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I vigili tedeschi, quelli italiani e i seggiolini
dal blog di Maurizio Caprino

Ve la riporto così come l'ho ricevuta dalla moglie di mio cugino: loro vivono in Germania, hanno un bimbo piccolo e, per sapere con quale seggiolino trasportarlo con le migliori garanzie di sicurezza, gli è bastato andare dai vigili urbani. Poi riprenderò io la parola per un paio di precisioni (non commenti, perché il racconto è già molto chiaro).

 

"Ciao Maurizio, a Mannheim esiste un servizio della “scuola del traffico” (che è gestita dalla Polizia municipale) che offre un servizio di consulenza per i seggiolini da macchina. Ho preso appuntamento e sono andata. Devi portare la macchina, l’attuale seggiolino e il bimbo. Loro lì hanno seggioloni di tutte le marche (noi dobbiamo cambiare dall’ovetto al "seggiolone" tra un po’). Ti spiegano tutto ti fanno vedere i vari tipi, ti fanno vedere come si montano sulla macchina e puoi mettere il bambino dentro. Il mio bimbo si sentiva un re. Insomma una vera figata e tutto gratis.

 

Il poliziotto – vedendo la targa italiana della mia macchina – mi ha detto che è risaputo che in italia viene fatto poco uso dei seggioloni e che i bimbi possono pascolare in macchina durante i tragitti. Mi ha detto anche che a quanto pare le multe per questo reato (perché reato grave è), li fanno solo agli stranieri, incredibile!!!!!!!

 

Beh, adesso basta, ma sono rimasta talmente contenta e ho pensato a quando ne avevamo parlato."

Il paragone, lo vedete da soli, è impietoso. Ma voglio spezzare due lance a favore di vigili e poliziotti italiani, perlomeno di quelli che cercano di fare il proprio dovere e capiscono quali sono le cose che contano di più per la sicurezza (c'è gente che il proprio dovere lo fa, ma ritiene superflui cinture e seggiolini...spiace dirlo, ma è un problema d'ignoranza).

La prima lancia è legata agli organici e alle risorse disponibili: beccare chi porta i figli senza seggiolino richiede tante pattuglie e un traffico meno disordinato del nostro, altrimenti i pochi agenti che si vedono per strada saranno sempre assorbiti da altro (certo, se poi si sceglie sistematicamente di colpire solo i divieti di sosta, non c'è difesa che tenga: vuol dire che la sicurezza interessa poco).

La seconda lancia è per difendere i nostri dall'accusa ingiusta del vigile tedesco: non si può escludere che qualcuno per il mancato uso del seggiolino multi solo gli stranieri, ma sinceramente mi pare che nella stragrande maggioranza dei casi non si multino né gli uni né gli altri. Prima di tutto perché non è semplicissimo mettere il naso per guardare chi c'è dentro le auto in transito. E poi, quando si ferma qualcuno, l'infrazione si può dimostrare senza pericolo di contenziosi solo se il seggiolino manca del tutto a bordo: quando c'è ma non viene usato, la furbizia italica può sempre portare a dichiarare che il bimbo è stato appena slacciato, vedendo la paletta del vigile. Mi direte che gli stranieri queste manfrine le fanno meno di noi italiani, ma - a parte che in Italia anche chi viene da fuori tende a seguire i nostri vizi - c'è un problema di fondo: multare uno di loro vuol dire dover incassare subito e, se il malcapitato non ha i soldi o vuole fare ricorso, bisogna applicargli il fermo amministrativo del veicolo eccetera eccetera. Insomma, una gran rogna. Per questo non credo che i nostri agenti possano avere un particolare accanimento contro gli stranieri. (  fonte : 26/1/2009  Maurizio Caprino Blog Il sole 24 ore )

 

  • Guarda il Video di Rai Edu sul mancato uso dei seggiolini e/o cinture per i bambini

  

Incidenti stradali: in Italia le morti di bambini scendono meno che nel resto d'Europa 

Con un comunicato stampa diramato oggi, l’ACI rende noto un dato poco piacevole riguardo il triste fenomeno degli incidenti stradali mortali che coinvolgono i bambini: in Italia, il loro decremento è più lento rispetto al resto d’Europa. In particolare Francia, Svizzera, Portogallo e Slovenia, i paesi più virtuosi, hanno registrato nel 2007 un calo dei decessi dei minori di 15 anni ben oltre il 10%. Noi ci siamo fermati al 4%, con un totale di 130 decessi.

L’indagine è stata presentata oggi a Bruxelles dallo “European Transport Safety Council”, che ha peraltro evidenziato come negli ultimi dieci anni 18.500 bambini abbiano perso la vita sulle strade dei 27 Paesi dell’Unione Europea e 17.000 siano rimasti feriti.

La maggior parte di questi sinistri si registra in ambito urbano: allo scopo di limitare il fenomeno, l’Automobile Club individua nel miglioramento delle infrastrutture, nell’inserimento nel Codice della Strada del diritto di precedenza ai pedoni in procinto di attraversare e nell’individuazione di una distanza minima di sicurezza tra gli attraversamenti pedonali e le auto in sosta i possibili rimedi.  (fonte: www.autoblog.it 10/2/2009)

Leggi tutti i dettagli dell' ETSC sull'indagine europea di riduzione dei decessi di bambini sulle strade