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Emilia R. n. 510 del 19/6/2001
Uso fondi ex art.208 CDS per previdenza integrativa- E' legittimo

Il Tribunale Amministrativo Regionale per L’Emilia Romagna
- Bologna - Sezione Seconda -, sentenza n. 510 del 19 giugno 2001

Sent. n.510
R.G.N. 438/97
Composto dai Signori:
Dott. Luigi Papiano Presidente
Dott. Giancarlo Mozzarelli Consigliere
Dott. Grazia Brini Consigliere rel. est.
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Sul ricorso proposto da:
Comune di Imola, rappresentato e difeso dagli avv.ti Claudio Cristoni e Gian Alberto Ferrerio ed elettivamente domiciliati in Bologna via Garibaldi n.1;

contro

Comitato Regionale di Controllo dell'Emilia Romagna in persona del Presidente pt., non costituito; Regione Emilia Romagna in persona del Presidente della Giunta pt., non costituita;

per l'annullamento

del provvedimento del CO.RE.CO dell’Emilia Romagna prot. n. 96/040734, datato 9.1.1997 e pervenuto al Comune di Imola il 14.1.1997, di annullamento della deliberazione n. 410 del 16.12.1996 adottata dal Consiglio Comunale anzidetto, avente ad oggetto: “Indizione gara per la individuazione di una compagnia assicuratrice per la previdenza integrativa per i dipendenti appartenenti al Corpo di Polizia Municipale”.
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti gli atti tutti della causa;
Designato relatore il Cons. dott. Grazia Brini;
Udito, alla pubblica udienza del 15.3.2001, l’avv.Gian Alberto Ferrerio;
Considerato in fatto e in diritto quanto segue:
FATTO
Con deliberazione n. 644 del 23.4.1996, la Giunta Comunale di Imola stabiliva di destinare una quota dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti a violazione del Codice della Strada a favore del personale della Polizia Municipale, per finalità di assistenza e previdenza, in attuazione del disposto di cui all’art. 208 del D.Lgs. 30.4.1992, così come modificato dall’art. 109 del D.Lgs. n. 360 del 10.9.1993.
Successivamente il Consiglio Comunale con la citata delibera n. 410 del 16.12.1996 adottava le seguenti decisioni:
a) indiceva la gara per l’individuazione di una compagnia assicuratrice cui affidare la previdenza integrativa in questione;
b) approvava lo schema del relativo bando di gara;
c) approvava lo schema di capitolato speciale;
d) determinava le somme complessive (e quelle previste per ciascun anno, dal 1996 al 2000), da destinarsi alle predette finalità previdenziali;
e) dava atto che l’aggiudicazione dell’appalto assicurativo sarebbe stata subordinata alla valutazione di un’istituenda Commissione tecnica.
La suddetta deliberazione veniva annullata dal Comitato Regionale di Controllo.
Avverso il suddetto annullamento è stato proposto ricorso al T.A.R. per l'Emilia Romagna col quale vengono dedotte censure di violazione di legge e di eccesso di potere.
Con sentenza n. 32/1999 questo Tribunale ha rigettato il primo motivo di ricorso e sospeso il giudizio in attesa della decisione della Corte Costituzionale, alla quale con ordinanza n. 1/99 era stata deferita la questione di legittimità costituzionale del comma 2° lett. a) e del comma IV dell’art. 208 del D.Lgs n. 285/92 come modificato dal D.Lgs. n. 360/93.
Con sentenza n. 426/2000 la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata la suddetta questione di legittimità costituzionale.
DIRITTO
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 426/2000 che ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale del comma 2° lett. a) e del comma IV dell’art. 208 del D.Lgs n. 285/92 come modificato dal D.Lgs. n. 360/93, il ricorso deve essere accolto.
Invero, già con la sentenza n. 32/1999 di sospensione del giudizio in attesa della sentenza della Corte Costituzionale, questo Tribunale aveva rigettato il primo motivo di ricorso con cui il provvedimento del Comitato di Controllo veniva censurato in relazione all’esistenza di atti presupposti già esecutivi, ma aveva ritenuto fondato il secondo motivo di ricorso in considerazione dell’applicabilità del secondo comma dell’art. 208 del D.Lgs n. 285/92 anche agli appartenenti al corpo di polizia municipale, pur sollevando questione di legittimità costituzionale della suddetta norma in relazione agli artt. 3 e 97 della Costituzione.
La Corte Costituzionale con la sentenza sopra citata ha stabilito che il suddetto art. 208 non contrasta con gli artt. 3 e 97 della Costituzione nella parte (comma IV) in cui prevede che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal codice della strada spettanti ai comuni sono destinati anche alle finalità di cui al comma 2°, fra le quali rientra l’assistenza e la previdenza del personale del corpo di polizia municipale.
Ne consegue che il provvedimento impugnato con cui il Comitato Regionale di Controllo aveva annullato la deliberazione del Consiglio Comunale di Imola n. 410/96 avente ad oggetto l’indizione di una gara per l’individuazione di una compagnia assicuratrice per la previdenza integrativa per i dipendenti appartenenti al corpo di polizia municipale è stato adottato in violazione del suddetto art. 208 del codice della strada che consente ai comuni di destinare parte dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal codice della strada anche alle finalità di cui al comma 2°, fra le quali, come si è detto, rientra l’assistenza e la previdenza del personale del corpo di polizia municipale.
In definitiva il ricorso all’esame deve essere accolto e per l’effetto deve essere annullato il provvedimento impugnato.
Sussistono peraltro giusti motivi per compensare fra le parti le spese di giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna – Bologna, Seconda Sezione
ACCOGLIE
il ricorso in epigrafe e per l’effetto annulla i provvedimenti impugnati.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
Così deciso in Bologna nella Camera di Consiglio del 15.3.2001.
L. Papiano Presidente
G. Brini Cons. rel. est.