Si.A.Po.L.
   Chi Siamo

   Segreteria generale

   Strutture regionali

   Statuto

   Modulo di iscrizione

   Concorsi

   Siti utili

Servizi
   Comunicati

   Circolari

   Contratti

   Convenzioni

   L'Opinione

   Leggi

   Rassegna Stampa

   Professionale

   Quaderno Sindacale

   Sentenze Consiglio di Stato

   Sentenze Corte Costituzionale

   Sentenze Corte di Cassazione

   Sentenze TAR e Corte Conti

   Sentenze Tribunale

   Ultime notizie

Home  E-Mail  Download Acrobat   Come raggiungerci

I vigili urbani e la sindrome dello spartiacque
di Giuseppe Falanga *

da www.metropolisweb.it 11/12/2007

La notizia - e la foto - dell´ausiliario della sosta che senza casco,
in sella a un ciclomotore, percorreva le strade di Torre Annunziata è
l´esempio ultimo che dimostra quanto, in alcune parti d´Italia, perfino
tra chi dovrebbe essere il simbolo delle "regole", vi siano persone del
tutto irrispettose delle più elementari regole del vivere civile. Con
l´aggravante che a compiere determinate violazioni siano proprio coloro
che queste regole sono chiamati a farle rispettare. Nella duplice veste
di addetto ai lavori e di sindacalista della categoria mi fermo a
riflettere di come alle diverse latitudini della nazione italica si
abbia un approccio differenziato al problema ed ai conseguenti
provvedimenti talvolta repressivi. Nativo dell´area vesuviana, da anni
lavoro al nord, nella polizia municipale, e conosco bene i problemi
della categoria, anche come dirigente nazionale del sindacato di
categoria Siapol.

E ogni volta che ritorno nei luoghi natii, mi chiedo quale sia lo
stato d´animo degli operatori di polizia municipale che ogni volta si
trovano a dover interpretare un ruolo che, dalla Toscana in giù, è
misconosciuto e sempre meno autorevole per il rispetto delle regole.
Parlando di questo aspetto nei giorni scorsi con alcuni colleghi in
servizio a Napoli, emergeva che i molteplici compiti svolti dalla
polizia municipale, con abnegazione e spirito di sacrificio, incidono
solo in minima parte sull´"inciviltà" e sulla scarsa collaborazione
degli utenti della strada, dei cittadini, dei commercianti.
Leggo che in alcune zone calde della Campania, sempre più spesso, per
ogni tentativo di controllo sugli automobilisti "irrispettosi", la
polizia municipale debba farti assistere dalla polizia di stato che
anch´essa, sempre più a fatica, deve difendersi dall´escalation di
prepotenza e riottosità dilagante da parte di chi è abituato a
delinquere.
Le mie perplessità aumentano quando guardando per esempio la realtà
della città di Milano, in cui ho avuto modo di operare, la nostra
uniforme riesce a mantenere ancora un livello decente di rispetto ed
autorevolezza cui corrisponde, da parte dei conducenti di auto e
motoveicoli, un adeguato standard di ossequio alle elementari regole di
salvaguardia dell´incolumità della persona con l´uso del casco in moto
e delle cinture di sicurezza in auto.
La possibile risposta a questo diverso atteggiamento potremmo cercarla
nella mancata garanzia dell´offerta dei servizi minimi essenziali da
parte dell´amministrazione pubblica ad ogni livello, allo scollamento
ed alla crescente distanza tra gestione e fruizione, alla scarsa
attendibilità degli amministratori ed alla dilagante rassegnazione da
parte del cittadino meridionale per secoli abituato alle semplici
promesse mai mantenute.


Questo è evidente in tutti gli ambiti, sotto gli occhi di tutti negli
ultimi mesi, come ad esempio nel caso dell´abbandono e della mancata
raccolta dei rifiuti solidi urbani, il cui smaltimento non è stato mai
affrontato adeguatamente negli anni, o per la mancata gestione della
circolazione veicolare e del contenimento dell´inquinamento ambientale
e territoriale, o ancora per la carente offerta delle infrastrutture di
trasposto pubblico che costringono i più all´uso del veicolo privato.
Tutto ciò senza tralasciare che studi sociologici sulla sicurezza
urbana, partendo dalla teoria del cosiddetto "vetro rotto", hanno
facilmente dimostrato che la mancata manutenzione da parte dell´
amministrazione pubblica dei manufatti di uso pubblico come panchine,
lampioni, affissioni, segnaletica stradale, il mancato controllo dello
smaltimento di rifiuti irregolari, produca comportamenti irrispettosi
nei cittadini fruitori che, essendo evidente il mancato presidio da
parte degli organi incaricati (forze di polizia) possono danneggiare
ulteriormente sapendo di farla franca facilmente. Questa tesi
interpretativa trova conferma anche nel recente episodio della revoca
dell´incarico al comandante della municipale di Roma, forse
strumentalizzato dal capo dell´amministrazione capitolina ed alla
conseguente inchiesta trasmessa da Striscia la notizia nei giorni
seguenti, le cui immagini mostravano un vigile urbano riconoscibile
dall´uniforme di servizio, intento a parcheggiare il veicolo privato da
lui condotto esponendo un contrassegno per invalidi.
Considerato che tutti questi episodi prestano facilmente il fianco
agli organi di informazione per denunciare un riprovevole malcostume
che in più avvilisce l´immagine di colui che agli occhi della gente
rappresenta il primo livello istituzionale, mi permetto lanciare un
monito per uno scatto di orgoglio. Recuperiamo, come cittadini e
lavoratori, la volontà ad attuare un cambiamento individuale iniziando
dai piccoli gesti quotidiani , cominciando da quei comportamenti
virtuosi del rispetto delle regole e pretendendo, anche da parte di chi
gestisce, controlla e reprime, la stessa condotta nel proprio lavoro.

*Agente di polizia municipale, dirigente nazionale del sindacato Siapol