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Una settimana per dire "BASTA VITTIME STRADALI"

Corriere della Sera 22/4/2007

Dal 23 al 29 aprile è la Settimana mondiale della sicurezza stradale, voluta dall'Onu. L'obiettivo è quello di far sì che dopo i week end non si debbano più contare le vittime, come fossero giornate di guerra. La decisione dell'Onu di dedicare una settimana alla sicurezza stradale nasce dalla conferma che l'incidente stradale rimane la prima causa di morte nella fascia d'età 15-19 anni, nonostante le misure preventive messe in atto da molti Paesi, fra i quali l'Italia. Obiettivo dell'Unione europea è ridurre del 50% morti e feriti sulle strade entro il 2010. La scommessa è stata accolta dall'Aci, l'Automobil Club d'Italia, che ha avviato una raccolta di firme perché Onu e G8 facciano pressione sui governi per un maggior impegno per la sicurezza stradale.
In 4 anni, dal 2001 al 2005, in Italia i morti sulla strada sono passati da 6682 a 5426 (-16%) e nel 2010 devono arrivare a 3341. Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, che saranno resi noti domani in tutto il mondo, un milione e 200mila giovani sotto i 25 anni muoiono ogni anno per incidenti stradali. Ci sono poi da considerare i postumi degli incidenti, lesioni spesso permanenti che costringono i giovani a una vita sulla carrozzina, con costi anche sociali elevati. Su questo fronte c'è da segnalare l'iniziativa del Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato (Parma), una struttura sanitaria della rete di riabilitazione dell'Emilia Romagna, che organizza, martedì 24 aprile, un congresso sul «ritorno alla guida sicura dopo grave cerebrolesione», con la partecipazione di medici ed esperti internazionali. Il pilota Andrea De Adamich, fondatore del Centro internazionale guida sicura e Gene Gnocchi saranno testimonial dell'evento.
Non bastano, quindi, gli inviti a non correre e a non bere, come spiega Daniele Damele, docente di etica e comunicazione all'università di Udine e Gorizia. «Servono investimenti — dice l'esperto — con più corsie e guard rail, per evitare gli scambi di carreggiata. Bene sarebbe utilizzare testimonial vicini ai giovani, film e fiction contenenti messaggi positivi. Ma bisogna fare presto, perché i fine settimana arrivano ogni 7 giorni».

 

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27/04/2007 - 15:06 da www.helpconsumatori.it

Per promuovere una maggiore prudenza al volante, l'Unione europea celebra oggi a Bruxelles la prima giornata europea della sicurezza stradale.

BRUXELES. L'Italia è in termini assoluti il Paese europeo ad aver registrato il più alto numero di morti sulle strade nel 2006, ma i risultati migliorano e registrano un calo del 19% rispetto al 2001. E' quanto riferisce la Commissione europea in un rapporto pubblicato oggi dai servizi del commissario Ue ai Trasporti, il francese Jacques Barrot..

In tutto, la macabra statistica somma ben 38.500 decessi nell'Ue nel 2006 dovuti agli incidenti, con un calo medio del 22%. La situazione cambia, ma non troppo, se si guarda il rapporto fra popolazione e morti sulla strada: i paesi con la situazione più grave sono allora quelli baltici, e su tutti la Lituania (223 morti per milione di abitanti). La media Ue in questo caso è 86 e comunque l'Italia, rispetto ai paesi della sua taglia, resta quello con i dati più allarmanti: 92 morti per milione di abitanti, seguita dalla Francia con 75, dalla Germania con 62 e dalla Gran Bretagna con 56.

In generale, in Europa i risultati sono piu' incoraggianti. Secondo lo studio di Bruxelles, infatti, nei Venticinque Stati membri nel corso del 2006 (Romania e Bulgaria non sono incluse nello studio, hanno aderito all'Ue solo quest'anno) i decessi sono diminuiti del 24% rispetto al 2001. E tra il 2005 e il 2006, il dato è addirittura sceso dell'8%. In calo anche tutti gli altri paesi con i dati peggiori, cioè la Polonia (5243 morti, -5% dal 2001), Germania (5.094, -27%) e la Francia (4703, -42%).

L'obiettivo di Bruxelles è addirittura quello di ridurre del 50% il numero di morti tra il 2001 e il 2010, ossia passare dalle 50mila alle 25mila vittime. Un traguardo che "puo' essere raggiunto anche se non è garantito", sottolinea nel rapporto lo stesso Barrot, che lancia un appello ai singoli Stati membri affinchè lo sforzo sia "continuo".

L'emergenza giovani. In Europa il 27% delle vittime sono giovani con meno di 25 anni d'età. L'Italia si discosta di poco, con un 26%. L'iniziativa della Commissione europea ha quindi l'obiettivo di sensibilizzare su tematiche fondamentali per una guida più sicura e, durante la Giornata europea, i giovani avranno la possibilità di incontrarsi per raccontare esperienze personali, discutere di argomenti come l'abuso di alcool e di droga prima di mettersi alla guida, avanzare proposte o scambiarsi opinioni.

Durante l'evento, che avviene in concomitanza con la Prima Settimana mondiale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale (23-29 aprile), i giovani guidatori sono invitati anche a sottoscrivere la Carta europea della sicurezza stradale che indica i principi e le misure da adottare a livello locale per ridurre del 50% il numero delle vittime entro il 2010. Molte associazioni, imprese, istituzioni e scuole hanno già firmato il documento, impegnandosi ad attuare azioni concrete per ridurre la mortalità, senza discostarsi dal proprio ambito di competenza.

La sicurezza stradale diventa così il risultato di un'azione congiunta di numerose persone, attive in molteplici settori, per prevenire gli incidenti che secondo le statistiche sono causati da fattori comuni a tutti gli Stati membri: guida in stato di ebbrezza, eccesso di velocità, mancanza di casco e di cinture, infrastrutture insufficienti e fatiscenti, continuo aumento del traffico su strada.

Ogni anno infatti cresce il numero di automobili e veicoli destinati ad uso personale o al trasporto di merci. Già tre anni fa Bruxelles aveva presentato la carta europea della sicurezza stradale.Attualmente oltre 700 imprese, istituzioni e associazioni l'hanno già firmata impegnandosi in azioni concrete.

Tra le proposte avanzate per ridurre gli ingorghi causati dal trasporto su gomma e, nello stesso tempo, evitare conseguenza devastanti per l'economia, si pensa di potenziare le ferrovie o rilanciare la rete marittima e fluviale.

Anche l'Associazione europea dei produttori di pneumatici e gomma (Etrma) ha firmato questa mattina a Bruxelles la Carta Europea per la sicurezza stradale. "Gli pneumatici sono un elemento chiave della sicurezza e contribuiscono a garantire un uso più sicuro delle strade" spiega Gori, presedente d Etrma. "Pirelli con tutti i soci dell'Etrma avvierà una serie di iniziative per sensibilizzare i consumatori a una corretta manutenzione delle gomme e per diffondere la consapevolezza del rapporto che c'è tra sicurezza e pneumatici". Pirelli sottolinea infine che, nei 160 mercati in cui è attiva, ha assunto già da tempo un impegno analogo con campagne mirate all'utilizzo degli pneumatici invernali, al rispetto delle norme sull'usura dei battistrada e al controllo costante della pressione.

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