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Quegli eroi fedeli allo Stato ingrato
L'Editoriale di Andrea Miola

19/11/2008 - A Milano c’è un eroe. Si chiama Paolo e di mestiere fa il vigile. E’ un eroe non perché nel 2001 ha ricevuto una medaglia al merito per aver braccato due ladri d’appartamento fuori dall’orario di servizio. Lo è, invece, al di là delle decorazioni. Perché Paolo, 38 anni, sposato, due figli piccoli a carico, ha scelto di servireuno Stato molto spesso ingrato con i suoi figli più fedeli. Nel 2004, per salvare la pelle facendo il suo dovere, ha esploso un colpo in aria nel tentativo di fermare un ladro romeno che si era messo in testa di investirlo con l’auto per guadagnare la fuga.

Il caso (e la sfortuna), ha voluto che il proiettile andasse a colpire la mano del malvivente. Peggio per lui, per il ladro, direbbe qualsiasi uomo della strada. In fondo se l’è cercata e gli è andata pure bene. Come sempre, però, il pensiero dell’uomo della strada fa a pugni con quello della giustizia. Per farla breve (i dettagli della vicenda li trovate a pagina 7), il criminale ha avuto un trattamento migliore del vigile, il quale è ancora vivo proprio perché ha premuto il grilletto. Il romeno è stato condannato a un anno di reclusione, pena mai scontata grazie ai benefici di legge. Il ghisa, invece, si è beccato due anni, più la sospensione dal servizio, il che significa niente divisa e stipendio ridotto a 500 euro al mese, con cui deve sfamare moglie e figli.

Le sue sorti dipendono ora dal giudizio della Cassazione. Lui l’attende con grande fermento, mentre il ladro che voleva ammazzarlo se la spassa in giro, e Dio solo sa che cosa sta facendo. La storia di Paolo è quella di molti altri eroi dei nostri tempi. Poliziotti, finanzieri, carabinieri, tutti umili servitori dello Stato, a volte fino alla morte. Premiati per mano di politici in formato soubrette, e abbandonati quando le luci della ribalta si spengono sulle loro teste. Uno spettacolo pietoso. Uno spettacolo italiano.

Andrea Miola - andrea.miola@cronacaqui.it