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Vigili, il dl 92/2008 sulla sicurezza non basta
Ancora incertezza sui ruoli. I sindacati: serve riforma organica

da Italia Oggi 30/5/2008

Polizia municipale e sindaci sempre più impegnati nel contrasto dell'insicurezza urbana con limitati poteri ancora tutti da verificare. E mentre la polizia locale dovrà cooperare stabilmente con questura e carabinieri spetterà al sindaco adottare ordinanze urgenti a tutela della sicurezza e i vigili potranno iniziare ad inserire qualche informazione nella banca dati del ministero dell'interno. Lo specificano gli articoli 6, 7 e 8 del dl 92/2008, il pacchetto sicurezza entrato in vigore martedì scorso.

È partita con cautela la riforma Maroni dal punto di vista delle autonomie locali. Ancora una volta i comuni vengono attratti all'interno di un importante processo riformatore senza troppa convinzione, quasi con diffidenza e preoccupazione. Lo dimostrano innanzitutto le modifiche introdotte dall'art. 6 all'art 54 del tuel, il dlgs 267/2000.

Il sindaco viene chiamato ad assicurare la cooperazione della polizia locale con questura e carabinieri nell'ambito delle direttive di coordinamento impartite dal ministero dell'interno. Spetterà al primo cittadino, prosegue la novella, adottare ordinanze contingibili ed urgenti anche a tutela della sicurezza urbana.

Un ambito nuovo, incerto e poco definito anche dalla dottrina che potrebbe rilevarsi presto un'arma a doppio taglio. Per questo tutte le ordinanze urgenti dovranno essere comunicate al prefetto che, tra l'altro, ha anche il compito di coordinare apposite conferenze di servizio in caso di coinvolgimento diretto o indiretto di più comunità nel provvedimento sindacale. Resta sempre affidato al rappresentante governativo il potere di effettuare ispezioni per accertare il regolare svolgimento dei nuovi compiti. In ogni caso spetterà al ministero dell'interno coordinare l'attività dei primi cittadini anche con l'adozione di appositi atti di indirizzo.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche la riforma introdotta dall'articolo 7 del pacchetto sicurezza circa la fattiva collaborazione della polizia municipale nell'ambito dei piani coordinati di controllo del territorio.

Ai sensi dell'art. 17 della legge 128/2001, letteralmente la polizia locale potrebbe già essere impegnata da tempo in questa attività. Ora il dl 92/2008 specifica meglio i contenuti della collaborazione.

In pratica i piani coordinati di controllo del territorio definiscono i rapporti di specifica collaborazione tra vigili e polizie dello stato. Con decreto interministeriale, da adottarsi entro 6 mesi, verranno specificamente individuate le procedure da osservare «per assicurare, nel caso di interventi in flagranza di reato, l'immediata denuncia agli organi di polizia dello stato per il proseguo dell'attività investigativa».

Letteralmente questa definizione non sembra apprezzabile perché introduce una forzatura nell'ordinaria dinamica dell'attività di indagine.

L'espressione letterale utilizzata nel pacchetto sicurezza ha già sollevato critiche anche all'interno della stessa maggioranza di governo. «È necessario rafforzare il ruolo della polizia locale e non ridurlo», ha dichiarato a ItaliaOggi il senatore Maurizio Saia del Popolo della Libertà.

«In tal senso avanzeremo delle proposte di modifica dell'art. 7 del decreto legge sulla sicurezza perché anche in caso di flagranza di reato si debba seguire l'attuale procedura. Infatti prevedere, come fa il decreto, di dover informare immediatamente gli organi di polizia di stato per il prosieguo dell'attività investigativa, rischia soltanto di appesantire il carico di polizia e carabinieri, e soprattutto di indebolire l'impegno complessivo per la sicurezza rinunciando a utilizzare la polizia locale».

Nuovi poteri, infine, per l'accesso della polizia locale alle informazioni riservate. Lo ha stabilito l'art. 8 del pacchetto Maroni. Peraltro nella redazione della riforma ci si è limitati a consentire l'accesso dei vigili all'elenco dei documenti e dei veicoli rubati, già fruibile a tutti gli utenti, indistintamente sul sito della polizia di stato, salvo chiedere alla polizia municipale di occuparsi, in autonomia, dell'aggiornamento dello schedario almeno per quanto riguarda queste pratiche.

(.......omissis.........)

«Speriamo che si faccia chiarezza subito su ruoli e competenze dei vigili», prosegue Ernesto Cassinelli, segretario del sindacato Siapol. Relativamente ai rapporti di collaborazione, «spesso ci si dimentica che il personale della polizia municipale da anni collabora concretamente con le altre forze di polizia rivendicando, inutilmente, analogo trattamento normativo, previdenziale e contrattuale”.

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