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Strisce blu, multe in ordine sparso
Indagine ItaliaOggi sulle scelte dei comuni dopo i paletti fissati dalla Corte all'attività degli ausiliari

A Milano gli ausiliari della sosta continuano a multare fuori dalle strisce blu. Come se niente fosse. Il capoluogo lombardo è l'unica tra le grandi città d'Italia in cui i «vigilini» non hanno smesso di elevare contravvenzioni fuori dalle aree di parcheggio a pagamento. Incuranti della sentenza (n. 5621/2009) delle sezioni unite della Cassazione che il 9 marzo (si veda ItaliaOggi del 10 marzo) ha detto a chiare lettere che solo la polizia municipale ha competenza a multare fuori dalle strisce blu. Nel resto d'Italia, secondo l'indagine di ItaliaOggi, le cose vanno decisamente meglio. O perché i comuni hanno deciso di conformarsi subito alla sentenza degli Ermellini, limitando l'attività degli ausiliari e, in alcuni casi, arrivando pure a ridiscutere il rapporto con le aziende concessionarie, oppure perché per tradizione gli ausiliari non si sono mai spinti fuori dai parcheggi a pagamento. Vediamo la situazione.

Milano. A Milano gli ausiliari della sosta erano dipendenti comunali e controllavano solo gli spazi dedicati alla sosta a pagamento. Poi nel 2003 sono stati tutti assunti dall'Atm (Azienda trasporti municipali), la spa del comune che gestisce il trasporto pubblico locale. Anche se a pagare materialmente gli ausiliari è ancora Palazzo Marino che ogni anno con delibera di giunta gira all'Atm le somme necessarie per gli stipendi dei circa 300 vigilini. È nata in questo modo un'anomalia, unica in Italia, che ha portato ad attribuire le qualifiche di ausiliario del traffico (recependo quanto previsto dal comma 133 dell'art. 17, legge 127/97) agli ausiliari della sosta che dipendono formalmente da Atm ma sono inquadrati come operai generici. Al minimo salariale, pur rivestendo la qualifica di pubblici ufficiali. «Gli ausiliari della sosta che operano a Milano vengono mandati a far multe senza un preventivo tirocinio», denuncia Giuseppe Falanga, portavoce del Siapol (Sindacato autonomo di polizia locale), «visto che non è mai stato rispettato l'iter procedurale di formazione previsto dall'Allegato A dell'accordo stipulato tra l'Atm, le organizzazioni sindacali e l'amministrazione comunale nel 2003». «E la polizia municipale si trova poi a dover gestire le conseguenze di migliaia di verbali a forte rischio di illegittimità». Scarsa formazione, stipendi all'osso e soprattutto un ginepraio di qualifiche e competenze incerte che manda in crisi gli stessi lavoratori. Tanto che alcuni si sono rivolti al Tribunale del lavoro che presto dovrebbe fare chiarezza sulla natura «bifronte» degli ausiliari milanesi. In questo contesto, la decisione delle sezioni unite complica le cose. Sarà pure la lontananza dalla Capitale, ma l'eco della sentenza della Cassazione sembra essere arrivata molto attenuata sotto alla Madonnina. Il comandante della polizia municipale, Emiliano Bezzon, assicura che «tutto è stato fatto per dare immediata attuazione alle sentenza». Ma chiarisce: «la gestione è di Atm, noi non siamo competenti, abbiamo incontrato l'azienda per trovare una soluzione». E l'Atm? Ripetutamente interpellata da ItaliaOggi, non ha fornito risposte ufficiali. Intanto però gli ausiliari continuano imperturbabili a setacciare la città alla ricerca di contravvenzioni fuori dalle aree a pagamento (per esempio, sulle strisce gialle riservate ai residenti).

Firenze e Forlì. La prima ad adeguarsi alla decisione degli Ermellini è stata Firenze. Già dal 13 marzo l'amministrazione guidata da Leonardo Domenici ha limitato l'attività degli ausiliari, ora dipendenti della locale azienda strade, al solo controllo delle aree blu. Ma ha anche frenato l'attività del personale ispettivo che per il momento non potrà occuparsi nemmeno dell'attività sanzionatoria sulle corsie riservate in attesa di un ulteriore chiarimento circa la potestà di intervento diretto dei controllori, con fermo immediato del mezzo. Stessa frenata anche per i vigilini che operano a Forlì. Ora i dipendenti della locale azienda potranno accertare infrazioni alla sosta solo nelle zone a pagamento.

Torino. A Torino si stanno attendendo chiarimenti importanti proprio in queste ore. Qui i due gruppi di ausiliari presenti hanno poteri diversi. In particolare il gruppo che si occupa di violazioni generiche in materia di sosta continua a lavorare, ma è nell'aria una rivisitazione imminente delle regole, nel rispetto delle decisioni centrali.

Roma, Bari e Rimini. A Roma gli ausiliari della sosta, dipendenti della Sta (Società trasporti automobilistici) spa controllata dal comune, sono già in regola. Perché per prassi hanno sempre accertato solo infrazioni alla sosta regolamentata a pagamento. Lo stesso vale anche per il comune di Bari e la municipalità di Rimini.

di Francesco Cerisano e Stefano Manzelli  Italia Oggi 18 marzo 2009