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            ItaliaOggi  - Lavoro e Previdenza
Numero 088, pag. 41 del 12/4/2008
Autore: di Francesco Cerisano 

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  Dopo il no della Corte conti, Aran e sindacati trovano l'intesa 
 

Commenti sulla firma del contratto nazionale

 

Firmato il nuovo contratto degli enti locali. Dopo la mancata certificazione da parte della Corte dei conti (anticipata da ItaliaOggi l'8 aprile 2008), ieri l'Aran e i sindacati hanno trovato l'accordo per il rinnovo del ccnl relativo al quadriennio normativo 2006-2009 e al biennio economico 2006-2007.

Per i circa 550 mila lavoratori (non dirigenti) del comparto regioni-autonomie locali sono in arrivo 101 euro lordi in busta paga. Ora la palla passa alle amministrazioni che avranno un mese di tempo per adeguare gli stipendi e pagare gli arretrati. Oltre agli incrementi tabellari, il contratto prevede uno 0,6% di risorse aggiuntive decentrate che gli enti virtuosi (ossia con un rapporto tra le spese per il personale e le entrate correnti inferiore al 39%) dovranno obbligatoriamente inserire nella parte stabile dell'apposito fondo. Nella parte variabile del fondo potranno essere inserite ulteriori risorse, fino allo 0,9%, ma solo dagli enti in condizioni di maggiori virtuosità (fino allo 0,3% con un rapporto spesa personale/entrate correnti compreso fra 25 e 32%; fino allo 0,9% con un rapporto spesa personale/entrate correnti inferiore al 25%).

E proprio sulle modalità di incremento delle risorse decentrate aggiuntive (oltre alla mancata indicazione dell'obbligo per gli enti di centrare gli obiettivi del patto di stabilità interno) avevano puntato l'indice i magistrati contabili negando il visto di conformità. Il testo, firmato ieri, ha recepito le indicazioni della Corte dei conti, mantenendo inalterato il resto dell'impianto normativo ed economico. Per quanto riguarda la parte normativa il ccnl opera un restyling del codice disciplinare e del rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale. Si prevede il licenziamento senza preavviso nel caso in cui il dipendente venga arrestato (con successiva convalida da parte del gip) perché colto in flagranza a commettere reati di peculato o corruzione.

Per l'Anci si tratta di un contratto «leggero» in quanto, si legge in una nota dell'Associazione dei comuni, «le iniziali indicazioni del comitato di settore riferite ad una complessiva riforma di tutto il sistema retributivo, sono state oggetto di una norma di rinvio che impegna le parti a trattare tale riforma nel prossimo biennio economico».

Soddisfatto il presidente del comitato di settore, Lucio D'Ubaldo e i sindacati. Per D'Ubaldo l'accordo «ha trovato un punto di equilibrio tra le richieste della Corte dei conti e gli impegni assunti con il sindacato attraverso l'ipotesi di accordo». «È un risultato che giunge a conclusione di un percorso difficile», commenta Velio Alìa, segretario nazionale Cisl Fps, «ancor più complicato dall'atteggiamento della Corte conti che invece di limitarsi a valutare le compatibilità economiche ha espresso giudizi di merito, superati dal comitato di settore che si è avvalso della prerogativa di stipulare comunque l'accordo». «Quello che è stato fatto dalla Corte dei conti è paradossale» lamenta Sauro Brecciaroli, segretario nazionale della Uil Fpl.«Gli enti, che pagano con il proprio bilancio e nel rispetto del patto di stabilità, debbono comunque sottostare alle censure della Corte dei conti per non aver specificato come si useranno tali risorse. C'è da dare atto al comitato di settore e all'Aran di aver mantenuto sostanzialmente fede alla ipotesi di accordo sottoscritta a febbraio». Soddisfazione per la parte economica del contratto è stata espressa dal Csa (Coordinamento sindacale autonomo regioni e autonomie locali) che però ha criticato la norma sul licenziamento. «È illegittima», sostiene il coordinatore generale Csa, Francesco Garofalo. «L'esperienza giudiziaria insegna che non sempre a una convalida dell'arresto consegue una condanna dell'arrestato».