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Multe, pochi controlli sugli incassi
I soldi spesso non vengono utilizzati per gli interventi previsti dalla legge

Il Comune «de-autoveloxizzato», come si è dichiarato Livorno Ferraris (4.500 abitanti in provincia di Vercelli) in una delibera di Giunta che a fine gennaio ha messo al bando tutti i tipi di occhi elettronici, è solo l'ultimo frutto delle polemiche sulle multe che infiammano la metà dei Comuni italiani. Agli antipodi ci sono i Comuni iper-autoveloxizzati come Comabbio (Varese; 2.857 euro ad abitante nel 2007), Villanova Biellese (2.016 euro) o Las Plassas (1.590), che dopo aver ingigantito i bilanci con le multe (alla base di un gettito fino a 20 volte le imposte) vivono sotto la spada di Damo-de dei rimborsi. L'estensione delle polemiche è pari solo all'importanza dell'entrata: nel 2007 (ultimi consuntivi approvati) 4.600 Comuni hanno raccolto sulla strada 1.642 milioni di euro, il doppio di quanto le multe avevano portato sei anni prima. Un'impennata così, che ha portato le multe a superare il gettito dell'addizionale Irpef e a quasi doppiare quello del servizio idrico integrato, non ha pari nella colonna delle entrate degli enti locali. Ma proprio qui sorge il problema: dove finisce il fiume di denaro?

 

Il Codice della strada (articolo 208) parla chiaro, e impone che almeno il 50% delle entrate serva a finanziare il miglioramento della circolazione, la fornitura di mezzi alla polizia municipale, i corsi di educazione stradale nelle scuole e, almeno per il 10%, interventi a favore degli utenti «deboli» della strada (pedoni, ciclisti, bambini, anziani, disabili). I controlli sul tema sono da sempre uno dei punti deboli del sistema, ma anche quando la destinazione viene specificatale interpretazioni "estensive" dell'obbligo rischiano di attenuarne l'efficacia.

 

Lo denuncia per esempio il Siapol, il sindacato autonomo di Polizia locale, che ieri ha diffuso i dati desunti dai conti del Comune di Milano: più della metà dei proventi vincolati (39,3 milioni nel 2007, 36 nel 2008) servono a pagare mutui per il «miglioramento della Circolazione», 1,5 milioni all'anno se ne vanno per l'energia che fa funzionare i semafori, 1,2 milioni servono per l'illuminazione pubblica in generale e nei conti spuntano anche quasi 2 milioni l'anno per gli incarichi all'Ama (agenzia Mobilità ambiente), impegnata a «pianificare gli interventi di mobilità» e «valutare la qualità degli interventi». In questo quadro, denuncia il Siapol, non rimane nulla per l'addestramento del personale, o il miglioramento della segnaletica.

 

Sempre a Milano, sull'attività della Polizia Municipale è tornato ieri il vicesindaco Riccardo De Corato, che ha presentato ufficialmente i numeri sul 2008: diminuzione degli incidenti (-5,3%), dei feriti (-7,8%) e dei decessi (-9,6%), e 4.525 verifiche sullo stato di ebbrezza che hanno portato al ritiro di quasi una patente ogni quattro controllati. Tornando ai dati generali, se il 2007 è stato ricco di multe, i consuntivi del 2008 promettono cifre ancora più alte.

 

A Milano, per esempio, lo scorso anno ha visto il debutto dell'Ecopass, mentre a Reggio Emilia ha debuttato Sirio, il sistema di telecamere ai varchi del centro storico che secondo il rapporto della Polizia municipale ha triplicato le multe. A Rieti, invece, il dato pare destinato a scendere, perché l'importo 2007 risentiva di un'importante ricaduta di arretrati (depurato da questa cifra, spiegano dal Comune, il capoluogo scende dal 4° al 20° posto nella graduatoria nazionale). Al 42esimo posto si colloca invece Pescara (i cui dati non erano disponibili), con 4 milioni di euro (31,5 ad abitante). Nella tabella pubblicata ieri era errato il dato di San Cesario sul Panaro, che nel 2007 ha accertato in tutto solo 91.472 euro.

Gianni Trovati - Il Sole 24 Ore 10 febbraio 2009