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Marchi contraffatti e segni mendaci
Tra penale ed amministrativo accurato approfondimento a cura di G.Fontana

Sulla base di una ricerca sul d.L. 35/2005 in sede di ricorso, credo di avere evidenziato un aspetto della portata del decreto legge citato, che ad oggi non mi pare sia stata mai evidenziata dalla dottrina: il rapporto esistente tra d.L. 35/2005 e il d. Lgs. 30/2005 nonché l'inapplicabilità del decreto di urgenza alle fattispecie penali riconducibili al commercio di prodotti alterati/contraffatti. Non da meno alla necessità di informare il titolare del marchio dell'eventuale accertamento di reati riconducibili a propri prodotti per l'eventuale esercizio dell'azione penale a querela di parte.

Mi permetto di ritenere che una lettura siffatta del d.L. citato renderebbe il medesimo adattabile ed utilizzabile per talune fattispecie di illecito ben individuabili, senza determinare quella sorta di duplicazione di procedimenti (penali/amministrativi) che oggi sembra caratterizzare la sua non facile "vita iuridica"... soprattutto la vita professionale di chi lo deve applicare.

Da ultimo ed in chiusura, l'evidenziazione della novità che io ho definito impropriamente "querela amministrativa".

Ringraziare il sito che mi pubblica, contribuendo ad una più diffusa "provocazione"  allo studio giuridico espsoto per il quale attendo all'indirizzo proposte.gf@tiscali.it eventuali pareri in merito, con citazione di fonti giurisprudenziali ancora sconosciute.

Sperando nella comune utilità dello studio, ringrazio per la cortese disponibilità all'ascolto.

Giovanni Fontana *

leggi il commento

(*) Ufficiale della Polizia Municipale, attestato tecnico e tutela delle strade al Politecnico di Milano e CISEL di Rimini; iscritto all’albo dei docenti della Scuola di Polizia Locale dell’Emilia Romagna e dell’Istituto Superiore Operatori di Polizia Locale. Referente A.S.A.P.S. nel comune di Forte dei Marmi. Responsabile del Servizio di Vigilanza Ambientale del Corpo P.M. del Comune di Forte dei Marmi (LU).

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