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Miglioramento economico per i permessi dell'art.42 D.lgs.151/2001
Per l'assistenza dei figli con patologie invalidanti gravi

ItaliaOggi  - 20/3/2007Autore: Nicola Mondelli

Migliorano le condizioni giuridiche ed economiche previste dall'articolo 42, comma 5 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n.151 in favore della lavoratrice madre o, in alternativa, del lavoratore padre, ovvero dei fratelli o sorelle nell'ipotesi in cui i genitori siano impossibilitati perché totalmente inabili, che assistono un figlio con handicap in situazione di gravità. Sotto il profilo economico, la retribuzione annua lorda che dovrà essere corrisposta al dipendente che assiste il soggetto inabile non potrà eccedere, per l'anno 2007, l'importo di euro 41.233,26, anziché quello di euro 40.424,76 corrisposto per il 2006. È quanto ha precisato la direzione generale delle entrate dell'Inpdap, l'Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici) con la nota operativa n. 3 del 7 marzo 2007. Sotto il profilo normativo, il comma 1266 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2007 ha disposto che i soggetti che usufruiscono dei permessi di cui al citato articolo 42, comma 5 per un periodo continuativo non superiore a sei mesi hanno diritto a usufruire di permessi non retribuiti in misura pari al numero dei giorni di congedo ordinario che avrebbero maturato nello stesso arco di tempo lavorativo, senza riconoscimento del diritto a contribuzione figurativa. La disciplina del congedo straordinario, che è oggi contenuta nell'articolo 42, comma 5, del decreto legislativo 151/2001 e successive ulteriori modificazioni e integrazioni, dispone che la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre o, dopo la loro scomparsa o nell'ipotesi della loro impossibilità a provvedere all'assistenza del figlio handicappato perché totalmente inabili, hanno diritto a fruire di un periodo di congedo, continuativo o frazionato, non superiore complessivamente a due anni. Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire una indennità corrispondente all'ultima retribuzione e il periodo medesimo è coperto, ai fini previdenziali, da contribuzione figurativa. L'indennità e la contribuzione figurativa spettano, per il 2007, fino a un importo complessivo massimo di euro 41.233.26 per il congedo di durata annuale. Durante il periodo di congedo entrambi i genitori, o se scomparsi o inabili, i fratelli o le sorelle, non possono fruire dei benefici di cui all'articolo 33, comma 1 del decreto legislativo 151/2001 (prolungamento fino a tre anni del congedo parentale), e all'articolo 33, commi 2 e 3 della legge 104/1992 (due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno del bambino; dopo il terzo anno, tre giorni di permesso mensile coperti da contribuzione figurativa). Possono, invece, continuare a fruire dei benefici previsti dai commi 5 e 6 (hanno diritto a scegliere, se possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non possono essere trasferiti senza il loro consenso ad altra sede).

Nicola Mondelli

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Altre indicazioni ed orientamenti utili sulla normativa a tutela della maternità e paternità

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