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Il codice autonomie accelera, in CdM tra dieci giorni
Lo annuncia il responsabile dell'interno all'assemblea Anci di Trieste

Il governo accelera sul codice delle autonomie. Il corpus normativo che, come ormai è certo, verrà spacchettato in cinque testi (funzioni fondamentali, riforma della polizia locale, piccoli comuni, città metropolitane e ordinamento degli enti locali) sarà presentato entro una settimana, dieci giorni al massimo, in consiglio dei ministri. Il ministro dell'interno, Roberto Maroni, all'assemblea Anci di Trieste, ha spiegato che il testo è pronto per essere portato al confronto con gli enti locali.

Si partirà dalla definizione delle funzioni fondamentali dei comuni, essenziali per applicare il federalismo fiscale. Maroni ha annunciato che il governo farà propria la distinzione elaborata dall'Anci tra funzioni di carattere istituzionale (normativa, programmazione e pianificazione, organizzazione e gestione del personale, controllo interno, gestione finanziaria, tributaria e contabile, oltre alla raccolta e l'elaborazione di dati statistici) e funzioni amministrative. Una categoria, quest'ultima, estremamente ampia che darà ai comuni la possibilità di intervenire su quattro fronti: sviluppo economico e attività produttive (artigianato, turismo, industria, commercio), ambiente e territorio (urbanistica, inquinamento, risorse idriche, opere pubbliche, viabilità, trasporti e protezione civile), servizi alla persona (tutela della salute, servizi sociali, istruzione scolastica, formazione professionale, beni culturali, spettacolo e sport) e per finire polizia locale. Le rassicurazioni del ministro danno qualche certezza in più ai sindaci, anche se i nodi da sciogliere restano ancora molti. Per esempio, non si sa ancora se i cinque testi verranno presentati tutti insieme e se si tratterà di un semplice ddl o di una delega. Maroni ha glissato la domanda, ma per i comuni la differenza non è di poco conto soprattutto per quanto riguarda i tempi di attuazione.

Sicurezza. Un testo ad hoc riguarderà la riforma della polizia locale chiamata a un super lavoro dalla nuove competenze attribuite ai comuni dal pacchetto sicurezza. Maroni, riconoscendo ai primi cittadini il potere di emanare ordinanze «anche» contingibili e urgenti, aveva chiesto ai sindaci di essere «creativi». E così è stato. «Ho avuto modo di leggere una raccolta delle ordinanze emanate in questi mesi e in effetti devo riconoscere che ce ne sono alcune singolari. Ma nella maggior parte dei casi lo strumento dell'ordinanza è stato usato in modo pertinente», ha detto il ministro leghista che ha spronato gli amministratori a investire in sicurezza. Perché una cosa è certa: i soldi non mancano. Sul piatto ci sono i 100 milioni del fondo per la sicurezza urbana («che verrà rifinanziato ogni anno») a cui vanno ad aggiungersi per il Sud 1200 milioni del Pon sicurezza 2007-2013.

Piccoli comuni e terzo mandato. La legge sui piccoli comuni, approvata all'unanimità alla camera nella scorsa legislatura ma poi arenatasi al senato, troverà spazio nel Codice delle autonomie con un testo riveduto e corretto rispetto alla legge Realacci. Nel provvedimento verrà inserita anche la norma sul terzo mandato che consentirà ai sindaci dei piccoli comuni di restare in carica 5 anni in più. Potranno beneficiare del mandato extra tutti i comuni fino a 5.000 abitanti. E non, come era emerso nelle fasi embrionali del provvedimento, solo i municipi piccolissimi (1.000-1.500 abitanti). Sul punto il governo ha cambiato idea e ha alzato l'asticella, preferendo non creare una sottocategoria di mini-enti all'interno dei piccoli comuni.

Città metropolitane. Un capitolo a parte all'interno del Codice sarà dedicato a far decollare le nove città metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli), previste nel Tuel (dlgs 267/2000) e mai attuate. Nove territori molto diversi tra loro che imporranno provvedimenti differenziati per tenere conto delle specificità territoriali. «La provincia di Milano ha 4 milioni di abitanti e un territorio di gran lunga inferiore a quello di Napoli, Torino è la più grande con 6.800 km quadrati», ha ricordato Maroni. «Con situazioni così differenti non è possibile scrivere un testo valido per tutti». Una cosa è certa: nelle nove città metropolitane le province scompariranno, ma non nel resto d'Italia. A loro andranno i servizi di area vasta e il compito di «tenere insieme i piccoli comuni». E le comunità montane? Maroni vorrebbe mantenerle, ma è solo un auspicio personale. «Mi auguro che rimangano là dove servono davvero e spero che in futuro pongano meno veti sulle iniziative».

Ordinamento degli enti locali. L'ultimo testo che andrà a comporre il Codice riformerà l'ordinamento degli enti locali. Con una novità: il restyling dei consigli comunali. «Dobbiamo chiederci se con l'elezione diretta del sindaco i poteri dei primi cittadini siano sufficienti o no e dobbiamo valutare se sia il caso di procedere a una loro riorganizzazione», ha detto il numero uno del Viminale. In arrivo anche la riforma delle prefetture. Verrà finalmente attuata la legge Bassanini che ha istituito gli Uffici territoriali di governo. «La prefettura», ha promesso il ministro, «diventerà un front office del governo centrale».

Proroga per i Raee. Intanto ieri a Trieste, il sottosegretario all'ambiente, Roberto Menia, intervenendo a un seminario dell'Anci, ha annunciato la proroga della scadenza per l'autorizzazione dei centri di raccolta dei rifiuti elettrici. «Siamo consapevoli del carico burocratico che sopportano i comuni in materia ambientale e stiamo predisponendo uno slittamento del termine del 2 novembre», ha promesso il sottosegretario. A oggi sono 2.-550 i comuni coinvolti nello smaltimento dei Raee per un totale di 3.600 punti di raccolta. Ma vi sono ancora intere regioni scoperte, con il rischio di non centrare gli obiettivi europei che impongono di smaltire almeno 4 chili per abitante. «Per questo», ha annunciato Filippo Bernocchi, responsabile Anci per le politiche ambientali, «nei prossimi giorni l'associazione dei comuni pubblicherà un invito ai comuni per finanziare nuovi centri di raccolta». Sul piatto ci sono 2,5 milioni di euro.

Appalti. Ieri intanto sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 è stato pubblicato il decreto legge 23 ottobre 2008, n. 162, con gli interventi urgenti in materia di adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione, autotrasporto, agricoltura e pesca (si veda ItaliaOggi di ieri).  Italia Oggi 24/10/2008 da Trieste Francesco Cerisano