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SinistrositÓ stradale, il Governo ammette i ritardi dell'ISTAT
Interpellanza urgente e risposta del sottosegretario Infrastrutture del 12 marzo 2009

Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00301
presentata da
LUCA BELLOTTI
mercoledì 4 febbraio 2009, seduta n.126

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:


il 20 novembre 2008 sono stati resi noti i dati dell'Istat circa gli incidenti stradali occorsi nell'anno 2007, che quantificavano in 203.871 gli episodi di sinistri gravi, in 5.131 le persone decedute, e in 325.850 coloro che hanno subito lesioni di diversa entità;


queste cifre fanno percepire l'estrema gravità della situazione e rinsaldano la convinzione che la sicurezza stradale sia un obiettivo irrinunciabile da perseguire con la massima fermezza;



è evidente che nella consapevolezza nella conoscenza del problema stia la chiave per porre in atto le misure più adeguate per fronteggiare il fenomeno e soprattutto per verificare la loro efficacia;


è quindi con un certo stupore che si apprende che siano in primo luogo i dati dell'Istat, che quantificano l'entità di questo vero e proprio bollettino di guerra, ad essere viziati da alcune anomalie;



innanzitutto va sottolineata discrasia temporale tra la data di rilevazione degli incidenti e quella di pubblicazione: la registrazione e classificazione dei sinistri, infatti, avverrebbe immediatamente per mano dei Carabinieri, della polizia stradale e della Polizia locale e le informazioni verrebbero poi trasmesse all'Istat entro 40 giorni;


l'Istituto nazionale di statistica, tuttavia, predispone la pubblicazione dei dati soltanto dopo un anno dalla scadenza del periodo temporale in esame: i dati del 2007 possono essere esaminati soltanto verso la fine del 2008;



rilievi vanno posti anche riguardo all'accuratezza dei dati pubblicati, dato che gli organi di polizia non sempre riescono a comunicare il decesso successivo di individui colpiti in incidenti da lesioni gravi;


inoltre vi sarebbero altre eccezioni da formulare circa l'inadeguatezza dei moduli di cui sono provviste le forze dell'ordine e il loro aggiornamento;



va anche posto in rilievo il fatto che gli stessi dati pubblicati dall'Istat subiscono ben tre revisioni, per cui si giunge in possesso di rilevazioni accurate soltanto dopo 3 anni, dalla conclusione del periodo in esame;



vi sarebbe, a conclusione di tutto questo, una permanente discrasia tra i dati sulle conseguenze dell'incidentalità del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, attinti dai pronto soccorso e quelli specifici dell'Istat;


il primo requisito per comprendere i problemi e le relative soluzioni è essere in possesso di dati affidabili con cui conoscere la realtà dei fatti, individuare anomalie, effettuare confronti su base locale, nazionale o internazionale, per tenere monitorate le situazioni e verificare se le misure di prevenzione sortiscono gli effetti desiderati;


constatato che gli attuali strumenti conoscitivi sono inadeguati a svolgere in modo tempestivo una opportuna prevenzione con interventi pronti e mirati, è indubbio che vada riconsiderato il sistema di monitoraggio dell'incidentalità sulle strade italiane;


tali preoccupazioni sono condivise dalle associazioni in Italia firmatarie della Carta Europea per la sicurezza stradale che, di fronte alla gravità del fenomeno si sono autoconvocate e riunite in convegno a Cento (FE) in data 24 novembre 2007, ove, ascoltata la relazione del dr. Luigi Antonio Ciannilli, presidente del Comitato per la Sicurezza Stradale «F. Paglierini», hanno approvato un documento in cui si richiede, tra l'altro «l'adozione di un criterio di rilevazione e acquisizione dei dati relativi a morti e feriti conseguenti ad incidenti stradali che dia in tempo reale e su tutto il territorio nazionale la situazione del fenomeno, sostituendo ovvero integrando in tal modo i dati ISTAT la cui attendibilità e, soprattutto, disponibilità non sono rispondenti alla drammaticità della situazione e repentina mutevolezza del fenomeno»;



lo scopo sarebbe quello di poter approntare una pianificazione mirata attraverso la «prevenzione», soprattutto nel caso in cui si registrino una serie di incidenti che coinvolgono, per la prima volta, una medesima categoria di utenti, mai prima verificatisi con la stessa intensità e frequenza, in modo da studiare il fenomeno ed intervenire in tempo reale con opportuni correttivi, come tra l'altro dispone la Direttiva 2008/96/CE del Parlamento Europeo del 19 novembre 2008;



lo stesso documento sollecita pertanto «l'utilizzo dei dati acquisiti nei Pronto Soccorso e trasmessi al SSN, facendoli contemporaneamente confluire alle Prefetture ovvero alle Province, presso ognuna delle quali troveranno obbligatoriamente costituzione e sede gli Osservatori Provinciali per Sicurezza Stradale» -:


se non riscontri criticità nel sistema di rilevazione dei dati sull'incidentalità stradale attualmente in uso da parte dell'Istat;


se non ritenga di poter accogliere il suggerimento di utilizzare dei dati acquisiti nei Pronto Soccorso e trasmessi al SSN, facendoli contemporaneamente confluire alle Prefetture ovvero alle Province, presso ognuna delle quali troveranno obbligatoriamente costituzione e sede gli Osservatori Provinciali per Sicurezza Stradale.


(2-00301)


«Bellotti, Patarino, Saglia, Dima, Nola, Faenzi, Catanoso, Saltamartini, Di Caterina, Nicolucci, Scapagnini, Lamorte, Formichella, Nastri, D'Ippolito Vitale, Fucci, Beccalossi, De Camillis, Biava, Dell'Elce, Gava, Abrignani, Stanca, Calabria, Consolo, Sbai, Laboccetta, Moffa, Landolfi, Versace, Gottardo, Divella, Mancuso, Mistrello Destro, Ascierto, Lainati, Lunardi, Contento, Cristaldi, Angeli, Di Biagio, Paglia, Milanato, Scandroglio, Minasso, Pescante, Aracu, Polidori, Barbato, Briguglio, Cazzola».
 

XVI LEGISLATURA

Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 145 di giovedì 12 marzo 2009

BARTOLOMEO GIACHINO, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, l'illustrazione dell'interpellanza in oggetto è molto ampia e meriterebbe una discussione altrettanto ampia. Rassicuro l'onorevole interpellante che anche già solo in questo inizio di legislatura stiamo partecipando attivamente, nella Commissione trasporti della Camera, ad un dibattito che ha portato all'elaborazione di un testo unificato di varie proposte di legge sulla sicurezza stradale, cui il Governo ha dato un contributo importante. Pertanto, il Governo è impegnato in IX Commissione su questo dibattito, mentre nell'VIII Commissione il Governo ha partecipato, esprimendo la propria opinione, al dibattito su una risoluzionedell'onorevole Tortoli concernente proprio la manutenzione delle strade.
Desidero assicurarle che l'impegno del Governo sulla sicurezza stradale è importante e significativo, ma è anche giusto vedere quello che si può far fare in più. Per ora l'attività dei Governi, in questo primo decennio, si è caratterizzata con un intervento - quello sulla patente a punti, tra la fine del 2002 e l'inizio del 2003 - che ci ha consentito di ridurre i morti, signor Presidente, da 7 mila ai 5 mila attuali (in ogni caso sono sempre tantissimi). L'impegno di questa legislatura e del Governo deve essere proprio quello di puntare ad una nuova e forte iniziativa che ci consenta di aggredire pesantemente questo problema, che è un problema sociale che richiama la nostra coscienza di gente impegnata al servizio della collettività.
Il Governo, in questo inizio di legislatura, si è impegnato moltissimo nello sblocco degli investimenti nelle infrastrutture e degli investimenti autostradali. Ricordiamoci che la carenza di infrastrutture rende il traffico molto più impegnativo. Vi è un costo della congestione nel nostro Paese che è doppio rispetto alla media europea.
Questa congestione del traffico induce un rallentamento del trasporto merci, ma influisce anche sul numero degli incidenti nel nostro paese. Quindi, lo sblocco degli investimenti infrastrutturali, troppo a lungo bloccati, sicuramente contribuisce a migliorare le condizioni della circolazione e quindi della sicurezza stradale.
Per quanto riguarda il contenuto principale dell'intervento dell'onorevole Bellotti, come indicato nell'interpellanza urgente, e quindi relativamente ai dati, devo dire che viene posto un problema reale rispetto al quale l'Istituto nazionale di statistica ha promosso ed avviato i lavori di un tavolo tecnico cui partecipa il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti insieme ad altri organismi per migliorare la raccolta dei dati.
Siamo molto impegnati su questo fronte e mi riferisco anche al dibattito sulla sicurezza stradale in corso nella IX Commissione proprio per modificare la situazione, anche relativamente alla raccolta dati. Da questo punto di vista, devo dire che quanto detto nell'interpellanza risponde alla realtà, ma siamo impegnati, proprio a partire dal primo di gennaio con la messa a regime prevista per il 31 dicembre 2011, nell'alimentazione di un nuovo sistema informativo da parte delle regioni e delle province autonome che ci consentirà di recuperare questo gap che oggi ci vede in condizioni di défaillance.
Tuttavia, voglio rassicurare l'interpellante che, sulla sicurezza stradale, l'impegno del Governo - e rilevo anche del Parlamento, al di là delle differenze di opinione - è molto elevato e ciò è confermato dal fatto che, all'inizio di questa legislatura, in nove mesi si sono svolte due importanti discussioni in due altrettanto importanti Commissioni parlamentari.
Comunque, rassicuro l'interpellante che l'impegno del Governo e del Ministero delle infrastrutture su questo argomento è altissimo, perché è molto importante l'argomento di cui parliamo, cioè la sicurezza stradale.