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Malati di smog
Intervento del dott. Sergio Harari,pneumologo

dal Corriere della Sera 28/7/2006

Lo chiamano «summer smog», è il risultato della combinazione dell'inquinamento atmosferico e delle condizioni climatiche tipiche dell'estate. Responsabile numero uno ne è l'ozono. Prodotto a livello del suolo da reazioni fotochimiche, le sue concentrazioni aumentano in presenza di radiazioni solari e temperature elevate. L'assenza di venti non fa che aggravare la situazione aumentandone i tassi nell'aria. Respirarne quantità molto alte, come quelle che vengono registrate in questi giorni a Milano, riduce la funzione polmonare, aumenta gli infarti e le crisi asmatiche ed infine può ridurre le prestazioni atletiche (come segnalato durante le Olimpiadi di Atene). L'ozono accompagna poi la sua azione lesiva ad altri inquinanti nocivi per la salute: il biossido di azoto ed i particolati fini. Questo era a grande linee ciò che si sapeva fino a pochi giorni fa. Oggi si sa qualcosa di più grazie alla recentissima pubblicazione da parte di studiosi della Harvard University di Boston di un importante studio su inquinamento atmosferico, variazioni climatiche e malattie respiratorie che rivela nuovi aspetti del problema. I ricercatori, che hanno pubblicato i risultati del loro lavoro sulla prestigiosa rivista «American Journal of Epidemiology», hanno monitorato 36 città americane per 13 anni e valutato gli effetti dell'inquinamento da ozono e da particolati fini sui ricoveri per qualsiasi malattia respiratoria. Durante la stagione estiva l'aumento dei livelli dei due inquinanti era direttamente correlata all'incremento dei ricoveri ospedalieri per bronchiti croniche e polmoniti.
È interessante notare come, nelle città ove era più diffuso l'uso del condizionamento centralizzato, l'effetto dannoso dell'inquinamento fosse attenuato. Nuove ricerche dovranno in futuro rispondere alle tante domande sollevate da questo studio ed ancora senza risposta. Ad esempio: perché l'ozono favorisce l'insorgenza delle polmoniti?
Ma nell'attesa dei progressi della medicina cosa possiamo fare in questi giorni per difenderci?
Al momento le conoscenze scientifiche permettono solo pochi suggerimenti: proscrivere assolutamente l'attività sportiva all'aria aperta, mitigare le temperature delle case con un uso ragionevole dell'aria condizionata e, sebbene i supporti scientifici a questo proposito siano scarsi, assumere alimenti dal potere antiossidante (vitamine A,C,E). Sperando per il futuro di non dover continuare a vivere confidando solo nella clemenza della meteorologia.
(*)pneumologo
sharari@fatebenefratelli.it
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