Si.A.Po.L.
   Chi Siamo

   Segreteria generale

   Strutture regionali

   Statuto

   Modulo di iscrizione

   Concorsi

   Siti utili

Servizi
   Comunicati

   Circolari

   Contratti

   Convenzioni

   L'Opinione

   Leggi

   Rassegna Stampa

   Professionale

   Quaderno Sindacale

   Sentenze Consiglio di Stato

   Sentenze Corte Costituzionale

   Sentenze Corte di Cassazione

   Sentenze TAR e Corte Conti

   Sentenze Tribunale

   Ultime notizie

Home  E-Mail  Download Acrobat   Come raggiungerci

Ordinanza n.155 depositata il 4/5/2007
Rilevamento mediante l'uso di apparecchiature elettroniche. Infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 201

Il testo dell'ordinanza 155/2007


 

Cattive notizie per gli automobilisti giungono dalla Corte Costituzionale che, con l’Ordinanza n. 155/2007, ha dichiarato la legittimità costituzionale della norma del nuovo Codice della Strada, art. 201, comma 1-bis, lettera e), nella parte in cui prevede la deroga al principio della contestazione immediata dell’infrazione. La questione è stata sollevata dal Giudice di pace di San Pietro Vernotico nel corso di un procedimento di opposizione avverso una ordinanza ingiunzione, emessa dal Prefetto della Provincia di Brindisi, in forza dell’avvenuta contestazione di una infrazione al CdS, accertata a mezzo autovelox.

Il Giudice di Pace ha fatto presente che il ricorso devoluto al suo esame era stato motivato dalla omessa contestazione immediata dell’infrazione, ciò che precluderebbe all’opponente di svolgere le sue difese ed accertare direttamente quanto contestato nell’immediatezza del fatto, secondo quanto disposto, invece, dagli artt. 200 e 201 del codice della strada.

Con ciò, il GdP ha reputato di dover condividere il dubbio di costituzionalità, prospettato dall’opponente nel giudizio principale, relativo al predetto art. 201, comma 1-bis, lettera e), del codice della strada. Infatti, ad avviso del giudice rimettente, gli artt. 200 e 201 del codice della strada enunciano, in via generale, il principio della contestazione immediata dell’infrazione, la disposizione censurata consente, viceversa, di derogarvi, quando l’accertamento della violazione sia avvenuto per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di Polizia stradale e nella loro disponibilità. Tali apparecchi consentono la determinazione dell’illecito in tempo successivo, poiché il veicolo oggetto del rilievo è a distanza dal posto di accertamento o comunque nell’impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari. Ma, in questo modo l’amministrazione è legittimata a precostituirsi un’ipotesi di deroga al principio della contestazione immediata attraverso la scelta di uno strumento che esclude il principio della contestazione immediata, con ciò violando gli artt. 3 e 24 della Costituzione, in quanto lesivo del diritto di difesa da parte del cittadino – utente.

Ma, la Corte Costituzionale ha ritenuto non fondata la questione di legittimità della disposizione citata. I Giudici hanno rilevato che La Consulta l’omissione della contestazione immediata di un’infrazione punita con una misura amministrativa non integra di per sé una violazione del diritto di difesa. Infatti, nella redazione del verbale con cui si contesta un illecito amministrativo, la mancata presentazione di osservazioni, scritti difensivi e documenti non condiziona la possibilità di tutela giurisdizionale, stante che tale tutela può farsi valere a seguito di un atto dell’amministrazione lesivo della posizione del responsabile (autore e obbligato solidale), che è normalmente l’atto (ordinanza ingiunzione) che contiene la determinazione e l’irrogazione della sanzione. Inoltre, la Corte ha ribadito che l’uso degli autovelox non è rimesso all’arbitrio dell’amministrazione, dal momento che sono predeterminati sia i casi che le sedi stradali interessate dall’utilizzazione delle apparecchiature elettroniche.

7/5/2007  si ringrazia    Anna Teresa Paciotti www.studiolegalelaw.it