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Sezione I sentenza 20.5.2008 n4547
Sulla legittimazione delle OO.SS. ad opporsi innanzi al G.O. per le violazioni dei CCNL

Il Tar Lazio approfondisce la portata dell'art. 63 D.Lgvo 165/2001 sulla titolarità dell'azione giudiziaria delle O.S. rispetto al singolo lavoratore. In più si chiarisce ancora una volta che  la cognizione giuridica appartiene al Giudice ordinario piuttosto che al TAR.          

 Il testo della sentenza

 

Questioni rilevanti:

Il TAR Lazio afferma che”la domanda con cui alcuni pubblici dipendenti chiedono al Giudice Amministrativo, in sede di ricorso avverso il silenzio, di accertare la fondatezza della loro pretesa ad essere inquadrati nell’area della vicedirigenza, è inammissibile in quanto tale pretesa, riguardante lo specifico rapporto di lavoro alle dipendenze della Pubblica Amministrazione (e, quindi, la lesione della sfera giuridica individuale del singolo lavoratore), appartiene alla cognizione giurisdizionale del Giudice Ordinario, ai sensi dell’articolo 63,c. 1, del D.lgs n°165/01.

Secondo i Giudici amministrativi ”l’articolo 63 decreto legislativo 30 marzo 2001 numero 165 attribuisce al Giudice Ordinario, in funzione di giudice del lavoro, le controversie relative a comportamenti antisindacali delle pubbliche amministrazioni ai sensi dell’art. 28 della legge 20 maggio 1970 n. 300, e le controversie, promosse da organizzazione sindacali, dall’ARAN o dalle pubbliche amministrazioni, relative alle procedure di contrattazione collettiva di cui agli artt. 40 e seguenti del decreto, escludendosi che l’eventuale controversia proposta da un singolo lavoratore in relazione alle procedure di contrattazione collettiva possa ritenersi attribuita al giudice amministrativo".

L’articolo 63 c. 3, del Dlgs n°165/01,-aggiunge il TAR Lazio- ha infatti circoscritto con l’articolo 40 alle organizzazioni sindacali, all’ARAN ed alle Pubbliche Amministrazioni il novero dei soggetti legittimati a promuovere controversie in relazione alle procedure di contrattazione collettiva, definendo i soggetti che hanno una posizione, oltre che differenziata, anche qualificata tale da legittimarli alla proposizione dell’azione giudiziaria. Le procedure di contrattazione collettiva del resto, sono destinate ad incidere nella sfera giuridica della generalità dei lavoratori, sicché si rivela coerente attribuire la legittimazione ad agire in giudizio agli enti esponenziali dei lavoratori, vale a dire alle organizzazioni sindacali.