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Anche il SIAPOL contro la diffusa,scarsa considerazione per gli appartenenti alle forze dell’ordine
Due episodi recenti che fanno riflettere

Assistente della PdS vittima del dovere intervenendo fuori servizio.

da www.asaps.it 24/8/2006

ROMA – Laura Battisti era un’assistente della Polizia di Stato libera dal servizio, che stava rientrando a casa, nei pressi di Pomezia. Lungo la strada si imbatte in un furto, appena denunciato al 112 dei Carabinieri: vede gente in strada, ubbidisce al suo istinto di Poliziotta e si ferma. Mostra il tesserino, qualcuno le spiega che in quel capannone ci sono dei ladri. Interviene, sale una scala e si trova sul tetto dello stabile. Appena un paio di passi e il solaio cede, trascinandola giù con forza. Fa un volo di 7 metri, forse più e rimane ferita gravemente. Laura viene subito soccorsa dai Carabinieri, dai passanti e poi dal 118, che la trasporta in ospedale, ma ogni tentativo di salvarle la vita è stato purtroppo vano. Dopo aver lottato a lungo, si è spenta nella notte. Il presidente della provincia di Roma, Enrico Gasbarra, è tra i primi a scrivere alla famiglia della ragazza, 38 anni, una vita professionale davanti. A giudicare dalla grinta che ha dimostrato prima di essere tradita fatalmente dal destino, era davvero una donna senza paura. “Desidero esprimervi – scrive Gasbarra alla famiglia Battisti – convinto di rappresentare il sentimento di tutti i cittadini della provincia di Roma la profonda partecipazione al dolore per la tragica scomparsa di vostra figlia che ha perso la vita scegliendo di porre al primo posto il suo senso del dovere”. Un secondo telegramma è immediatamente stato recapitato anche al questore di Roma, Marcello Fulvi. L’Asaps, davanti a questo incredibile esempio di coraggio e dedizione venuto da una donna in divisa, non può far altro che stringersi attorno a chi amava Laura e che oggi la piange. (ASAPS)

Sempre sul sito ASAPS è stato attivata una raccolta di messaggi di solidarietà che saranno recapitati ai familiari. Clicca qui

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Mario Placanica, il carabiniere del G8.Per difendersi dall'assalto dei dimostranti, reagì sparando

da www.ilgiornale .it 25/8/2006

La controrichiesta danni è solo il primo passo. Le nuove accuse dei genitori di Carlo Giuliani hanno esaurito la pazienza di Mario Placanica, l'ex carabiniere di leva che sparò in piazza Alimonda. Che ora non intende più passare sopra qualsiasi frase detta o scritta dai Giuliani. E così ora i suoi avvocati, che precisano di non aver al momento presentato alcuna richiesta danni, stanno valutando attentamente tutte le cose riportate sul suo conto anche in un recente passato.
Mario Placanica non esclude infatti la possibilità di querelare la scrittrice Simona Orlando e la madre di Carlo Giuliani,Haidi, per le affermazioni riportate nel libro «Anche se voi vi credete assolti», edito da Aliberti. Lui non «si crede assolto», lo è stato. Anzi, di più. Non è stato neppure rinviato a giudizio. Un processo non lo ha neppure dovuto affrontare. Ma resta sempre sotto accusa. «In quel libro sono raccontate un sacco di menzogne - ha dichiarato Placanica all'agenzia Agi - che mi offendono profondamente e ricostruiscono fatti non veri. Decideremo con il mio avvocato Antonio Ludovico se procedere con una querela per calunnia e diffamazione visto che si tratta anche di episodi che si possono smentire tranquillamente.

Sia su questi fatti che sulla richiesta danni alla famiglia Giuliani decideremo nei prossimi giorni». I particolari descritti nel libro vengono smentiti seccamente dall'ex carabiniere. «Non sono stato mai affetto da problemi psicomotori - aggiunge Placanica - non è mai risultato in nessun certificato medico fino ad oggi, altrimenti non sarei potuto entrare nell'Arma. Non ho mai detto bugie su piazza Alimonda, la verità l'ho detta durante l'interrogatorio, quello per cui sono stato prelevato in piena notte mentre ero ancora ricoverato,firmando una cartella clinica per uscire la notte del 29 luglio».
Poi ci sono le frasi di questi giorni. Quelle nuove accuse subite da Haidi Giuliani. «Non ho subito solo sette giorni di prognosi, quindi consiglio alla signora di andare a controllare all'ospedale di Genova, all'infermeria dei carabinieri di Genova e all'ospedale militare - insiste -. Per quanto riguarda il fatto che io possa essere pieno di soldi le consiglio di chiedere una verifica sui miei conti in banca, della mia famiglia e di mia moglie,considerato anche che ho dovuto pagare perizie di parte, legali, consulenti. Non solo, ho dovuto anche mantenere due famiglie, la mia e quella di mio padre, considerato che a casa mia sono tutti disoccupati».

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