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Invito confuso? Niente multa
Sentenza del GdP di Riva del Garda sulla patente a punti

ItaliaOggi  del 2/3/2006 
Autore:  Stefano Manzelli
(riproduzione riservata-Si ringrazia l'Editore per la gentile concessione)

L'invito all'identificazione del conducente in caso di multa stradale con perdita di punteggio deve essere ben chiaro nel modello notificato al destinatario. Diversamente il secondo verbale elevato dalla polizia stradale per non aver ottemperato all'ordine di delazione è annullabile dal giudice.

Lo ha stabilito il magistrato onorario di Riva del Garda con la fantasiosa sentenza n. 14 del 24 febbraio 2006.

La questione esaminata dal giudice riguarda un'ipotesi di multa per eccesso di velocità accertata con sistema autovelox e notificata per posta all'intestatario della carta di circolazione.

Nonostante il pagamento effettuato dal proprietario del veicolo lo stesso non provvedeva a comunicare ai vigili, nei termini richiesti, l'identità dell'effettivo conducente. Al ricevimento del secondo verbale per inottemperanza dell'invito l'utente stradale ha quindi proposto ricorso al giudice di pace che ha accolto la doglianza dell'automobilista con una ampia argomentazione. Innanzitutto il verbale in esame, esordisce il giudice, sarebbe annullabile perché non fornisce alcuna indicazione ´del verbale di riferimento né soprattutto del tipo di violazione originariamente contestato'.

Ma è soprattutto la mancata chiarezza dell'invito a rendere l'infrazione annullabile. Infatti, specifica il magistrato onorario, l'invito contenuto a lato del bollettino postale non può essere idoneo a costituire il presupposto per l'applicazione della sanzione prevista dall'art 180 cds.

La mancata risposta dell'automobilista conseguente a giustificato motivo, prosegue la sentenza, va anche letta alla luce della sentenza n. 27/2005 della Corte costituzionale e del decreto salvapunti, il dl 184/2005, ritirato dal governo. In pratica, spiega il giudice, il caos normativo conseguente anche alla mancata conversione del dl 184/2005 non produce altro effetto che ´disorientare l'utenza, a scapito della certezza del diritto'.

In sostanza, se il proprietario del veicolo non è presente al momento dell'infrazione risulta difficile per l'intestatario dell'auto stabilire chi era alla guida del mezzo. E l'attuale disciplina normativa è particolarmente contraddittoria e severa, conclude la sentenza, proprio in riferimento a un obbligo di segnalazione che spesso il proprietario è impossibilitato ad assolvere.

Il giudicante ha quindi annullato la seconda multa stradale comminata all'automobilista negligente confermando però la decurtazione di punteggio già effettuata a suo carico dalla polizia. (riproduzione riservata)

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