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Lombardia IV sez. n.715 - 2 aprile 2008
Troppo rumore? Il circolo chiude

 

ItaliaOggi  - Giustizia e Società
Numero 096, pag. 37 del 22/4/2008
Autore: di Marilisa Bombi

Il comune può disporre la chiusura anticipata di un locale rumoroso, anche se a lamentarsi è soltanto un cittadino e, tra l'altro, è del tutto irrilevante che l'attività rumorosa sia messa in atto da un'associazione senza fine di lucro. Su questi presupposti, il Tribunale amministrativo della Lombardia, IV sezione, con la sentenza n. 715 del 2 aprile 2008, ha respinto il ricorso di un'associazione e dato ragione al sindaco di Pavia che aveva emesso un'ordinanza al fine di far cessare l'attività di somministrazione alle 10 di sera anziché alle due di notte, come tutti gli altri locali pubblici, perché veniva disturbato il riposo dei residenti. Motivo del contendere è stata la corretta applicazione dell'articolo 9 della legge 447 del 1995, legge quadro sull'inquinamento acustico, che il comune di Pavia ha utilizzato quale parametro normativo per far cessare l'attività di somministrazione. La norma in discussione prevede che qualora sia richiesto da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell'ambiente, il sindaco, il presidente della provincia, il presidente della giunta regionale, e altri soggetti della pubblica amministrazione, nell'ambito delle rispettive competenze, possono ordinare il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attività. Ed è questo che ha fatto il sindaco di Pavia in attesa che i responsabili del circolo adeguassero il locale mediante la realizzazione delle opere di insonorizzazione, tali da far rispettare i limiti previsti dalla legge. «Il potere di ordinanza comunale in materia», ha precisato il Tribunale, «costituisce espressione della potestà regolatoria volta a conformare l'attività privata al rispetto dei limiti di emissione acustica nell'ambito del territorio comunale; tale potere conformativo può manifestarsi, come del resto è avvenuto nella fattispecie esaminata dal sindaco di Pavia, anche attraverso l'obbligo per il responsabile delle immissioni rumorose di ridurre o rimodulare l'orario della propria attività fonte delle suddette immissioni». Del resto, ha sottolineato il giudice amministrativo, l'articolo 9 della legge 447 del 1995 rappresenta, per così dire, l'ordinario rimedio in materia di inquinamento acustico, non prevedendo la legge altri strumenti a disposizione delle amministrazioni comunali.