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Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali - Nota 2 luglio 2008 prot. 25/I/0009009

Oggetto: Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008 recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria".

A seguito dell'entrata in vigore del Decreto Legge in oggetto, si ritiene opportuno segnalare al personale
ispettivo le innovazioni e le modifiche introdotte dallo stesso alla disciplina in materia di lavoro, rilevanti ai
fini dello svolgimento dell'attività di vigilanza.
Adempimenti di natura formale nella gestione dei rapporti di lavoro (art. 39)
Libro unico del lavoro
L'art. 39 del D.L. n. 112/2008 ha introdotto, in sostituzione dei libri matricola e paga, il libro unico del
lavoro, nel quale i datori di lavoro privati, con la sola esclusione di quelli domestici, devono iscrivere i
lavoratori subordinati, i collaboratori coordinati e continuativi e gli associati in partecipazione, nonché
devono annotare per ciascun mese di riferimento, entro il giorno 16 del mese successivo, tutti i dati relativi
agli stessi, già oggetto di registrazione nei previgenti libri obbligatori.
Nel libro unico del lavoro vanno, altresì, trascritti i dati relativi ai lavoratori a domicilio di cui alla legge n.
877/1973.
Diversamente il coniuge, i figli, i parenti, gli affini del datore di lavoro, i soci di cooperative e di ogni altro
tipo di società, di cui all'art. 4 punti 6 e 7 del D.P.R. n. 1124/65, non sembra vadano annotali nel suddetto
libro.
Tuttavia, qualora detti soggetti non siano oggetto di comunicazione preventiva di instaurazione del
rapporto di lavoro, il datore, anche artigiano, è obbligato ad effettuare la denuncia all'Istituto assicuratore
prima dell'inizio dell'attività lavorativa.
Si precisa che l'art. 40 del decreto in oggetto, modificando l'art. 5 della legge n. 12/1979, dispone che la
documentazione dei datori di lavoro possa essere tenuta presso lo studio dei consulenti del lavoro o di
altri professionisti di cui all'art. 1, comma 1, L. n. 12/1979, previa comunicazione delle generalità
dell'incaricato e del luogo ove si trovano detti documenti, alla Direzione Provinciale competente per
territorio.
Si ritiene opportuno precisare che fino alla data di entrata in vigore del libro unico, prevista nel decreto
ministeriale da adottarsi entro trenta giorni, continua a trovare applicazione la attuale disciplina in materia
di libri paga e matricola.


Aspetti sanzionatori

  • L'art. 39, comma 6, del D.L. n. 112/2008 preveda nel caso di violazione dell'obbligo di istituzione e tenuta

sul luogo di lavoro ovvero presso lo studio dei consulenti del lavoro o di altri professionisti, del libro unico
di lavoro, la sanzione pecuniaria amministrativa da 250 a 2.500 euro.
 

  • L'omessa esibizione agli Organi di vigilanza del suddetto libro da parte del datore di lavoro, è punita con

la sanzione amministrativa da 200 a 2.000 euro.
La predetta violazione viene sanzionata anche nell'ipotesi in cui sia commessa dai consulenti del lavoro e
dagli altri professionisti incaricati che, senza giustificato motivo, non ottemperino entro quindici giorni alla
richiesta degli Organi di vigilanza di esibire la documentazione in loro possesso.
La sanzione amministrativa varia da 250 a 2.000 euro se si tratta di servizio o centri di assistenza fiscale
istituiti da parte delle associazioni di categoria delle imprese artigiane e delle piccole imprese; in caso di
recidiva della violazione la sanzione varia da euro 500 a euro 3.000.
Qualora, invece, si tratti di professionisti iscritti nell'albo dei consulenti del lavoro, nonché di coloro che
siano iscritti negli albi degli avvocati e procuratori legali, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti
commerciali, la sanzione amministrativa, prevista dall'art. 40, comma 1, varia da euro 100 a euro 1.000; in
caso di recidiva della violazione deve essere data informazione al Consiglio Provinciale dell'Ordine
professionale di appartenenza per l'adozione di eventuali provvedimenti disciplinari.
 

  • Il comma 7 dell'articolo 39 prevede che nel caso di omessa o infedele registrazione dei dati da riportare

nel libro unico, qualora comporti differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali, la sanzione
amministrativa contemplata varia da 150 a 1.500 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori
la somma è aumentata da 500 a 3.000 euro.
La mancata compilazione del libro unico con i dai richiesti, entro il giorno 16 del mese successivo, è
punita invece con la sanzione amministrativa da 100 a 600 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci
lavoratori la somma è aumentata da 150 a 1.500 euro.
La mancata conservazione del libro nel termine che sarà fissato con successivo D.M. è punita con la
sanzione amministrativa da 100 a 600 euro.
Il Decreto Legge in oggetto precisa inoltre che, per le violazioni previste nel comma 7 dell'art. 39, la
contestazione delle relative sanzioni amministrative è effettuala dagli organi di vigilanza preposti alle
verifiche in materia di lavoro e previdenza e che l'autorità deputata a ricevere il rapporto ai sensi dell'art.
17 L. 689/81 rimane la Direzione Provinciale del lavoro competente per territorio.
 

Comunicazione di assunzione
Il datore di lavoro deve consegnare al lavoratore all'atto dell'assunzione e prima dell'inizio dell'attività
lavorativa copia della comunicazione preventiva effettuata al Centro per l'Impiego, oppure copia del
contratto individuale contenente le informazioni già previste nel decreto legislativo n. 152/1997.
La consegna di uno dei suddetti documenti assolve all'obbligo di cui al citato decreto legislativo
(consegna della dichiarazione di assunzione).
Lavoratori mobili
Gli obblighi di registrazione dei dati relativi ai lavoratori mobili, sia in proprio sia per conto terzi, si
assolvono mediante le relative scritturazioni nel libro unico del lavoro.
Viene meno, inoltre, l'obbligo di istituire il registro di cui all'art. 8 del D.Lgs. n. 234/07.
Modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro (art. 41)
Lavoratore notturno
Il Decreto in esame modifica la definizione di lavoratore notturno di cui all'art. 1 comma 2 lett. e), n. 2 del
D.Lgs. n. 66/2003: si considera tale, in assenza di disciplina collettiva, colui che svolge per almeno tre ore
e per un minimo di 80 giorni nell'anno attività lavorativa notturna (tra la mezzanotte e le cinque).
Lavoratore mobile
Viene puntualizzata la nozione di lavoratore mobile, specificandosi che i servizi di trasporto passeggeri o
merci su strada si riferiscono sia a quelli svolti per "conto proprio" che per "conto terzi".
Personale dei servizi di vigilanza privata
Il D.Lgs. n. 66/2003 non trova più applicazione nei confronti del personale dei servizi di vigilanza privata.
Riposo giornaliero
Premesso che il lavoratore ha diritto ad 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore e che detto riposo deve
essere fruito in modo consecutivo, vengono fatte salve non solo le attività caratterizzate da periodi di
lavoro frazionati durante la giornata ma anche da regimi di reperibilità.
Riposo settimanale
Considerato che la prima parte dell'art. 9 comma 1 del D.Lgs. n. 66/2003 è rimasta invariata, il lavoratore
matura il diritto a fruire di un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive ogni sette giorni, di regola in
coincidenza con la domenica da cumulare con le 11 ore di riposo giornaliero.
La modifica normativa consiste nella circostanza che il periodo di riposo consecutivo "è calcolalo come
"media" in un periodo non superiore a 14 giorni". La violazione della norma sul riposo settimanale
coincidente con la domenica non è più sanzionata dall'art. 18 bis del D.Lgs. n. 66/03.
Risulta, invece, punita l'ipotesi della violazione della mancata fruizione del riposo settimanale in un giorno
diverso dalla domenica con la sanzione amministrativa da 130 a 780 euro per ogni lavoratore e per
ciascun periodo di riferimento a cui si riferisce la violazione.
Sospensione dell'attività imprenditoriale
Con l'art. 41 comma 12 del decreto in questione vene eliminata l'ipotesi della sospensione dell'attività
imprenditoriale nel caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di
lavoro, di riposo giornaliero e settimanale e pertanto le causali del provvedimene di sospensione sono
rappresentate esclusivamente dall'ipotesi del lavoro nero in misura pari o superiore al 20% della
manodopera trovata sul posto di lavoro e da quella delle gravi e reiterate violazioni in materia di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro.
Modifiche alla disciplina sul contratto di apprendistato professionalizzante (art. 23)
L'art. 23 del decreto interviene sulla disciplina del contratto di apprendistato professionalizzante
eliminando il limite minimo di durata prima fissato in due anni.
Rimane quale limite legale quello di durata massima pari a sei anni.
Altro settore di intervento concerne i profili formativi.
Nel caso di formazione interamente aziendale i profili formativi sono rimessi integralmente ai contratti
collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori
comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
I contratti collettivi e gli enti bilaterali definiscono la nozione di formazione aziendale determinando, per
ciascun profilo formativo, durata, modalità di erogazione della formazione, nonché riconoscimento della
qualifica professionale ai fini contrattuali e la registrazione nel libretto formativo.
Lavoro intermittente (art. 39)
Dalla data di entrata in vigore del decreto viene reintrodotto il contratto di lavoro intermittente di cui agli
artt. 33 e seguenti del D.Lgs. n. 276/2003.
Abrogazioni
L'art. 39 al comma 10 dispone l'abrogazione delle seguenti disposizioni normative:
- art. 134 del R.D. 28 agosto 1924, n. 1422 che imponeva alle aziende il possesso di un libro di paga e
matricola;
- art. 7 della L. 9 novembre 1955, n. 1122 che prevedeva l'obbligatorietà dell'iscrizione nei libri di paga e
matricola per le imprese aventi come dipendenti giornalisti professionisti iscritti all'ordine;
- artt. 39 e 41 del D.P.R. 30 maggio 1955, n 797 in ordine alla registratone di dati ed elementi sul libro di
paga e matricola;
- il D.P.R. n. 2053/1963 in materia di riordino del servizio di collocamento per i lavoratori dello spettacolo;
- artt. 20, 21, 25 e 26 del D.P.R. 1124/1965 riguardanti le modalità di tenuta dei libri obbligatori;
- art. 42 della L. 30 aprile 1969, n. 153 concernente tempi di conservazione dei libri di paga e matricola;
- la legge 8 gennaio 1979 n. 8 in materia di impiego del personale artistico e tecnico nel settore dello
spettacolo;
- D.P.R. n. 179/1981 contenente regolamento di attuazione alla legge 8 gennaio 1979, n. 8;
- art. 9 quater del D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, convertito con modificazioni nella L. 28 novembre 1996, n.
608 in materia di registro di impresa agricola;
- art. 1 comma 1178 della L. n. 296/2006 sulla tenuta dei libri di matricola e paga;
- D.M. 30 ottobre 2002 in materia di modalità applicative della tenuta del libro di matricola e paga;
- L. n. 188/2007 concernente la procedura telematica per le dimissioni volontarie;
- i commi 32, lett. d), 38, 45, 47, 48, 49, 50 dell'art. 1 della L. 24 dicembre 2007, n. 247 in materia,
rispettivamente, di contribuzione per i contratti a tempo parziale fino a 10 ore settimanali, di inserimento al
lavoro dei soggetti svantaggiati attraverso convenzioni con le cooperative sociali, di lavoro intermittente;
- i commi 1173 e 1174 dell'art. 1 della L. 296/2006 riguardanti l'adozione di indici di congruità in relazione
ai lavori svolti ed alla manodopera impiegata;
- art. 55 comma 4 lett. h) del D.Lgs. n. 81/2008 in materia di sanzione per l'omessa fornitura ai lavoratori
occupati negli appalti della tessera di riconoscimento.