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Vigile:più poliziotto e meno ghisa.
Il Corriere della Sera comprende i cambiamenti del nostro lavoro

Corriere della Sera 30/1/2007  Il caso di GianGiacomo Schiavi

Parlare dei vigili è sempre molto facile: vi sono cittadini che vorrebbero la cosiddetta «tolleranza zero», altri che vorrebbero un vigile clemente e comprensivo e spesso, purtroppo, secondo molti la «tolleranza zero» va applicata agli «altri» e la comprensione a loro stessi. Dopo un primo approccio tendente a volere tutti i vigili in strada, l'ex sindaco Albertini si rese conto che il problema andava affrontato diversamente. Infatti, non solo mutò il suo atteggiamento nei confronti della polizia municipale, ma adottò la politica delle assunzioni incrementando l'organico. Oggi Milano, con circa 3 mila operatori e in ossequio a un'organizzazione del lavoro complessa nel rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro, può contare, nella fascia oraria compresa tra le 7 e le 2, su circa 1.190 persone (595 per ognuno dei due turni di lavoro). L'utilizzo dei vigili per compiti extra Codice della strada (ad esempio denunce all'autorità giudiziaria, fotosegnalamento di extracomunitari o attività più propriamente operative e repressive di abusivismo commerciale, con sequestri di merce) ha incrementato i compiti. Può essere questa la chiave per interpretare la scarsa visibilità delle divise dei ghisa che, sempre presenti e spesso anche in abiti civili, hanno cambiato metodo d'accertamento delle violazioni, lasciando agli ausiliari dell'Atm la repressione della sosta vietata.      Giuseppe Falanga

 


Gentile signor Falanga, che i vigili si vedano meno in strada è un dato di fatto. Lo ribadisce anche il sindacato, e così i cittadini hanno finalmente la conferma dei loro sospetti. Il vecchio ghisa, signori e signore, quello che eravate abituati a vedere ad ogni incrocio o al controllo del disco orario, el gh'è pù.
Chi è rimasto affezionato alla vecchia figura del ghisa, può cercarla in qualche vecchio film o nel remake della pubblicità di Ernesto Calindri per un noto aperitivo. Una tabella recapitata in redazione elenca i successi dei vigili in operazioni di polizia e di prevenzione, l'aumento dei sequestri di droga o la diminuzione dei furti d'auto ai parcheggi. I vigili sono diventati una quarta forza di polizia. A richiamarli al modello del passato sono rimasti alcuni nostalgici, e noi con loro. Ma la realtà è questa.
Le multe per divieto di sosta oggi le fanno gli ausiliari. E se non ci sono loro, le telecamere. Ma da quando nella maggioranza, An da una parte e Forza Italia dall'altra, hanno contestato l'eccesso di severità nei confronti della sosta vietata (con rischi di smottamenti elettorali), anche gli ausiliari sono spariti. Dovevano aumentare: si rinnovano a fatica i contratti per quelli esistenti. Così l'anarchia è aumentata, la doppia fila è tollerata, il divieto di sosta in certe zone è considerato quasi normale. Come la sosta negli spazi per disabili. Sulle strisce gialle, quelle per i residenti, è stato calcolato un numero altissimo di abusivi: quasi il 30 per cento. Ma nessuno sembra controllarli più. Così, al traffico inselvatichito si è aggiunta la sosta dove capita. Quando, davanti alla diminuzione delle multe, si dice che siamo più rispettosi dei divieti, si dice una bugia. È perché di multe se ne fanno meno, dalla sosta doppia fila alla guida con il cellulare incollato all'orecchio. Quando i controlli vengono fatti, come per l'eccesso di velocità, c'è la conferma che siamo poco osservanti delle regole: le patenti ritirate nel 2003 erano 2 mila; nel 2006 erano oltre 2.500.
Direttive: il problema è lì. Decidere di rafforzare la presenza dei vigili nelle strade (tenendo conto che esiste un limite sanitario all'esposizione ai gas mefitici) è una scelta politica. Sicuramente è anche un colpo d'immagine: il vigile può essere il testimonial di efficienza, di rispetto delle regole e anche di umanità. Forse ci si potrà arrivare, se impareremo a remare tutti dalla stessa parte, per una Milano più vivibile. E vigili e cittadini torneranno alleati.
gschiavi@rcs.it