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Allattamento, i permessi al papà
Riposi aggiuntivi per i gemelli se la mamma è un'autonoma

ItaliaOggi  -  4/9/2007
Autore: di Daniele Cirioli

Diritto pieno all'«allattamento» per il papà lavoratore. Durante il primo anno di vita del bambino, il padre lavoratore dipendente ha diritto ai riposi giornalieri aggiuntivi (il raddoppio di quelli ordinari) previsti in caso di parto plurimo, qualora non goduti dalla madre perché lavoratrice parasubordinata o autonoma. Lo precisa il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 11025 di ieri (interpello n. 23/2007).

Maternità. La precisazione ministeriale arriva a risposta dell'istanza di interpello del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro. La richiesta di chiarimenti riguarda il sistema di tutele, a favore dei lavoratori, previsti in occasione della maternità. Sistema che, nel caso di lavoratori dipendenti, prevede oltre all'astensione obbligatoria (oggi congedo di maternità di durata pari a 5 mesi) e all'astensione facoltativa (oggi congedo parentale di durata massima fino a 11 mesi, ma ordinariamente pari a 6 mesi per lavoratore), il riconoscimento di riposi giornalieri alla lavoratrice madre durante il primo anno di vita del bambino per provvedere alle esigenze del bimbo stesso. Originariamente tale possibilità era strettamente collegata al parto e alle necessità proprie dell'allattamento, tanto che gli stessi riposi venivano appellati come di «allattamento”» La legge n. 1204/1971 (articolo 10), invece, ha escluso ogni nesso fra riposo e allattamento e le ore di permesso previste possono essere cumulate per assicurare alla madre la possibilità di assolvere ai compiti delicati e impegnativi legati alle esigenze del neonato del primo anno di vita.

Riposi giornalieri. L'attuale disciplina dei riposi giornalieri è quella dettata dal dlgs n. 151/2001, il testo unico delle disposizioni in materia di maternità e paternità. L'articolo 39 di tale provvedimento stabilisce che la madre lavoratrice ha diritto fino al primo anno di età del bambino a due periodo di riposo, anche cumulabili, di un'ora ciascuno se l'orario giornaliero di lavoro è superiore o pari a 6 ore, ovvero di un'ora soltanto qualora l'orario giornaliero di lavoro sia inferiore alle 6 ore.

L'articolo 40 dello stesso T.U. stabilisce che il padre, lavoratore dipendente, può usufruire dei periodi di riposo qualora:

a) i figli siano affidati al solo padre;

b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;

c) nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente;

d) in caso di morte o grave infermità della madre.

L'articolo 41 prevede, a favore del padre e della madre lavoratrice, il raddoppio delle ore di riposo giornaliere, in caso di parto plurimo.

Le precisazioni. Circa il diritto al padre lavoratore del beneficio del raddoppio dei permessi giornalieri, l'Inps in un primo momento ne aveva escluso la possibilità nell'ipotesi di madre lavoratrice autonoma sulla base dell'assunto che, in quanto «aggiuntive» rispetto a quelle previste dall'articolo 39 (permesso base), le ore non potessero essere raddoppiate perché, di fatto, non era possibile aggiungerle alla madre che non aveva diritto al riposo giornaliero (circolare n. 8/2003). Alla base, insomma, l'Inps riconosceva il diritto al padre ai riposi giornalieri come una sorta di diritto derivato da quello della madre.

L'Inps ha poi abbandonato tale orientamento, sulla base dell'evoluzione legislativa e giurisprudenziale sempre più tendente ad assicurare a entrambi i genitori un ruolo paritario nelle cure fisiche e affettive del bambino. Nella circolare n. 95-bis/2006, infatti, ha affermato che, fermo restando che per madre lavoratrice non dipendente deve intendersi la lavoratrice autonoma (artigiana, commerciante, coltivatrice diretta, mezzadra, imprenditrice agricola professionale, parasubordinata e libera professionista, in pratica resta fuori l'ipotesi di senza lavoro/disoccupata) con diritto a un trattamento economico di maternità a carico dell'Inps o di altro ente previdenziale, nulla osta a che il padre, lavoratore dipendente, possa fruire, in caso di parto plurimo, dei riposi giornalieri aggiuntivi (e quindi il raddoppio) secondo quanto previsto dall'articolo 41 del T.U. sulla maternità (dlgs n. 151/2001).

(Riproduzione riservata, si ringrazia l'Editore per la gentile concessione)