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Di quali reati hanno paura gli italiani?
Eurispes rapporto Italia 2008

Gli Italiani non dormomo sonni tranquilli. A rivelarlo è l'Eurispes con una ricerca ad ampio spettro sulla situazione italiana (economia, lavoro, scuola e formazione, legalità, politica e istituzioni, ambiente e territorio, comunicazione e informazione).
Ma quali sono i reati che fanno più paura? Il furto in abitazione è al primo posto della classifica della fear of crime (paura della criminalità), che affligge rispetto a questo reato il 38% degli Italiani.
Da un punto di vista territoriale i furti in abitazione sono temuti maggiormente al Nord-Ovest e al Centro, mentre al Centro-Sud si ha più paura di subire il furto dell’automobile/motorino (In Italia, ogni ora, vengono rubate ben 20 automobili).
Essere scippati, invece spaventa di più gli abitanti del Nord-Est.
Inasprimento delle pene, chiedono, quindi gli italiani, per la maggiorparte dei quali la causa della diffusione della criminalità nel nostro Paese dipende da pene poco severe e scarcerazioni facili.

Alcuni dati*
Quali reati, quale minaccia.
Dalla rilevazione sulla sicurezza, effettuata dall’Eurispes, emerge che il timore più diffuso è quello di subire un furto nella propria abitazione: è così per il 38,3% degli italiani. Forte è anche il timore di essere scippati o borseggiati (13,2%) o che venga rubato il proprio motorino o la propria auto (11,4%). Ci si sente meno minacciati da possibili aggressioni fisiche (9%), truffe (9%), rapine (7,4%) o violenze sessuali (6,1%). Al Nord-Ovest e al Centro è maggiore il timore di subire un furto nella propria abitazione: rispettivamente il 41,2% e il 39,6%, contro il 37,3% del Sud, il 37,2% del Nord-Est e il 33,6% delle Isole. Al Centro e al Sud invece si ha più paura di subire il furto dell’automobile/motorino che di essere scippati o borseggiati (rispettivamente il 13,6% contro il 12,4% per il Centro e il 18% contro l’11,1% per il Sud), in queste due aree si registrano, dunque, i valori più alti per questa opzione di risposta. Di contro, essere borseggiati spaventa al Nord-Est (15,6%) e in misura inferiore al Sud (11,1%). Queste due aree condividono i valori più alti rispetto al timore di essere rapinati (10,2% per il Sud e 8,3% per il Nord-Est, rispetto al 6,5% del Centro, al 6% delle Isole, il 5,4% del Nord-Ovest). Nel Nord-Ovest il timore di un’aggressione fisica supera quello di subire il furto del proprio mezzo di trasporto privato (9,2% contro 7,5%), così come per il Nord-Est, in cui la prima risposta è stata fornita dall’11% dei cittadini, la seconda dall’8,3% e per il Sud in cui le percentuali sono 11,2% per l’aggressione fisica e 10,3% per il furto automobile/motorino. Nelle Isole, è molto forte la paura di subire una truffa (15,5%), seconda solo al timore dei ladri in casa. Valori alti sono presenti anche al Centro (11,2%) e al Sud (11,1%). Al Sud e al Centro è meno avvertita la paura di aggressioni fisiche (il 6,6% e l’8,3%, contro una media del 10,5% del resto d’Italia) e per quella di violenze sessuali (per il Sud 2% e per il Centro 4,7%, contro una media nazionale dell’8,1%).

La necessità della certezza della pena
La causa della diffusione della criminalità nel nostro Paese sono le pene poco severe e le scarcerazioni facili: risponde scegliendo questa opzione il 22,9% degli italiani. Il 15,4% pensa che esista una componente di disagio sociale. Diffusa anche l’idea che sia insufficiente la presenza dello Stato (13,2%) e manchi una cultura della legalità (11,4) insieme all’incremento del numero degli immigrati nel nostro Paese (10,6%). Il potere delle organizzazioni criminali (8,2%), la difficile situazione economica (8,3%) e le scarse risorse a disposizione delle Forze dell’ordine (6,6%) vengono individuate come cause con minore frequenza.

Come contrastare la criminalità sicurezza.
Il 35,5% dei cittadini per contrastare la criminalità inasprirebbe le pene. Molti, il 20,7%, rafforzerebbero il dispiegamento delle Forze dell’ordine oppure limiterebbero l’accesso agli immigrati (19,2%). Non manca chi pensa sia bene educare alla legalità le categorie più a rischio (14%).

Furti auto: 20 automobili in un’ora
In Italia, ogni ora, vengono rubate ben 20 automobili. Nel confronto 2005-2006 il numero di auto rubate è sceso, complessivamente, di circa il 9%. Un dato positivo, anche alla luce dell’incremento del 3,3% che si era registrato nel 2005 rispetto all’anno precedente. Nel 2006, il numero di furti più elevato è stato rilevato in Campania (31.239), nel Lazio (30.935), in Lombardia (28.606), in Puglia (18.337) e in Sicilia (16.465). Quanto alla tipologia di auto più ricercate dai ladri spiccano la Fiat (30%) e la Volkswagen (15%).

Le capolista della criminalità.
Tra il 2005 e il 2006 si è avuto un incremento dei reati pari al 7,5% (ossia 190mila casi in più). L’aumento interessa soprattutto le azioni criminali commesse in strada, come i borseggi e gli scippi (+24% nel 2006). Nella classifica delle città in cui è particolarmente forte l’incidenza di questa tipologia di reato spicca Genova, dove si rilevano 1.175 casi ogni 100mila abitanti. A tenere compagnia al capoluogo ligure ci sono altre grandi città, quali Bologna, Torino, Milano, Roma e Firenze. Per quantità primeggiano Roma e Milano
che sfiorano i 30mila casi, mentre Bologna, nonostante mantenga elevata la frequenza (911 episodi per 100mila abitanti), segna un andamento positivo con un calo del 5,1% rispetto al 2005. Un’altra tipologia di crimine predatorio che ha visto crescere la percentuale delle denunce è quella che riguarda i furti nelle abitazioni (+17%), complice, come da più parti si indica, l’indulto che ha restituito la libertà a molti ladri di professione che non hanno perso tempo a riprendere l’attività di un tempo.
Tale situazione è più evidente nei centri urbani maggiori. Infatti, come si deduce dai dati, sono le province di maggiore estensione a mostrare i valori più alti. Bologna segnala la più alta frequenza di furti in casa, mentre Milano è al primo posto per l’incremento registrato tra il 2005 e il 2006 (+39,7%), subito seguita da Torino (+30,5%) e Roma (+20%). Anche nei centri più piccoli il trend è in salita ma il fenomeno resta comunque contenuto. Per quanto riguarda le rapine ai danni di esercizi commerciali e sportelli bancari o postali è Napoli la città che accusa i maggior numero di colpi messi a segno dai banditi con 455 casi ogni 100mila abitanti. Il dato è ancora più preoccupante se si procede ad un confronto con gli altri centri urbani che in classifica seguono il capoluogo partenopeo. Si evidenzia, infatti, che tra la prima e la seconda città in graduatoria vi sono circa 200 casi in meno ogni 100mila abitanti. Risulta, invece, positivo l’andamento dimostrato da Bologna dove il fenomeno ha avuto un calo di dieci punti percentuali, segno forse che gli interventi nell’ambito della sicurezza della città voluti
dalla sua Amministrazione hanno prodotto risultati apprezzabili. Nell’analisi dell’incidenza dei reati più diffusi nel nostro Paese non si può evitare di fare riferimento anche ai tanti casi di omicidio. Nella graduatoria per frequenza rispetto alla popolazione, sono presenti ben quattro delle cinque città calabresi, ma la maglia nera per numero di delitti commessi va a Napoli (con 97 omicidi), seguita da Milano (con 41 casi) e Roma (con 38). La città in cui le azioni criminali sono complessivamente molto diffuse è Napoli (42,1%). La percezione della sicurezza espressa dai cittadini risente ovviamente di questo fattore, infatti i napoletani manifestano un livello di sicurezza al di sotto della sufficienza (5,5 punti). La sensazione di sentirsi al sicuro nella propria città aumenta invece per altri centri, come Bari (6,4), Firenze (7,2) e Catania (6), dove tuttavia il tasso di criminalità si attesta su valori piuttosto alti.

*Fonte: elaborazioni dati Eurispes

Da Il Sole 24 ore 31/1/2008