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Cinesi e romene le fabbriche dei documenti clonati. Il costo? Fino a duemila euro
Patenti e assicurazioni false.Cinquemila auto fuorilegge

Allarme dei vigili: scappano in caso d'incidente

Corriere della Sera 27/3/2008 (Andrea Galli)

Milano -I cinesi si fanno coreani, i moldavi romeni, i serbi sloveni e gli zingari non hanno una bandiera preferita, spaziano da un continente all'altro, a seconda di come gli gira e in barba ad antipatie tra popoli, alle religioni e al passato. Tutta roba straniera la città dei falsi viventi — carte d'identità, patenti, passaporti con nomi, cognomi e nazionalità truccati —, e quasi tutto italiano l'affare delle assicurazioni- auto tarocche.

Costano meno, sui 200 euro, rispetto all'originale, e in tempi di carovita è meglio di niente. La polizia locale stima un giro annuo di 5mila documenti: a febbraio, ne ha sequestrati 35 e lo scorso anno sui 500. Al di là della contraffazione in se stessa, cos'è che preoccupa? L'aumento, consequenziale alla crescita delle assicurazioni fasulle, delle omissioni di soccorso in investimenti e incidenti.

Antonello Di Mauro è a capo dell'ufficio falsi al reparto radiomobile dei vigili. Un mago, Di Mauro. Per dritte e accertamenti lo cercano da mezz'Italia i colleghi non solo di divisa: ma poliziotti, carabinieri, finanzieri. Certo, poi, non ci fossero i ghisa che, per strada, fermano veicoli e con occhio clinico individuano tizi e vetture sospetti fornendo del materiale a De Mauro, be', il suo lavoro non potrebbe cominciare, come il diretto interessato sottolinea. In ogni modo, la vigilanza non basta, il fenomeno cresce. Lo spauracchio del momento sono proprio le assicurazioni. I moduli «non sono difficili da riprodurre». Indizi, ancora non provati, portano alle ditte che si occupano di smaltire i documenti in bianco che ogni anno le compagnia assicurative mandano al macero. «Curando» il viaggio dei furgoni e il luogo finale dell'abbandono dei documenti, è gioco facile procurarsi chili e chili di moduli da riconvertire a propri fini. E se è vero, com'è vero, che le tecnologie degli inquirenti — sofisticate apparecchiature di lettura al computer — sono migliorate, è vero anche che in Italia, gli strumenti di difesa sono scarsi: le nostre patenti, per dire, hanno un solo «lucchetto» — un elemento che rende subito riconoscibile un falso da un vero — mentre quelle tedesche tredici. Anche se, alla fine, il problema sono gli immigrati. La «scuola» marocchina, da vent'anni, riproduce e riproduce. I sudamericani sono in espansione. Quanto ai rom, non c'è storia: fonti investigative dicono che ogni campo ha la sue bella centrale. Lì si prendono le ordinazioni e i pagamenti, e da lì si invia la richiesta allo stampatore, di solito distaccato in Romania. Un mistero il modus operandi dei cinesi, a causa della storica impermeabilità della comunità: è però probabile che la «fabbrica » sia a Milano, magari in via Sarpi e dintorni.

Tornando sul generale, non esiste un listino prezzi ufficiale: i costi variano. Diciamo che un permesso internazionale di guida marocchino s'aggira sui 60 euro e un pacchetto patente- passaporto-carta d'identità sui duemila. E sappiano, gli aspiranti signor X, che è regola comune dei contraffattori consegnare documenti non perfetti, che possano essere scoperti e quindi, previa denuncia o periodo in galera, possano riportare gli stranieri a chiedere la pratica e, soprattutto, a sganciar denaro.