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Manganello e quote rosa
Un'idea femminile sui dibattuti temi della sicurezza urbana

Dal sito www.poliziamunicipale.it (24/10/2006) rilanciamo una lodevole e purtroppo veritiera riflessione di Martina Bandini, che ci appare al di sopra di ogni schieramento politico/sindacale.

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Leggendo le pagine di cronaca degli ultimi mesi, nessun dubbio sul fatto che stiamo vivendo il paradosso del nostro tempo. Amministrazioni divise dalla demagogia del manganello, se non da quella dello spray al peperoncino, mentre non si accorgono neppure che gli stessi operatori hanno in dotazione, spesso, un’arma semiautomatica.

Amministrazioni che pretendono sicurezza per i cittadini, ma che non permettono agli operatori che tale sicurezza debbono contribuire a mantenere o ritrovare, di potersi tutelare o difendere (come se in maniera quasi irreale bastassero le belle e buone parole a scoraggiare i malintenzionati da aggressioni e violenze). Sono recenti le cronache di violenza sessuale su molte donne a Roma, Milano, Bologna, ecc. Mi chiedo allora: se in tale situazione, ha la sfortuna di imbattersi uno sventurato “vigile” (mi si passi la locuzione oramai arcaica e inappropriata) e se lo stesso avesse la naturale intenzione di intervenire come dovrebbe fare? Solo con la forza delle parole e della persuasione? Questo vorrei sapere. Vorrei sapere perché agenti che nello svolgere il proprio servizio si trovano a scontare 2 anni di reclusione, mentre colui che ha rubato e attentato alla vita dello stesso operatore solo 1 anno. Se non è paradosso, che sia solo stato confusionale? Di certo, a me sembra che abbiamo si tutti più istruzione, ma meno buon senso, più conoscenza, ma meno giudizio. Troviamo esperti di ogni cosa ad ogni angolo, ma ancora più problemi, scriviamo di più, ma impariamo di meno. Questa è la sensazione che assaporo quotidianamente, non certo confortante, così come non certo producente. A chi? Ma a tutti noi, a tutti coloro che nell’operare quotidianamente mettono tutta la loro buona volontà e i più nobili propositi, tutti gli insegnamenti ricevuti, tutto il buon senso che si conosce  nel rispetto del cittadino e della propria persona.
Nel frattempo che “i grandi” si decidono su manganelli, spray e sui limiti di intervento, non mi resta che suggerire alle mie più care amiche di organizzarsi in autonomia, con corsi di autodifesa e spray anti-aggressione da tenere in borsetta. Del resto non si può sapere prima dove si verrà aggredite, se in un comune pro-manganello o in quello ancora prigioniero dalla logica del politicamente corretto.  

p.s. una piccola riflessione mi sorge spontanea: ma perchè il più liberale dei paesi europei per antonomasia (la Gran Bretagna) si è permesso da oltre un secolo di dotare i così autorevoli bobby di tale strumento di difesa?  
Martina Bandini 
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A supporto di quanto qui chiaramente espresso, il SiAPoL mantiene fede all'obiettivo che occorre modificare una situazione sempre più insostenibile edazzerare le contraddizioni che quotidianamente tutte le colleghe ed i colleghi sono costretti ad affrontare nello svolgimento del proprio dovere....In proposito, leggete qui sotto quanto accaduto qualche anno fa....
 

dal Corriere della Sera del 2/2/2005

 

Spray contro i vigili per protesta

Sgombero ad alta tensione ieri mattina a Milano. Tre cittadini sfrattati dalle loro case hanno prima vivacemente protestato negli uffici del Comune in via Pirelli. Poi, non avendo ottenuto una proroga del provvedimento, se la sono presa con due vigili urbani, che erano intervenuti per calmarli. I tre hanno spruzzato in faccia agli agenti una sostanza irritante. Soccorsi, i vigili sono stati medicati e dimessi:la prognosi varia da uno a tre giorni.

E’ stato l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Marino, Guido Manca, a rendere noto l’accaduto. Oltre a esprimere solidarietà ai due agenti, l’assessore Manca ha posto l’accento sulla «gravità del gesto, che non può essere giustificato da alcuna motivazione».

 

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(Nota del SiAPoL 25/10/2006 )

 

Ad oggi due prodotti, lo Spring Time (penna spray ad aria compressa) ed il Key Defender (portachiavi spray a gas inerte nitrogeno) per la loro attitudine a non recare offesa alla persona vegono ancora qualificati come “non armi” e quindi è ritenuta ammissibile la loro libera vendita e circolazione da parte del privato cittadino (!!!!).

 

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