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«Le multe da 450 euro alle prostitute? sono carta straccia»
Per i sindacati di polizia di Stato e polizia locale le ordinanze firmate dai sindaci contro le “lucciole” sono «mera propaganda»

Quattrocentocinquantaeuro di multa per le “luccio­le” che adescano i clienti per strada. Ma la “linea du­ra” verso le prostitute, a det­ta dei sindacati di polizia, non sta dando i risultati spe­rati. «È solo mera propagan­da » attaccano i sindacalisti, e spiegano: «Le prostitute non sono proprietarie di al­cun bene e non pagheranno mai la sanzione amminis­trativa».

MULTE INUTILI
L’ordinanza emanata dal sindaco Moratti dunque è «soltanto fumo negli occhi» spiegano i vertici dei sinda­cati di polizia di stato e poli­zia locale. Di più. Per Giu­seppe Falanga, portavoce del Siapol (il sindacato au­tonomo della po­lizia locale) « nel caso di prostitute comunitarie, co­me quelle romene, la resi­denza è quasi sempre nel Paese d’origine. E sarà mol­to difficile che le Ammini­strazioni riescano a seguirle sino a lì». Insomma, chi sperava che le 415 multe fatte alle “lucciole” soltanto nel mese di gennaio potessero riempire le casse milanesi dovrà ricredersi, «non biso­gna farsi abbagliare dall’am­montare delle sanzioni am­ministrative contestate - ha continuato Falanga - non es­sendo proprietarie di nulla e con i dispositivi legislativi attualmente disponibili, difficilmente saranno ri­scosse dall’Amministrazio­ne milanese».

NESSUNO PAGA
E anche Roberto Boni, vice­segretario del sindacato na­zionale della polizia di stato Usp/ Ugl, ha confermato: «Le prostitute che fermiamo non hanno fissa dimora o, se comunitarie, hanno una re­sidenza fuori dall’Italia: av­viare un procedimento d’in­giunzione contro il mancato pagamento, tra spese di no­tifica e avvocati, costerebbe dieci volte di più della mul­ta stessa. Il risultato è un nulla di fatto». E il proble­ma riguarda tutte le grandi città: da Milano a Roma.
[m.v.]   fonte:
CronacaQui 26/2/2009