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Un milione di dipendenti italiani vittima di mobbing
Dati diffusi al Convegno della sede Inail di Arezzo

Ma il "sommerso" che subisce in silenzio è ancora più numeroso. Nel paese già operativi diciotto centri di soccorso. Anche l'INAIL tra i soggetti in prima linea contro la malattia

AREZZO - Senza contare il "sommerso" che subisce in silenzio, secondo una statistica effettuata nel 2001, in Italia il 4% della forza lavoro è vittima di mobbing. Un dato importante che rivela come quasi un milione di dipendenti siano oggetto di forme di violenza psicologica dai propri datori di lavoro affinchè si trovino in una posizione di disagio o, addirittura, rassegnino le dimissioni. "Ma le vittime nel 2008 sono molte di più", ha spiegato la dottoressa Emanuela Fattorini, ricercatore del laboratorio di psicologia e sociologia del lavoro dell'Ispesl, nel corso del suo intervento al  recente convegno "Cantiere contro il mobbing: lavori in corso" presso la sede della Provincia di Arezzo, "e il fenomeno è in forte aumento".

Con l'incremento del mobbing aumentano, così, anche i centri che intendono "combatterlo". Sono diciotto, infatti, le strutture di ascolto che sono state create ad oggi in tutta Italia. E sono migliaia le persone che annualmente si rivolgono ai loro operatori, il 30% dei quali interessato dal fenomeno. "L'altro 70% sono casi di job insecurity", rivela Fattorini, "ovvero insicurezza lavorativa dovuta al precariato e alla mancanza di prospettive professionali".

Tra i soggetti impegnati a contrastare il mobbing anche l'INAIL. Il direttore dell'Istituto di Arezzo, Mario Papani ha sottolineato come le strade dell'Ente e quelle del mobbing si siano intrecciate da quando quest'ultimo è stato ufficializzato come malessere psico-sociale in grado di causare problematiche fisico-biologiche. In questo contesto, ha detto Papani, "rientrano due tipi di patologie: disturbo post traumatico da stress moderato (col riconoscimento di fino a sei punti di inabilità) e disturbo post traumatico da stress cronico-severo (fino a quindici punti di inabilità)". Questa tipologia di malattie costituiscono il 3% dei casi di denunce pervenute all'INAIL Toscana. "Si tratta comunque di un dato in forte crescita, dovuto sopratttutto al fenomeno del mobbing", ha concluso Papani. Che ha, tuttavia, precisato come "molte denunce di questa tipologia di malessere dovuto a stress vengano respinte dall'INAIL poiché non portano a problematiche fisiche e, quindi, non interessano il panorama operativo dell'Istituto".

tratto dal sito www.inail.it  19/12/2008

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