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No all'etilometro? Auto confiscata
Passa al Senato emendamento più restrittivo del Pacchetto Sicurezza

Norme più severe per gli ubriachi al volante nel nuovo testo approvato al Senato nella conversione in legge del pacchetto sicurezza. Se il decreto in vigore dal 27 maggio aveva introdotto la misura della confisca dell'auto in caso di test positivo all'etilometro superiore all'1,5 grammi per litro, l'ulteriore passo per arginare la guida pericolosa arriva da un emendamento passato con consenso bipartisan (dovrà ora passare alla Camera): confisca dell'auto anche nel caso in cui il guidatore si rifiuti di sottoporsi al test. Poche righe per correggere quello che l'Asaps (Associazione amici della polizia stradale) aveva definito un «escamotage salva- auto»: «Nel decreto di maggio — spiega il presidente Giordano Biserni — il testo dava adito a una furberia: se una persona era cosciente di aver bevuto troppo, gli conveniva rifiutare il test, così, pur andando incontro ad ammenda e arresto come nell'ipotesi di positività all'etilometro, riusciva comunque a tenersi la vettura. Se anche la Camera approverà la modifica, non ci saranno più scappatoie».
Maglie sempre più strette quindi, per fermare le stragi sulle strade, ma non tutti sono d'accordo. Viene dall'Alto Adige la protesta contro le norme anti-alcol, particolarmente avversa alla confisca: «È un provvedimento troppo severo — sottolinea Luis Durnwalder, presidente della Provincia di Bolzano —, noi ci preoccupiamo delle famiglie, non dei guidatori ubriachi. Il sequestro immediato delle vetture può diventare un problema sociale. Qui ci sono famiglie che hanno una sola auto, che viene usata per andare a lavorare. Finora ne sono state portate via sei-sette, vale a dire altrettante famiglie rimaste a piedi. Ho dato mandato ai nostri parlamentari di intervenire nella conversione in legge del decreto». Primo round perso a Palazzo Madama dove la senatrice Helga Thaler, della Svp (partito popolare Sud Tirolo), aveva proposto la confisca come ultima spiaggia, da applicare quando il guidatore è recidivo (alla terza volta): «Ci sembrava la strada più ragionevole — spiega —, ma nessuno ha voluto saperne. Siamo convinti, invece, che la lotta all'alcol vada affrontata con una corretta educazione, nelle scuole, in famiglia, non certo con metodi duri che nessun altro Paese Ue ha adottato». La battaglia della Svp continuerà alla Camera.
Intanto sono già centinaia le auto confiscate dall'entrata in vigore del decreto: 284 fino al 15 giugno, delle quali 162 vetture solo neiweekend del 1˚ e dell'8 giugno, dalla mezzanotte alle 6 del mattino. Numeri destinati a salire. Una previsione che allarma ancora di più Luis Durnwalder: «Voglio vedere che cosa succederà quando i sequestri saranno migliaia, sono sicuro che il governo dovrà ricredersi». Qualche dubbio anche a Genova, dove il procuratore aggiunto Franco Cozzi ne ha già applicati una ventina: «La confisca è una misura pesante, ma se considerata la gravità del fenomeno, non è così grave — spiega il magistrato, impegnato con un gruppo di volontari sulla prevenzione degli incidenti stradali —. Il punto è un altro: sarebbe più efficace se il guidatore colpito potesse chiedere, al posto della confisca, di eseguire lavori di pubblica utilità. Un modo per non perdere l'auto, ma per imparare la lezione».
Grazia Maria Mottola
 Corriere della Sera 23/6/2008

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La guida in stato d'ebbrezza è punibile a prescindere dal mezzo che si guida

Ora c'è persino la confisca dell'auto per chi guida in stato d'ebbrezza e qualcuno ha preso le sue contromisure: invece di smettere di bere, va a farlo in bici. Ma la guida in stato d'ebbrezza, come la maggior parte delle infrazioni stradali, è punibile a prescindere dal mezzo che si guida. Lo ha scoperto a sue spese un ventiquattrenne riminese domenica mattina alle 6. Si è addormentato mentre pedalava e nella caduta è finito - somma sfortuna - contro una Volante della Polizia ferma a bordo strada per un controllo su altre persone. Gli agenti hanno capito che non era un colpo di sonno normale e hanno chiamato i colleghi della Stradale con l'etilometro, che ha confermato: tasso alcolemico oltre 1,5 grammi/litro (cioè oltre il triplo del massimo consentito), soglia dalla quale scatta la confisca.
In teoria, quindi, il ragazzo avrebbe dovuto rimetterci la bici, ma su questo i poliziotti hanno soprasseduto perché le nuove norme vietano di confiscare un veicolo appartenente a persona estranea al reato e nel caso di una bici non è facile dimostrare chi sia il proprietario. Il ragazzo si è anche salvato da una sospensione della patente per almeno un anno, in virtù del principio (affermato da molte circolari ministeriali) secondo cui le sanzioni che riguardano la licenza di guida non si applicano se l'infrazione è avvenuta con un veicolo che non la richiede. Ma gli resteranno sul groppone le altre sanzioni, che sono comunque pesanti: ammenda da 1.500 a 6.000 euro e arresto da tre mesi a un anno (che di fatto non scatta per gli incensurati).
L'episodio dimostra che ogni stretta provoca conseguenze non previste dal legislatore. Talvolta sono solo conseguenze curiose, come in questo caso. Ma in altri sono più serie, almeno potenzialmente. Come accaduto appena 24 ore prima dell'episodio della bici, sempre a Rimini: un conducente fermato per un normale controllo ha tirato dritto, innescando un inseguimento per mezza città che solo per fortuna non ha causato vittime (c'erano anche molti pedoni) e alla fine si è prolungato anche a piedi. Alla fine ne è uscito malconcio solo un poliziotto, colpito dal conducente mentre cercava di bloccarlo. Si è scoperto che all'origine di tutto c'era il fatto che il conducente era un transessuale brasiliano su cui pendeva un decreto di espulsione e quindi temeva di incappare negli inasprimenti previsti dal recente pacchetto sicurezza contro i clandestini. Maurizio Caprino Il Sole 24 ore  26/8/2008

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