciplina medico-chirurgica afferente la patologia che denota la situazione di disabilità. La prima tipologia è quella del medico ambulatoriale; in tal caso, è il medico stesso a dover possedere il requisito di specializzazione. La seconda è quella del medico di corsia, cioè appartenente a uno specifico reparto dell'ospedale; in tal caso, il requisito specialistico deve essere tenuto dal reparto. L'Inps, inoltre, precisa che il ´medico ospedaliero' non è soltanto il medico di una struttura di ricovero pubblica ma anche di aziende ospedaliere e strutture ospedaliere private equiparate alle pubbliche (policlinici universitari; istituti di ricovero e cura a carattere scientifico privati; enti di ricerca, etc.). E che la certificazione deve esplicitare, con relativa assunzione di responsabilità da parte del medico (che deve attestarne il contenuto in verità di scienza e coscienza), oltre la patologia anche le difficoltà socio-lavorative, relazionali e situazionali.

Un secondo quesito concerne la validità delle certificazioni provvisorie. L'Inps spiega: l'eventuale mancato riconoscimento della grave disabilità da parte della Commissione determina che le prestazioni fruite diventano indebite e, come tali, vanno recuperate dai lavoratori.

A questi ultimi, pertanto, va richiesto il rilascio di una dichiarazione in cui si attesti la consapevolezza che, in caso di provvedimento negativo, deve essere restituito quanto fruito dopo la scadenza dei primi sei mesi.

Infine, un terzo gruppo di quesiti concerne le competenza dei dirigenti medici Inps. Questi ultimi, spiega la circolare, non possono esprimere giudizio di merito sulle certificazioni Asl. Tuttavia, possono dare indicazioni di congruità fra patologia e fruibilità dei permessi in situazioni particolari come, per esempio, quando nel nucleo familiare del lavoratore richiedente c'è la presenza di altre persone che possono prestare assistenza al disabile.

(riproduzione riservata)

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