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Decreto Legge 25/6/2008 n.112 convertito in L. 6/8/2008 n.133-Contrasti sui costi dei controlli
Tutti gli atti, le circolari n.7 e n.8/2008 e i protocolli

Legge 6 agosto 2008 n. 133 di conversione del D.L. 112/2008 (in vigore dal 22/8/2008)

 

23/7/2008- Ministero della Funzione Pubblica e Corte dei Conti lavoreranno insieme per il controllo e la progressiva riduzione sia delle consulenze esterne presso la P. A., sia delle violazioni delle norme disciplinari da parte dei dipendenti pubblici. Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ed il Presidente della Corte dei Conti Tullio Lazzaro hanno infatti firmato oggi un protocollo d’intesa per realizzare strategie comuni in questi due settori. Per le violazioni delle norme disciplinari si presterà particolare attenzione alla gestione delle assenze dai luoghi di lavoro e al comportamento delle amministrazioni in tema di provvedimenti disciplinari riguardanti i dipendenti oggetto di procedimenti penali.

L’accordo, che si inserisce in una linea di collaborazione tra le due istituzioni che dura già da alcuni anni, prevede un costante scambio di informazioni, realizzato anche tramite la condivisione delle rispettive banche dati informatiche e una comune attività di monitoraggio e coordinamento delle pubbliche amministrazioni. Inoltre, in caso di indagini di  controllo sulla gestione da parte della Corte dei Conti, in merito a violazioni disciplinari nell’ambito della pubblica amministrazione, sarà sempre ascoltato un rappresentante del Dipartimento della Funzione pubblica.

Sempre in base al protocollo, le sinergie che saranno avviate dalle due istituzioni hanno anche lo scopo di favorire una più stretta vigilanza sul corretto operato dei dirigenti pubblici, anche in previsione delle future normative attualmente in corso di esame presso il Parlamento.

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Il Ministro Renato Brunetta ha firmato oggi, 17/7/2008, una circolare indirizzata a tutte le pubbliche amministrazioni per fornire indicazioni circa l’applicazione della nuova disciplina in materia di assenze dei pubblici dipendenti contenuta nell’art. 71 del decreto legge n. 112 del 2008. 

La circolare, che è stata inviata alla Corte dei conti per la registrazione, chiarisce il nuovo regime delle assenze per malattia introdotto dal provvedimento, sia dal punto di vista della retribuzione spettante in caso di assenza sia per le modalità di certificazione. In particolare, la decurtazione della retribuzione si applica ad ogni evento di malattia, a prescindere dalla durata, e riguarda i primi dieci giorni di assenza. Per quanto concerne le modalità di certificazione della malattia, si specifica che il terzo evento di malattia nell’anno solare e le assenze superiori a dieci giorni debbono essere giustificati con la presentazione all’amministrazione di un certificato medico rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche o dai medici convenzionati, in quanto parte del S.S.N.

Le amministrazioni dovranno inoltrare obbligatoriamente la richiesta di visita fiscale anche nel caso di assenza per un solo giorno.          
La circolare fornisce indicazioni alle amministrazioni circa l’incidenza delle assenze dal servizio ai fini della distribuzione dei fondi per la contrattazione collettiva, ribadendo i principi in materia di premialità e chiarendo che comunque nessun automatismo è consentito nella distribuzione delle somme. Viene posto in particolare l’accento sulla necessità di valutare l’apporto individuale ai fini di attribuire premi di produttività, di risultato e incentivi.

I contratti collettivi dovranno quantificare i permessi retribuiti spettanti stabilendo sempre un monte ore massimo. Nel caso di fruizione del permesso per l’intera giornata, al fine impedire distorsioni nell’applicazione delle clausole e delle disposizioni che prevedono permessi retribuiti, evitando che i permessi siano chiesti e fruiti sempre nelle giornate in cui il dipendente dovrebbe recuperare l’orario, l'incidenza dell'assenza sul monte ore a disposizione del dipendente deve essere  computata con riferimento all'orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza. Le amministrazioni saranno tenute ad applicare immediatamente la nuova disciplina se i contratti collettivi già stabiliscono l’alternatività tra la fruizione a giornate e quella ad ore dei permessi, fissando già il monte ore.

La circolare è stata concordata con l’ANCI al fine di chiarire i molti dubbi avanzati dai Comuni.  

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Il Decreto legge 25/06/2008 n.112 ha introdotto alcune novità che riguardano anche alcune materie relative al nostro contratto.

In attesa di approfondire ulteriormente la materia pubblichiamo alcune note sintetiche

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Braccio di ferro tra enti e Asl sui costi delle visite fiscali

C

on l'allargamento delle fasce di reperibilità e l'obbligo di visita fiscale anche solo per un giorno di malattia (comma 3, articolo 71 del Dl 112/2008), si è scatenata la caccia al dipendente assenteista. Dietro il giro di vite sulle certificazioni fasulle si cela, però, l'incognita legata alla crescita dei costi legati ai controlli. Se la Funzione pubblica risponde che a livello di sistema il saldo sarà positivo grazie all'aumento della produttività e ai tagli degli stipendi degli assenti, rimane aperta la questione su chi dovrà accollarsi le spese per i nuovi accertamenti. L'Inps, nel fissare a 6 il numero di visite massime giornaliere per ogni medico (circolare n. 86/2008), ha già lanciato l'allarme sull'inadeguatezza del personale, indicando la strada dell'integrazione delle liste. La questione ora rischia di riesplodere. All'origine c'è la collocazione delle risorse all'interno del Fondo sanitario nazionale a copertura dei Lea. Una definizione contestata da diverse Asl per il fatto che le visite hanno una funzione ispettiva e non curativa. Da qui la sollecitazione alle amministrazioni richiedenti di rimborsarle. Ciò ha determinato una situazione sul territorio non uniforme. L'Economia, per esempio, nella nota prot. 69143 del 2001, ripresa dall'Aran, ha ribadito che le visite rientrano fra le competenze istituzionali delle Asl e non vanno rimborsate dalle Pa (legge 833/1978). Le Regioni però si sono mosse autonomamente e in linea di massima richiedono alle Asl di farsi ristorare integralmente, mentre i ministeri sono da sempre restii. Per cui alcuni enti locali hanno fatto un passo indietro e non hanno disposto i controlli dovuti motivando con la scappatoia, prevista dalla norma, del rispetto delle «esigenze funzionali e organizzative», in modo da non accollarsi nuovi oneri. Su questo quadro si innesta la sentenza della Cassazione, Sezione civile, n. 13992/2008, che ha condannato un Istituto tecnico a risarcire l'Asl per le visite effettuate. I giudici hanno riconosciuto che l'attività di controllo medico-legale rientra fra le competenze istituzionali delle Usl in ragione della legge 833/1978, aggiungendo però che «da una tale competenza non può discendere automaticamente il principio della gratuità della prestazione in esame». Anzi, dall'articolo 69, lettera e), della legge si desume l'esistenza anche di prestazioni a pagamento da parte del Ssn; essendo totalmente gratuite soltanto quelle a garanzia della salute di tutti i cittadini. In conclusione la Corte ha osservato che la visita fiscale, piuttosto che tutelare il diritto alla salute del dipendente, serve al datore di lavoro. Del resto l'attività del medico durante le visite è volta all'accertamento delle ragioni di assenza e non alla cura del soggetto. Dunque, per la Suprema Corte, che si richiama a una decisione del Consiglio di Stato 1907/1998, gli oneri devono essere oggetto di un accordo in conferenza Stato-regioni. Insomma: urge una soluzione politica.

Francesco Machina Grifeo - Il Sole 24 ore- Norme e Tributi 13/10/2008

 

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