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Cassazione n.9674/2007
E' possibile slacciare la cintura di sicurezza quando si in coda per accedere al parcheggio

www.repubblica.it 27/4/2007

La sentenza arriva per annullare una multa inflitta a un automobilista
di Cesena che era in fila per poter entrare in un parcheggio

Non rischia la multa l'automobilista sorpreso senza cintura di sicurezza mentre in fila per parcheggiare. Lo ha stabilito la Cassazione, annullando senza rinvio una sentenza del giudice di pace di Cesena, con la quale era stata rigettata l'opposizione di un uomo ad una multa elevatagli per mancato uso della cintura.

L'automobilista, dunque, si era rivolto alla Suprema Corte, sottolineando che, al momento della "pretesa rilevata infrazione", si trovava in una "fila formata da pi autovetture in attesa di poter accedere ad un parcheggio quando vi si fossero liberati dei posti".

Secondo gli 'ermellini' della seconda sezione civile, il motivo di ricorso fondato: "la norma in discussione - si legge nella sentenza n.9674 -, posta a tutela della sicurezza degli occupanti del veicolo in previsione d'eventuale collisione od uscita di strada o brusca frenata od altri eventi comunque tali da determinare un repentino spostamento del corpo dei detti occupanti ed un urto dello stesso all'interno della vettura od una fuoriuscita dall'abitacolo, ha la sua ratio nel prefigurare situazioni nelle quali il movimento del veicolo nel quale si trovano i soggetti tutelandi, od anche di altri veicoli circolanti, possa determinare gli eventi alla cui prevenzione intesa".


Nel momento in cui, aggiungono i supremi giudici, la situazione "sia tale da escludere che tali eventi possano verificarsi", come nella specie, "laddove il veicolo si trovava fermo in fila con altri veicoli in attesa di acccedere ad un parcheggio quando vi si fossero resi disponibili i posti necessari, quindi n in moto continuo sia pur lento n con sollecite riprese della marcia, n, ancora, in presenza d'altri veicoli in marcia che potessero determinare un urto pericoloso", la norma stessa, spiega la Cassazione, "non pu trovare applicazione, non ricorrendone i presupposti oggettivi voluti dalla sua ratio interpretata secondo logica".