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La notifica delle multe guadagna tempo
Circolare del Ministero dell'interno n. 300/A/1/26466/127/9

Il Sole 24 ore 28/8/2007 (Maurizio Caprino)

Per alcuni è un cavillo in meno offerto ai furbi abituati a farsi annullare le multe stradali. Per altri è una lesione del diritto di difesa del cittadino. Fatto sta che dal 20 agosto scorso vale anche per i verbali d'infrazione al Codice della strada l'importante principio fissato cinque anni fa dalla Corte costituzionale (sentenza n. 477 del 26 novembre 2002): la notifica è valida anche quando raggiunge il destinatario oltre il termine previsto dalla legge, purché la Pubblica amministrazione abbia spedito il plico prima di tale scadenza. Lo ha stabilito la circolare n. 300/A/1/26466/127/9 emanata, appunto, il 20 agosto dal dipartimento Pubblica sicurezza del ministero dell'Interno, firmata dal direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato. Il fatto che la circolare sia intervenuta solo a cinque anni dalla sentenza dimostra che anche all'interno del ministero il dibattito tra chi è "contro i furbi" e i "garantisti" è stato complesso.

Forse è proprio per questo motivo che inizialmente (nota prot. n. M/4106-3 del 23 novembre 2003) il dipartimento Affari interni e territoriali dello stesso ministero aveva scelto la linea "garantista" e che il testo della circolare del 20 agosto non è chiarissimo. Ma, come confermato ieri al Sole- 24 Ore dalla Pubblica sicurezza, quest'ultima va interpretata così: i 150 giorni che l'articolo 201 del Codice stradale assegna agli organi di polizia per notificare i verbali quando il trasgressore non viene fermato immediatamente s'intendono come termine massimo per provvedere alla spedizione. Il destinatario può verificare questa data di affidamento del plico alle Poste leggendo la relazione di notifica che di solito (almeno nella prassi seguita negli ultimi anni dalla Polizia stradale) è allegata al verbale e non potrebbe presentare ricorso invocando la scadenza dei 150 giorni, come invece si è fatto sinora. Una prassi prevalente, con poche eccezioni: al Sole-24 Ore risulta quella della Polizia stradale di Firenze, che però è stata talvolta bocciata dai giudici di pace.

Ora gli organi di polizia, se qualcuno continuasse a ricorrere, dovrebbero resistere portando al giudice (che resta libero di decidere caso per caso) come motivazione la sentenza della Consulta richiamata dalla circolare del 20 agosto. In quella occasione, i giudici costituzionali stabilirono che non si può far dipendere la validità di una notifica di un atto della Pubblica amministrazione spedito da un'attività svolta da un soggetto terzo (le Poste), come invece faceva l'articolo 4, comma 3 della legge 890/82 (che regola le notifiche tramite servizio postale). La Consulta, dichiarando incostituzionale questa norma, risolse la questione affermando che le date da considerare sono due: una per il notificante (quella di affidamento del plico al servizio postale) e una per il de-stinatario ( quella di effettiva ricezione o comunque di permanenza del plico per 10 giorni – la cosiddetta compiuta giacenza – nell'ufficio postale, in caso di mancato ritiro). La prima vale per gli adempimenti in capo al notificante (quindi serve per determinare se la spedizione è stata tempestiva, cosa che rende valida la notifica), la seconda per quelli in capo al de-stinatario ( quindi serve per determinare il giorno a partire dal quale si contano i 60 giorni entro cui è possibile pagare in misura ridotta o presentare ricorso).
Questo impianto assicura una via di uscita solo nel caso in cui il destinatario non riceva affatto il plico o comunque non ci siano elementi per dimostrare la compiuta giacenza. Infatti, manca il giorno a partire dal quale decorrono i tempi per il pagamento o il ricorso.

Più delicata la questione che si pone quando la ricezione o la compiuta giacenza avvengono con ritardo, cioè oltre i 150 giorni previsti dall'articolo 201: questa norma fissa il termine proprio a garanzia del diritto di difesa del cittadino, che in tempi più lunghi potrebbe avere difficoltà a ricostruire i fatti contestatigli. Fermo restando il principio del libero convincimento del giudice,è probabile che – qualora la notifica avvenga mesi o anni dopo la scadenza dei 150 giorni – un eventuale ricorso sia accolto. Per ritardi inferiori, appare ragionevole conformarsi alla circolare.

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MINISTERO DELL'INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria,
delle Comunicazioni e per i reparti Speciali della Polizia di Stato

CIRCOLARE n. 300/A/1/26466/127/9 del 20 agosto 2007

OGGETTO: Sentenza della Corte Costituzionale n. 477 del 26.11.2002 in tema di notificazione degli atti civili ed amministrativi. Applicazione alle notifiche dei verbali di contestazione per illeciti stradali
.

La notifica dei verbali delle infrazioni al Codice della Strada, nei casi in cui si debba procedere a contestazione differita avviene, ai sensi dell’art. 201 , comma 3 del C.d.S, secondo le modalità previste dal codice di procedura civile ovvero a mezzo del servizio postale, secondo le disposizioni dell’articolo 149 CPC e dell’articolo 4 della L. 20.11.1982, n. 890.
In proposito, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 477 del 26 novembre 2002, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del combinato disposto dell’art. 149 CPC e dell’art. 4, comma 3 della L. 20.11.1982, n. 890 nella parte in cui prevede che la notificazione si perfezioni, per il notificante, alla data di ricezione dell’atto da parte del destinatario anziché a quella, antecedente, di consegna all’Ufficio Postale.
La decisione, ponendo sullo stesso piano il diritto del notificante di ottenere la notifica dell’atto entro i termini di decadenza imposti dalla legge ed il diritto di impugnazione del destinatario dell’atto, distingue due momenti: quello in cui la notifica deve considerarsi perfezionata per il notificante e quello successivo in cui si perfeziona per il destinatario.
Sulla base del conforme parere espresso dall’Ufficio per l’Amministrazione Generale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dalla Direzione Centrale per l’Amministrazione Generale e per gli Uffici Territoriali del Governo del Dipartimento Affari Interni e Territoriali di questo Ministero, si chiarisce che il principio stabilito dalla citata sentenza della Corte Costituzionale, espressamente riferito alle notificazioni di atti giudiziari civili ed amministrativi, produce i sui effetti anche nei procedimenti di notifica a mezzo posta dei verbali di contestazione di illeciti stradali.
In sostanza, la notifica dei verbali di contestazione si deve considerare perfezionata per l’Ufficio di Polizia mittente dal momento della consegna dei verbali stessi all’Ufficio postale, indipendentemente dalla data di effettiva ricezione da parte del destinatario. Ciò in quanto gli effetti della notificazione a mezzo posta sono ricollegati, per quanto riguarda l’Ufficio di Polizia notificante, al solo compimento delle formalità ad esso direttamente imposte dalla legge, ossia alla consegna dell’atto da notificare all’organo incaricato, essendo la successiva attività di quest’ultimo e dei suoi ausiliari, quale appunto gli agenti postali, sottratta totalmente al suo controllo ed alla sua sfera di disponibilità.
Non subisce mutamenti, invece, il momento di notificazione dell’atto per il destinatario. Per questi, infatti, la notifica si perfeziona solo alla data di effettiva ricezione dell’atto, attestata dall’avviso di ricevimento ovvero, in caso di impossibilità di consegna, alla data della compiuta giacenza del plico all’ufficio postale, con la conseguente decorrenza, da quella stessa data, di qualsiasi termine imposto al destinatario medesimo.

IL DIRETTORE CENTRALE
L. Rosini