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Sicilia sez. Palermo sentenza n.2938/2008
Polizia Municipale:il Corpo non può essere smantellato e posto alle dipendenze di un dirigente

Italia Oggi 30/5/2008 Antonio G. Paladino

Con l'istituzione di un corpo di polizia municipale si dà vita a un'entità e a una struttura organizzativa che è autonoma dalle altre strutture comunali. La stessa non può pertanto essere considerata una struttura intermedia né può essere posta alle dipendenze di un dirigente amministrativo. Da queste considerazioni, ne consegue che è nulla la deliberazione di giunta municipale con cui si sopprime il settore polizia municipale e si provvede a distribuirne i servizi tra gli altri settori dell'amministrazione comunale.

Lo ha chiarito il Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, sezione di Palermo, nel testo dell'interessante sentenza n. 2938/2008 (su www.giustizia-amministrativa.it), con la quale ha dichiarato nulla una delibera di giunta tesa a far smobilitare il corpo di polizia municipale, prevedendo la distribuzione dei suoi servizi ad altri settori, riaffermando il ruolo autonomo e speciale del corpo di polizia municipale.

Il ricorso contro la decisione della giunta del comune di Trappeto di sopprimere il Corpo, infatti, era stato sollevato dall'ex comandante della polizia municipale cui, come conseguenza della soppressione del Corpo, era stata revocata la titolarità della relativa posizione organizzativa.

Il collegio, pertanto, sulla scorta della normativa di riferimento, ha concluso per la nullità della delibera. È infatti necessario ricordare che, in Sicilia, per effetto delle disposizioni recate dalla legge regionale n. 17 del 1990, il servizio di polizia municipale dipende funzionalmente dal sindaco o dall'assessore delegato, che impartisce al comandante le opportune direttive. Secondo la normativa citata, il servizio di polizia municipale, quando conti almeno su sette addetti, può essere organizzato in corpo di polizia municipale. Il referente di tale Corpo è appunto il comandante (che viene collocato al livello apicale dell'ente di appartenenza). Egli è alle dirette dipendenze “funzionali ed amministrative” del sindaco (o dell'assessore da questi delegato), verso il quale è responsabile della disciplina e dell'impiego tecnico-operativo degli appartenenti al Corpo.

Emerge pertanto, ad avviso del collegio, un dato che è incontrovertibile. Con l'istituzione del corpo di polizia municipale, l'amministrazione comunale dà vita ad un'entità organizzativa unitaria ed autonoma dalle altre strutture organizzative già esistenti al proprio interno. Un corpo, si legge nella sentenza in esame, che è «somiglianza dei corpi militari”, con al vertice il comandante che ha la responsabilità del corpo e ne risponde direttamente al Sindaco. Sull'autonomia del Corpo, non devono ovviamente esserci dubbi. Basti pensare alla specifica caratterizzazione delle funzioni del personale, che esplica funzioni di polizia giudiziaria, polizia stradale e di pubblica sicurezza ed al suo stato giuridico ed economico differenziato. Pertanto, la polizia municipale, una volta che è stata eretta in Corpo, non può essere considerata una struttura intermedia in una struttura burocratica più ampia, quale ad esempio un settore amministrativo, né può essere posta alle dipendenze del dirigente amministrativo della nominata struttura. Per il collegio, non si può “spezzettare” gli aspetti gestionali e quelli di vigilanza e polizia, che sono propri della polizia municipale, una volta che è stata organizzata in “Corpo”: la sua “destrutturazione”, con la conseguente assegnazione dei servizi ad altri settori, non consentirebbe infatti quel rapporto diretto tra il comandante del Corpo con il Sindaco, così come vuole invece la legge.

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