Si.A.Po.L.
   Chi Siamo

   Segreteria generale

   Strutture regionali

   Statuto

   Modulo di iscrizione

   Concorsi

   Siti utili

Servizi
   Comunicati

   Circolari

   Contratti

   Convenzioni

   L'Opinione

   Leggi

   Rassegna Stampa

   Professionale

   Quaderno Sindacale

   Sentenze Consiglio di Stato

   Sentenze Corte Costituzionale

   Sentenze Corte di Cassazione

   Sentenze TAR e Corte Conti

   Sentenze Tribunale

   Ultime notizie

Home  E-Mail  Download Acrobat   Come raggiungerci

Photored- Uso e abuso

Infrazioni Photored…tutte da discutere

Non si attenua la polemica intorno all'installazione dei Photored in città, grandi o piccole che siano. L’istallazione di queste apparecchiature elettroniche stà invadendo tutti i centri urbani deturpando il decoro urbano delle piazze, delle facciate degli edifici e rovinando le bellezze paesaggistiche.

Purtroppo l’utilizzo della tecnologia da parte delle Amministrazioni Locali non è stata colta come un aiuto a fronteggiare alcune problematiche che si riscontrano nella rete urbana viaria, ma come una fonte di risorsa auto gestita per aumentare il gettito delle entrate comunali.

L’utilizzo sporadico di queste diaboliche macchine, fanno trascurare il vero scopo per cui sono state progettate. La peculiarità di questi strumenti è quella di fungere da deterrenti e servire per la prevenzione di incidenti stradali, quindi, installati su determinate e pericolose intersezioni stradali, dovrebbero rendere più diligenti gli utenti della strada.

Non rispettando le regole che il Codice della Strada ci insegna, si incorre in alcune “trappole” collocate sui nostri territori, che immortalano e puniscono gli automobilisti indisciplinati.

Questo comportamento, ha indotto la maggior parte delle Amministrazioni Locali ad utilizzare, giustamente, ma non legittimamente, questi dispositivi di controllo, specialmente sulle intersezioni stradali  semaforizzate, i così detti Photored.

Giusto o sbagliato che sia, gli Amministratori hanno colto al volo la cattiva educazione stradale di molti automobilisti per fare cassa e utilizzando forse senza criterio e diligenza queste macchine.

Su questa linea vorrei far presente alcune sviste fatte dalle Amministrazioni Locali sull’utilizzo di questi strumenti.

Il Giudice di Pace di Saronno (VA), con la sentenza n° 385/06 del 07 luglio 2006,  ha infatti accolto in pieno il ricorso proposto dai sottoscritti per un verbale emesso a seguito di rilevazione con apparecchio Photored, disponendo l’annullamento della decurtazione dei punti e della sanzione pecuniaria. In particolare nei casi in questione si contestava la violazione dell’articolo 41 comma 11 del Codice della Strada in tema di attraversamento delle intersezioni semaforizzate con riferimento all’articolo 146 comma 3 del medesimo codice.

In merito all’utilizzo di queste apparecchiature per la rilevazione delle infrazioni è necessario fare alcune precisazioni riguardo i semafori e le regolazioni dei tempi del giallo.

Il Codice della Strada non indica un tempo di accensione prestabilito, ciò vuol dire che ogni Amministrazione decide autonomamente come programmare la centralina temporizzata per scandire i tempi del verde, del rosso e del giallo. Ma questo non significa che i Comuni abbiano libertà e possano fissare i tempi del giallo a loro piacimento. Esiste da tempo uno studio del Cnr (bollettino ufficiale n. 150 del 15 dicembre 1992, “Norme sull’arredo funzionale delle strade urbane”) che dimostra che la tempistica del giallo in una intersezione stradale di 10 metri non può essere inferiore a 5-6 secondi, perché tale è il tempo necessario ad un pedone (la cui velocità di traslazione è di circa 3,5 Km/h) per attraversare in sicurezza l’incrocio. Come dimostrato nella sentenza sopra citata, per una velocità veicolare di 50 Km/h la tempistica del giallo non può essere inferiore a 5-6 secondi. Purtroppo, la quasi totalità delle amministrazioni comunali, avendo di mira soprattutto il gettito di cassa, stabilisce tempistiche parecchio inferiori, anche soli 3-4 secondi.

Così facendo, innanzitutto si aumenta il pericolo di incidenti con conseguenti rischi di esporsi a richieste di risarcimento di danni in sede civile, in secondo luogo si aumentano i sovraccarichi burocratici e giudiziari che danneggiano il cittadino e la pubblica amministrazione. Inoltre, secondo la predetta sentenza, bisogna anche considerare “il tempo di percezione per valutare se esistono le condizioni per arrestarsi in sicurezza; i 4 secondi di accensione della luce gialla previsti per il semaforo governato automaticamente non sono adeguati per compiere tutte le attività necessarie per l’arresto in condizioni di sicurezza”, poiché l’automobilista, impegnato nella conduzione della vettura, nel momento in cui scatta il rosso può solo disimpegnare l’incrocio, non potendosi arrestare con sufficiente sicurezza, coincidendo quei 4 secondi di durata della luce gialla con “il tempo necessario per percepire, valutare ed eventualmente arrestarsi”. Tale spiegazione viene maggiormente confermata qualora una vettura sia preceduta da veicoli di grande ingombro o qualora l’automobilista venga abbagliato dal sole; in tutti questi casi si alterano ulteriormente i tempi di percezione tra la luce gialla e la luce rossa, facendo si che l’automobilista percepisca solo la presenza della luce gialla e non anche dell’avvenuto passaggio al rosso.

Su questo punto si è pronunciato anche il Giudice di Pace di Taranto con sentenza n. 20 del 3 gennaio 2007, nella quale si evince che  “…l’idoneità di una rilevazione fotografica può non essere certa nell’ipotesi di presenza di più autovetture procedenti in coda, la quale situazione può non consentire al mezzo che abbia legittimamente impegnato l’incrocio di attraversarlo tempestivamente, conformemente al 10° comma dell’art. 41 del C.d.S., il quale prescrive: “Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l’arresto, di cui al comma 11, a meno che vi si trovino così prossimi , al momento dell’accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l’area di intersezione con opportuna prudenza.”

Si esortano quindi le Pubbliche Amministrazioni ad utilizzare queste apparecchiature per la rilevazione delle infrazioni secondo i dettami della legge, per una effettiva prevenzione e repressione di comportamenti non conformi al Codice della Strada e non esclusivamente per aumentare il gettito delle entrate comunali, annullando in via di autotutela i provvedimenti illegittimamente adottati sino ad oggi che tanto verrebbero poi annullati con inutile dispendio di risorse per automobilisti e amministratori.

E’ giusto creare delle regole, altrimenti sarebbe impossibile una convivenza sostenibile, ma è altrettanto giusto che chi ne ha le facoltà tenga conto delle giuste e reali "scelte per prevenire possibili incidenti".

 

Dott. Arch. Michele Bruno Albamonte

Dott.ssa Elisabetta Ciccolella