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Sicurezza, i sindaci firmano il piano di Amato
Collaborazione più stretta tra i sistemi informativi del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell'Interno e quelli delle Polizie locali

Corriere della Sera -21/3/2007 Virginia Piccolillo

ROMA — Non uno, ma due patti per la sicurezza sono stati siglati ieri al Viminale da tutti i sindaci delle città metropolitane. Compreso quello di Milano, Letizia Moratti. Un accordo tra l'Anci e il Viminale per sviluppare con i comuni italiani progetti condivisi contro la criminalità. E una intesa che impegna ministero dell'Interno e sindaci delle città metropolitane a siglare, entro 60 giorni, singoli protocolli per la legalità «che prevedano risorse organizzative e finanziarie adeguate da parte di tutti i soggetti contraenti».
Soddisfatto il ministro Amato: «È stato raggiunto un risultato non facile, ma di grande importanza», sottolinea. «L'affermazione del diritto del cittadino ad avere sicurezza si realizza attraverso azioni coordinate dello Stato e degli Enti locali. E ciascuno, nelle sue funzioni lo garantirà», aggiunge. E in riferimento a chi nei giorni scorsi ha chiesto a gran voce maggiore legalità, conclude: «Ciascuno potrà rivendicare ragioni solo se ha fatto la propria parte».
Ma la tensione non cala. Uscendo dall'incontro, il sindaco Moratti ha confermato che scenderà in piazza per la legalità lunedì 26 marzo: «La manifestazione per quello che mi riguarda è confermata». I prossimi due mesi saranno cruciali e non intende abbassare la guardia.
L'accordo di ieri, infatti, è una cornice di comuni intenti alla quale i sindaci sono chiamati a concorrere sulla base del principio della «sussidiarietà». Che significa contribuire alle spese. Era proprio questo uno dei punti che piaceva meno a Letizia Moratti. Si è lamentata a lungo, durante l'incontro, dell'impostazione di un accordo «troppo sbilanciato» sugli impegni a carico dei comuni. E ha chiesto integrazioni e modifiche normative per combattere la violenza sessuale, l'accattonaggio, il danneggiamento di edifici pubblici. Oltre a ribadire la richiesta di 500 agenti in più. Emergenze che l'avevano spinta lunedì ad annunciare: «Non firmerò».
Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, però ha ricomposto i dissensi della vigilia. Ha illustrato l'accordo che prevede pattuglie miste polizia-vigili urbani per fronteggiare situazioni di illegalità e collaborazione tra le rispettive sale operative. Collaborazione più stretta tra i sistemi informativi del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell'Interno e quelli delle Polizie locali. Potenziamento degli apparati di video-sorveglianza. Inoltre Amato ha dato il via a un gruppo di lavoro congiunto Governo- città metropolitane per definire norme e strumenti innovativi.
Convinti i sindaci. Quello di Roma, Walter Veltroni, si è detto pronto al nuovo patto per Roma anche in pochi giorni. Di «risultato importante» ha parlato quello di Bologna, Sergio Cofferati. D'accordo anche quello di Torino Sergio Chiamparino. Infine è arrivata la firma della Moratti.
Ma con il sindaco milanese è tregua armata. Lo ha fatto intendere lei stessa all'uscita: «L'incontro di oggi — ha spiegato — nasce da una pressione dovuta alla manifestazione che sarà necessaria per mantenere alto il livello di attenzione».