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Si definisce la costituzione del Fondo Nazionale Pensione Complementare
Ieri all'ARAN siglata l'ipotesi di intesa sulla previdenza complementare del comparto regioni, autonomie e sanità

Oggi martedì 6 marzo 2007 alle ore 12, presso l'ARAN, si è proceduto alla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo per il Fondo di previdenza complementare per i dipendenti delle Regioni e Autonomie Locali e per i dipendenti del SSN; tale ipotesi, sottoscritta anche dal CSA, sostituisce, per via delle modifiche normative intervenute nel tempo quella siglata il 7 dicembre 2004.

L'accordo odierno dovrà passare al vaglio del Comitato di Settore, del Governo e della Corte dei Conti; la procedura di certificazione deve, comunque, concludersi entro 40 giorni dall'ipotesi di accordo per procedere alla sottoscrizione definitiva.

Tale accordo consentirà l'istituzione di un Fondo che dovrà dotarsi di Statuto e Organismi statutari; lo statuto sarà vagliato dalla COVIP che è l’organismo di vigilanza sui fondi pensione.

Pertanto al momento attuale e fino alla conclusione di tutta una serie di procedure che porteranno alla effettiva istituzione del Fondo nulla deve essere richiesto ai lavoratori nè gli stessi si devono attivare per le eventuali opzioni che saranno proposte in tempi futuri ma non certamente nel corrente anno.

Cordiali saluti

Uff. Comunicazione CSA

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Il Testo dell'IPOTESI di Accordo del 6 marzo 2007   

Firmato il 14/5/2007 l' Accordo per l’istituzione del Fondo Nazionale di Pensione Complementare
per i lavoratori dei comparti delle Regioni e delle Autonomie Locali e del

Servizio Sanitario Nazionale

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ItaliaOggi del 7/3/2007
Autore: di Francesco Cerisano

Parte la previdenza complementare del comparto regioni, autonomie locali e sanità. Tempo due o tre mesi al massimo e il fondo, che consentirà a un milione e mezzo di lavoratori di avere una pensione integrativa, sarà realtà. A distanza di oltre due anni dall'intesa firmata il 7 dicembre 2004, e poi finita nel dimenticatoio per l'ostruzionismo delle regioni (si veda ItaliaOggi dell'11/1/2007), la previdenza complementare di una fetta consistente del pubblico impiego riparte coinvolgendo una platea ancora più ricca di lavoratori. Oltre ai lavoratori di regioni, enti locali e Servizio sanitario nazionale potranno aderire al Fondo anche i dipendenti della sanità privata, delle aziende esternalizzate e i segretari comunali. Per far fronte alle spese di avvio del Fondo è previsto un contributo a carico del bilancio dello stato di 2,75 euro a lavoratore. A cui vanno ad aggiungersi le ulteriori risorse che potranno essere destinate dalla contrattazione di comparto.

L'ipotesi di accordo con l'Aran è stata firmata ieri dai sindacati di categoria e entro tre giorni sarà trasmessa ai relativi comitati di settore per le certificazioni. L'intesa dovrà in ogni caso essere perfezionata entro i prossimi 40 giorni, così come previsto dalla Finanziaria 2007. E, almeno per il momento, la strada per l'istituzione del Fondo sembra essere in discesa. L'Aran ha infatti già promesso di effettuare le opportune verifiche presso i comitati di settore, il governo e la Corte dei conti. E ha assicurato ai sindacati che predisporrà lo statuto e il regolamento elettorale del Fondo, in modo da procedere al rogito notarile e alle conseguenti verifiche con la Covip, la commissione di vigilanza sui fondi pensione. (.....omissis) Ma vediamo i punti fondamentali dell'intesa.

Destinatari. Potranno aderire al Fondo tutti i lavoratori della sanità, delle regioni e degli enti locali con un contratto a tempo indeterminato o determinato, a tempo pieno o part-time, comprese le relative aree della dirigenza. La chance verrà estesa anche ai segretari comunali e provinciali una volta che sarà siglato il contratto della categoria, scaduto ormai da sei anni. Una importante novità è rappresentata dalla possibilità di far aderire anche i lavoratori della sanità privata e dei servizi socio-sanitari, assistenziali e educativi esternalizzati, previo accordo nei rispettivi ambiti contrattuali. (..omissis....)

Contribuzione. L'obbligo contributivo dei dipendenti e delle rispettive amministrazioni di appartenenza scatta in conseguenza dell'adesione del lavoratore su base volontaria. La quota dovuta dai lavoratori sarà pari all'1% degli elementi retributivi utili ai fini del trattamento di fine rapporto. Analoga quota dovrà essere versata dai datori di lavoro. Inoltre, per i primi due anni di vita del Fondo è prevista una contribuzione aggiuntiva pari all'1% per il primo anno e allo 0,50% per il secondo anno. E tutto questo, si legge nella dichiarazione congiunta allegata all'accordo, ´per sostenere le adesioni al Fondo nei primi anni di gestione'.

Saranno inoltre contabilizzati dall'Inpdap:

- il 2% della retribuzione utile al calcolo del tfr dei dipendenti occupati al 31 dicembre 1995 e di quelli assunti nel periodo dall'1/1/1996 al 31/12/2000;

- l'1,5% della base contributiva di riferimento del trattamento di fine servizio;

- il 100% dell'accantonamento tfr maturato nell'anno per i lavoratori assunti dal 1° gennaio 2001.

L'intesa stabilisce inoltre che la contrattazione nazionale possa prevedere ulteriori risorse per incrementare le prestazioni individuali del Fondo. Una chance che è già realtà, per esempio, per il personale di vigilanza del comparto autonomie locali il quale può destinare alla previdenza complementare i proventi delle contravvenzioni per violazione del codice della strada.

Spese di avvio del Fondo. Come detto, per fronteggiare i costi di avvio del Fondo, l'Inpdap verserà 2,75 euro per ciascun dipendente del comparto. Una quota che i sindacati sono riusciti a far incrementare rispetto ai 2,58 euro previsti inizialmente.

Anticipo del tfr. Al pari dei lavoratori privati, l'ipotesi di accordo riconosce anche ai dipendenti pubblici la possibilità di chiedere l'anticipazione del tfr, dopo otto anni di iscrizione al Fondo, per l'acquisto della prima casa per sé o per i figli o per fronteggiare spese sanitarie. (riproduzione riservata, ringraziamo l'Editore per la gentile concessione)
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