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Alle telecamere preferisco il buonsenso di un agente
L'opinione di Arturio Merzario

La Provincia di Como 24/5/2006

(a.cam.) «Fermarsi al semaforo rosso è un obbligo che ciascun automobilista deve rispettare, su questo non ci sono dubbi. È altrettanto vero però che gli strumenti elettronici rischiano di diventare un sistema per 'vessare' i cittadini in maniera esagerata e credo si debba procedere con cautela. L'occhio elettronico infatti manca sempre del buonsenso che soltanto gli agenti in carne e ossa possono avere».
A parlare è uno che di rosso - o meglio, di rosse - se ne intende: Arturo Merzario, pilota comasco nato a Civenna, con un passato in Formula Uno alla guida della Ferrari. Abituato alla velocità per professione e sempre pronto, in pista, a premere il più possibile sul pedale dell'acceleratore, Merzario invita tutti a rispettare il codice e le regole sulle strade ordinarie, ma contesta l'utilizzo di strumenti sanzionatori come il semaforo che multa, introdotto da poche settimane anche a Como e subito al centro delle polemiche.
«Ben vengano le regole sulle strade - dice il pilota - È giusto averle e sono fatte per essere rispettate. Credo che alcuni strumenti come il Photored però rischino di essere fuori luogo, di dare agli automobilisti l'idea di una sorta di Stato di polizia dove sono controllati in ogni momento».
Molti gli aspetti di cui non può tenere conto l'occhio elettronico. «Le telecamere per controllare il traffico sono uno strumento troppo rigido e fiscale - sottolinea Merzario - Non possono valutare le condizioni e la situazione in cui ogni fatto avviene. Sulle strade, invece, dovrebbe sempre prevalere il buonsenso, un'analisi soggettiva dei singoli episodi che solo un agente in carne e ossa, preparato e attento, può fare. È necessario capire se davvero l'automobilista è indisciplinato e sta creando una situazione di pericolo oppure se ci sono altri fattori da considerare».
Resta l'appello al rispetto delle regole. «Il rosso del semaforo, così come lo stop, devono sempre essere rispettati nel modo più assoluto», ribadisce il pilota comasco. «Al giorno d'oggi tutti si spostano in auto, è un mezzo di trasporto di massa indispensabile per la maggior parte delle persone, spesso anche per lavoro - conclude Merzario - Per questo l'uso sempre più massiccio di sistemi elettronici per punire alcune infrazioni rischia di diventare un'angheria. Beninteso, il mio non è un invito a non rispettare le regole né una giustificazione nei confronti di chi infrange i divieti e crea situazioni di pericolo. Fermarsi al semaforo e allo stop è un obbligo che non è affatto in discussione, ma da qui non bisogna passare all'estremo opposto e colpire in modo indiscriminato».