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La Svizzera cancella le multe degli italiani
«Troppo lavoro, dobbiamo combattere la criminalità»


CHIASSO — Buone notizie per gli automobilisti italiani che hanno commesso infrazioni stradali in Svizzera.
Dal primo dicembre le violazioni punite con importi inferiori ai 121 franchi (80 euro) non vengono di fatto più perseguite: si pagherà solo se si è colti in flagrante.
La decisione — definita «temporanea» — è stata presa dal presidente del Consiglio del centro internazionale, Olivier Pecorini, e dal copresidente Romano Piazzini, comandante della polizia del Canton Ticino.
Il «colpo di spugna» è dovuto al fatto che il Centro di cooperazione italo-svizzero di polizia di Chiasso ha troppo lavoro da svolgere e non fornisce più alle polizie dei vari cantoni i dati necessari a identificare i conducenti per inviare loro le contravvenzioni.
A oggi — si legge nella circolare inviata ai distretti delle polizie cantonali — le richieste di collaborazione in materia di polizia giudiziaria rappresentano circa il 50 per cento dell'impegno dell'ufficio di Chiasso. Una buona parte di lavoro resta legata alle infrazioni al codice della strada. E, avendo il Centro italo-svizzero come primo impegno l'obiettivo di combattere la criminalità internazionale, la direzione ha deciso di concentrare su questo aspetto le risorse disponibili.
Nel giro di tre anni l'attività del servizio d'intelligence italo- svizzero è più che raddoppiata: si è passati da 3.789 a 7.777 richieste d'informazione evase. Centomila targhe automobilistiche sono state controllate in un anno per risalire ai proprietari ritenuti responsabili di infrazioni del codice stradale. Una media di 273 al giorno.
Nel 2007 il Centro comune di polizia e doganale di Chiasso ha vagliato esattamente 105.336 numeri di targa, contro i 60.000 del 2006: 10.000 scarsi appartenevano ad automobilisti svizzeri colti in fallo in Italia; più di 95.000 erano di cittadini italiani «pizzicati» nella Confederazione Elvetica. La stragrande maggioranza è costituita da automobilisti «immortalati» dai radar fissi ubicati sulla rete viaria della Svizzera interna.
Corriere della Sera 27/12/2008
(Nella foto una delle sale operative della polizia elvetica)